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Coronavirus, è allarme per i senzatetto. L'appello delle associazioni al Comune di Trento: ''Rischio alto di contagio, dormitori siano aperti anche di giorno''

In una lettera realizzata dall'Assemblea antirazzista e sottoscritta da numerose associazioni presenti sul territorio, si chiedono interventi immediati da parte dell'Amministrazione per l'accoglienza di tutte le persone che si trovano senza dimora. "Nel caso in cui un solo ospite si ammalasse, tutta la struttura potrebbe essere preclusa"

Foto da internet
Pubblicato il - 16 marzo 2020 - 09:58

TRENTO. Trasformare i dormitori in strutture comunitarie dove stare come a casa, dove poter trascorrere anche tutte le ore diurne, senza l'obbligo di uscire durante la giornata. E' questa una delle misure di emergenza per i senza dimora che vengono proposte al Comune di Trento in una lettera firmata dall'Assemblea antirazzista e che vede la sottoscrizione di moltissime associazioni attive sul territorio.

 

L'emergenza coronavirus colpisce tutti ma fino ad oggi sono stati pochissimi gli interventi messi in campo dalle autorità nei confronti di chi si trova ai margini della società e che si trova come gli altri, se non di più, in pericolo nel contrarre il coronavirus.

 

L'allarme sulla situazione che stanno vivendo i senza dimora era già stato lanciato, attraverso ildolomiti.it, anche da Pino Palatucci che gestisce alcune strutture di accoglienza sul nostro territorio.

 

Il coronavirus, viene spiegato nella lettera dell'Assemblea antirazzista, ci impedisce la mobilità, ma non la doverosa tutela dei più svantaggiati. “La mancata presa in carico da parte del Comune di Trento degli interessi e dei diritti delle persone senza dimora rappresenterebbe una palese e gravissima violazione dei principi ispiratori delle misure straordinarie in atto a livello nazionale”.

 

Una persona senza dimora stabile, infatti, è esposta a maggiore pericolo di essere contagiata, rischiando, costretta a vivere per strada, di divenire veicolo di contagio. Considerata l’attuale emergenza, viene spiegato, la mancata adozione di misure idonee ad impedire il permanere di tale situazione, rischia di divenire causa di aggravamento dell'epidemia.

 

La richiesta delle associazioni all'amministrazione comunale è quella che “vengano messe in atto tutte le misure utili e necessarie all'accoglienza di tutte le persone senza fissa dimora”. Il Punto di Incontro non può e non deve essere lasciato solo a fornire un posto coperto durante il giorno. Le norme di sicurezza impongono delle distanze necessarie anche per il consumo dei pasti che per questo devono avvenire a più turni e che comportano momenti di attesa all’esterno della struttura. Anche per quanto riguarda le misure adottate dalle strutture di accoglienza notturne (che hanno anticipato l'orario di rientro serale) non si può ritenere siano sufficienti a contenere i contagi.

 

Le conseguenze sarebbero devastanti nel caso di casi positivi all'interno delle strutture che difficilmente riuscirebbero a garantire l'assistenza. garantire assistenza agli ospiti qualora positivi al virus. Nel caso in cui un solo ospite si ammalasse, tutta la struttura potrebbe essere preclusa e, se messa in quarantena, verrebbe meno il servizio per altre decine di utenti.

 

“Riteniamo indispensabile – riporta la lettera - l'immediata trasformazione dei dormitori in strutture comunitarie ove stare come a casa, ovvero dove poter trascorrere anche tutte le ore diurne, senza l'obbligo di uscire durante la giornata. Visti i necessari momenti di pulizia e riordino, è indispensabile porre in essere una sinergia effettiva ed immediata fra le diverse strutture, bilanciando tra le stesse la gestione dell’emergenza anche con l'aggiunta di spazi idonei. Per garantire oggi la riduzione degli spostamenti, è fondamentale che le diverse strutture di accoglienza si organizzino insieme per offrire spazi agibili e operatori disponibili durante le 24h”.

 

La richiesta al Comune di Trento è quello di prendere seriamente in considerazione le proposte avanzate e per garantire questa organizzazione, pensando alle necessità che ci sono oggi e continueranno nelle prossime settimane

“Al Comune di Trento è richiesta l’applicazione di tutte le misure atte a preservare la comunità nella sua interezza. Riteniamo di fondamentale importanza che le misure di cui si richiede la messa in atto siano accompagnate da mediatori e psicologi, affinché le categorie vulnerabili a cui sono rivolte possano comprenderne il principio di tutela e salvaguardia e non invece concepirle come misure repressive”.

 

 

Qui il documento e le sottoscrizioni

 

 

 

 

 

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