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Coronavirus, Fugatti ''boccia'' l'ordinanza di Kompatscher: ''Chiudere i negozi nei giorni arancioni per favorire libertà di movimento in montagna e all'aperto? Dico 'no'''

Il presidente della Provincia di Trento ha spiegato che nel bilanciamento dei due interessi lui preferirebbe favorire il commercio (che pure, va detto, nei giorni dopo Natale storicamente non è certo un periodo di grandi affari) e si allinea alla Lega altoatesina che con Maturi ha chiesto un ripensamento al presidente dell'Alto Adige: ''Prevedere misure più stringenti di quelle nazionali può incidere in maniera irreversibile su molte realtà della ristorazione e del commercio''

Di Luca Pianesi - 20 dicembre 2020 - 19:01

TRENTO. ''Se a me presidente Fugatti chiede se sono d'accordo di chiudere i negozi anche nei giorni arancioni dico 'no'. Se per fare l'uno devi chiudere i negozi allora qualche dubbio lo manifesto''. Il presidente della Provincia di Trento boccia l'ordinanza di Kompatscher pubblicamente in conferenza stampa e si allinea, così, alla Lega altoatesina che proprio in queste ore si è schierata contro il presidente della Provincia di Bolzano con una presa di posizione del deputato Filippo Maturi rispetto alla possibilità di concedere libertà di movimento in montagna e all'aperto ai cittadini entro la provincia a fronte della chiusura dei negozi anche durante le giornate ''arancioni''.  

 

''Così come ho apprezzato il suo coraggio nel prevedere il libero spostamento all’interno dei comuni della nostra Provincia, mi ha sinceramente preoccupato l’ipotesi di non permettere agli esercenti di aprire nei giorni consentiti a livello nazionale - spiega il parlamentare altoatesino eletto nel Lazio -. Ritengo che prevedere in questo momento delle chiusure più stringenti di quelle già volute dal governo, non permettendo agli esercenti di aprire il 28/29/30 dicembre e lunedì 4 gennaio, possa incidere in modo irreversibile su molte realtà del mondo della ristorazione e del commercio al dettaglio''.

 

Come noto, in realtà, questi giorni che, da decreto legislativo sono stati voluti ''arancioni'' non sono certo tra i più redditizi dell'anno per la gran parte degli esercenti perché vengono dopo l'abbuffata (in tutti i sensi sia commerciale che alimentare) di Natale e non è un caso che storicamente i saldi venissero fatti partire proprio dai primi giorni di gennaio, nel tentativo di smuovere qualcosa in uno dei momenti più fiacchi, dal punto di vista economico, dell'anno. Molti, moltissimi, chiuderanno lo stesso perché il rischio di trovarsi negozi e ristoranti vuoti con il personale, invece, operativo è molto alto. Dunque anche per questa ragione Kompatscher ha preferito concedere qualche libertà in più sulla circolazione personale rispetto alla libertà, comunque destinata a poca cosa se non ad attirare nei centri le persone magari generando rischiosi assembramenti nelle strade, sul piano commerciale.  

''Vogliamo consentire la libertà di movimento sana e pertanto le persone dovrebbero potersi spostare liberamente all'interno dei confini provinciali durante il periodo delle festività - ha detto il presidente dell'Alto Adige ieri presentando l'ordinanza -. E' importante muoversi all'aperto, fare una gita e poter godere del paesaggio invernale, perché fa bene al corpo e allo spirito, naturalmente sempre nel rispetto delle vigenti norme di sicurezza e di igiene” (QUI ARTICOLO). 

 

A precisa domanda Fugatti ha spiegato: ''Finora non ha firmato nessuna ordinanza, la firmerà nei prossimi giorni e quindi non conosco le specifiche di questo testo. Dal confronto che ho avuto c'è questo aspetto (della libera circolazione per passeggiate e gite nella natura ndr) e ci sarebbe anche quello dei negozi chiusi nei giorni arancioni. Quindi probabilmente è una modalità per calibrare la situazione allargando da una parte e chiudendo dell'altra. Quindi se a me presidente Fugatti mi chiede se sono d'accordo di chiudere i negozi anche nei giorni arancioni dico di no. Se per fare l'uno devi chiudere i negozi qualche dubbio lo manifesto''.  

 

''I protocolli per operare in sicurezza ci sono - scrive Maturi nella sua lettera a Kompatscher per chiedere la riapertura dei negozi in quei quattro giorni - le aziende hanno fatto investimenti ingenti per mettersi a norma, i nostri concittadini, seppur con qualche immancabile eccezione, si sono dimostrati responsabili e attenti al rispetto delle prescrizioni indicate da lei e dal governo. Ritengo che occorra sanzionare duramente i trasgressori e procedere con controlli massicci per evitare assembramenti e situazioni di potenziale contagio, ma non si può punire anche le realtà virtuose e i cittadini perbene per una incapacità da parte della pubblica amministrazione nel far rispettare regole. Auspico in un suo ripensamento sul tema''.

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