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Coronavirus, il ministro Speranza promette più terapie intensive: “Chiesto 3 miliardi per rafforzare i presidi ospedalieri territoriali”

Il Governo prepara un nuovo decreto per proseguire con la fase 2, il ministro della salute: “Stiamo procedendo nella direzione giusta ma il cammino è ancora molto lungo, si deve insistere sulla linea della prudenza per non vanificare i sacrifici fatti finora”

Di Tiziano Grottolo - 06 maggio 2020 - 10:53

TRENTO. “Insistere ancora sulla linea della prudenza” è questo il mantra che si ripropone negli ambienti governativi, prudenza perché “non possiamo permetterci di vanificare i sacrifici straordinari fati finora” ha spiegato il ministro alla salute Roberto Speranza a “di martedì” la trasmissione condotta da Giovanni Floris su La7.

 

“Stiamo procedendo nella direzione giusta ma il cammino è ancora molto lungo”, a confortare il ministro però ci sono anche i numeri dei sondaggi che lo vedono terzo nel gradimento degli italiani fra le personalità che si sono mosse meglio in questo momento. Mentre per quanto riguarda la gestione dell’epidemia il 55% degli intervistati ritiene che il passaggio graduale alla fase 2 sia stato “giusto”, con l’11% che ritiene che l’apertura sia arrivata con troppo anticipo. Solo il 28% sostiene, al contrario, che la fase 2 sia partita con troppo ritardo.

 

La partita vera in questo momento si gioca attorno ai numeri, in calo ma resta alta l’attenzione, “solo poche settimane fa avevamo 6000 nuovi positivi al giorno – ha sottolineato il ministro alla salute – oggi siamo a circa 1000, una cifra ancora alta ma sensibilmente minore”. Calano anche le terapie intensive passate da oltre 4000 a poco meno di 1500 nel giro di alcune settimane.

 

Al momento il governo è concentrato a non far crescere i contagi: “Il tempo che abbiamo a disposizione va utilizzato per rafforzare il sistema sanitario nazionale, in particolare i presidi ospedalieri territoriali”, per fare questo Speranza ha anticipato che nel prossimo decreto ha fatto inserire un provvedimento da 3 miliardi proprio per dare più forza al sistema sanitario.

 

“Dobbiamo riuscire a essere più veloci a fare i tamponi, vicini alle persone e aumentare i servizi domiciliari – ha osservato il ministro – parte dei fondi sarà destinata all’area ospedaliera per aumentare considerevolmente, a tempo indeterminato, i posti in terapia intensiva”. Prima dell’emergenza i posti letto in questi reparti erano circa 5100, oggi si vuole essere pronti per un’eventuale ondata di ritorno dell’epidemia.

 

Secondo il ministro della salute gli italiani stanno dimostrando responsabilità e di aver capito il rischio che si corre, che il nemico è insidioso: “Adesso ci aspetta la sfida più grande – ha osservato – c’è tanta gente in giro e tante persone stanno tornando al lavoro, dobbiamo mantenere le buone abitudini imparate in queste settimane, ma sono fiducioso gli italiani sono all’altezza di questa sfida”.

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