Contenuto sponsorizzato

Coronavirus, la variante inglese e la gestione fallimentare di BoJo: a Londra le mascherine sono un optional però siamo in Tier 4 (che fino a venerdì non esisteva)

Fino a venerdì i Tiers erano solo 3. Da qualche giorno ne è stato creato un quarto, rosso scuro, a simboleggiare un rischio di infezione altissimo. Eppure anche se le limitazioni sono aumentate non ci sono controlli perché dall'inizio si è deciso di affidarsi alla responsabilità delle persone e in pochissimi, almeno a Londra, rispettano le regole di comportamento. E così il Natale salta per tutti perché come ha detto Johnson: ''Evitate di vedere i cari questo Natale per vederli vivi nei prossimi''

Di Caludia Schergna da Londra - 23 December 2020 - 13:03

LONDRA. Negli ultimi giorni e settimane, quelli che nell’epoca pre-covid venivano dedicati alle feste di Natale in ufficio e alla presa d’assalto dei grandi magazzini in Regents Street, i cittadini inglesi sono stati bombardati da notizie contrastanti. Il governo di Boris Johnson si è ormai costruito una reputazione per non saper prendere decisioni, almeno non nei tempi stabiliti, come sta succedendo per il caso Brexit, l’altro grande macigno che grava sulle spalle (e le coscienze) del Conservative Party.

 

Come per Brexit, infatti, anche riguardo le misure di sicurezza da adottare per limitare i contagi, da Downing Street non arriva niente di definitivo o minimamente chiaro. Non fino a sabato sera. Il Primo Ministro, che meno di un mese fa aveva annunciato un ‘rilassamento’ delle misure anti-covid durante il periodo natalizio, ha fatto un’inversione a U, annunciando l’ingresso di tutta la parte sud-est dell’isola britannica, compresa la capitale, nella Tier 4. Questa notizia deve aver fatto storcere il naso a parecchi inglesi: tier 4? Ma se le tiers erano solo 3? Esatto, erano solo 3 fino a venerdì. Erano soltanto 3 fino a quando non si è scoperta una nuova variante del Covid, con un tasso di trasmissibilità del 70% maggiore, particolarmente diffusa nella capitale e nelle regione a sud-est. Una variante “fuori controllo”, come l’ha definita il ministro alla Sanità, Matt Hancock.

 

Che cosa significa essere in Tier 4? Questo sistema a semaforo era già operativo da mesi e prevedeva che, a seconda dei contagi presenti sul territorio, una zona rientrasse in una certa fascia di allerta, ognuna con diverse misure da rispettare. Il grafico creato dal governo vedeva la tier 1 colorata di giallo, la tier 2 di arancione e la tier 3 di rosso, un po’ come succede in Italia. La tier 4 è una fascia nuova, colorata di rosso scuro, sanguigno, a simboleggiare un’emergenza totale, un rischio di infezione altissimo. Ed effettivamente solo ieri nel Regno Unito sono stati registrati 36.804 nuovi contagi (+ 3.440) e 691 casi, per un totale complessivo di 68.307 persone decedute dall’inizio della pandemia (praticamente il come in Italia).

 

Per molti però sta solo a significare: cambiate tutti i vostri piani. Natale quest’anno salta. In una città come Londra, che riunisce lavoratori e studenti da ogni angolo del Globo, per i quali le feste natalizie rappresentano l’unica possibilità di vedere le proprie famiglie, una notizia del genere è più straziante che altrove. Mentre alcuni stranieri si erano già rassegnati a trascorrere le vacanze lontani dai propri cari, per via di limitazioni sui viaggi imposte dai paesi di provenienza, come è successo per gli italiani, per i quali è stata reintrodotta la quarantena obbligatoria al rientro in patria, altri avevano invece in programma di raggiungere le proprie famiglie nei giorni precedenti il Natale. Molti Paesi europei hanno però deciso di chiudere i confini con l’Inghilterra, costringendo i propri cittadini a trascorrere il Natale fuori dal proprio Paese. Il primo tra questi è stata l’Olanda, seguita da Belgio e molti altri, compresa l’Italia.

 

Anche agli inglesi che lavorano o studiano a Londra è stata negata la possibilità di spostarsi per vedere le famiglie in altre regioni e milioni di persone sono state costrette a cambiare i propri piani all’ultimo minuto. Durante i giorni di Natale, stando a quanto aveva dichiarato Johnson, ci sarebbe dovuto essere un rilassamento delle misure di contenimento che avrebbe concesso fino a tre nuclei familiari o abitativi di incontrarsi e costituire una cosiddetta ‘bubble’, bolla. Ma poi Johnson ha cambiato idea. “Evitare di vedere i cari questo Natale per vederli vivi nei prossimi” è stato lo slogan di Boris Johnson per provare a rendere un semi-lockdown sotto Natale un po’ meno amaro riprendendo le parole usate da Angela Merkel poche settimane fa nel suo appello alla Germania. Niente più Natale e niente più bubbles. Chi cerca di lasciare la città rischia fino all’arresto

 

Difficile da credersi visto che dall’inizio di pandemia non si è mai visto un poliziotto controllare che i cittadini rispettassero le regole, nemmeno durante i due lockdown. Il governo di Johnson fa appello solo ed unicamente al buon senso delle persone. Ma ci si può fidare? Dopo aver preso un qualsiasi mezzo di trasporto pubblico o aver trascorso un’ora o due nel centro della capitale, la risposta che viene automatica è no, non ci si può fidare. Dalle mascherine sotto il naso, alle scenate contro l’autista dell’autobus di chi rivendica la propria libertà individuale di decidere se indossarla o meno, alle code chilometriche fuori dai bar solo per prendere un caffè d’asporto, ai pienoni nei centri commerciali, proprio il giorno dopo la fine del lockdown. No, fare affidamento al buonsenso dei cittadini a quanto pare non basta.

 

Londra, come il resto del Regno Unito, dai tempi dell’austerità thatcheriana, è notoriamente a corto di agenti di polizia e viene naturale pensare che questi pochi non possano essere impegnati nel controllare che le persone indossino la mascherina correttamente quando ci sono veri e propri criminali di perseguire. Ma che cosa servono le regole, regole precise come quelle che continua a passare il governo Tory, se poi non c’è modo di farle rispettare?

Contenuto sponsorizzato
Ultima edizione
Edizione ore 19.30 del 4 agosto 2021
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Cronaca
05 agosto - 13:10
La piena dell'Adige delle ultime ore e la violenza dell'acqua hanno restituito moltissimi rifiuti che ora si trovano sugli argini del fiume assieme [...]
Cronaca
05 agosto - 13:49
Fra tecnici e vigili del fuoco sono entrati in azione circa 1.000 soccorritori per contrastare i danni da maltempo. Adige e Isarco in piena: “La [...]
Cronaca
05 agosto - 11:54
Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco di Telve, le forze dell'ordine e gli ispettori dell'Oupsal. Il giovane è stato trasferito [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato