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Coronavirus, negli ospedali (solo adesso) arrivano i ''percorsi dedicati ai casi sospetti Covid-19''. Zanella: ''Sì è aspettato fino al collasso delle strutture per muoversi?''

L'odg di De Godenz è stato votato emendato visto che lui chiedeva di predisporre delle ''zone filtro'' anti-covid nei pronto soccorsi a partire da quello di Cavalese. La maggioranza ha accettato di votare il documento emendato ''ma - spiega il consigliere di Futura - sono allibito che la Giunta bocci la premessa dell'odg per poi modificarne il dispositivo mettendo nero su bianco che i percorsi dedicati ai casi sospetti di Covid-19 e il riadeguamento di pronto soccorsi e ospedali devono ancora essere creati''

Pubblicato il - 16 dicembre 2020 - 19:23

TRENTO. Sembra incredibile e anche un po' inquietante ma è stato approvato oggi, nove mesi dopo l'inizio della prima ondata di Covi, in consiglio provinciale un ordine del giorno portato dal consigliere De Godenz che ''impegna la Giunta a predisporre, nel breve periodo, all’ospedale di Cavalese e negli altri nosocomi trentini gli interventi per la creazione dei percorsi dedicati ai casi sospetti Covid-19''.

 

''Ho votato a favore dell'odg perché meglio tardi che mai - spiega il consigliere di Futura Paolo Zanella - ma sono allibito che la Giunta bocci la premessa dell'odg del consigliere De Godenz, per poi modificarne il dispositivo mettendo bianco su nero che i percorsi dedicati ai casi sospetti di Covid-19 e il riadeguamento di pronto soccorsi e ospedali devono ancora essere creati. Ma cosa è stato fatto durante i mesi di tregua estivaSì è aspettato fino al collasso degli ospedali per muoversi? Sappiamo tutti che qualcosa è stato fatto, e ci mancherebbe altro, ma questa è un'ammissione che evidentemente è stato fatto ben poco. Davvero incredibile a fronte della situazione in cui ci troviamo''.

 

In realtà poi Segnana e la maggioranza hanno respinto la premessa dell'odg di De Godenz con 20 no (contro i 10 sì delle minoranze) mentre il dispositivo del testo è stato approvato all'unanimità. “Come precedentemente emerso - spiega il consigliere dell'Upt - a partire dal consiglio provinciale dello scorso maggio e nel periodo estivo, io stesso avevo predisposto anche una interrogazione in data 9 giugno, la necessità principale, confermata oggi da medici e lavoratori del sistema sanitario – e ribadita con forza anche da alcuni Presidenti e Commissari delle Comunità di Valle che auspicano si torni ad un coinvolgimento dei consigli della salute per condividere le scelte – rimane quella di predisporre “zone filtro” anti-covid presso il Pronto soccorso, a partire da quello di Cavalese, in modo da garantire la sicurezza nell’ambito delle fasi di ricovero e di intervento chirurgico e separare la normale operatività dalle situazioni a rischio. Inoltre, si conferma prioritario conoscere la data esatta della predisposizione della zona filtro presso l’ospedale di Cavalese e la rispettiva ricollocazione di servizi di diagnostica importanti, tra i quali endoscopia e colonscopia, onde garantire tutte le operatività in piena sicurezza”.

 

Alla fine il testo è stato emendato ed è passato solo l'ok a ''predisporre, nel breve periodo, all’ospedale di Cavalese e negli altri nosocomi trentini gli interventi per la creazione dei percorsi dedicati ai casi sospetti Covid-19 e alla riorganizzazione dei Pronti soccorso secondo le indicazioni del Piano di riordino della rete ospedaliera, nonché a rimodulare secondo le necessità dei singoli ospedali e in accordo con la direzione sanitaria dell’Apss i servizi di diagnostica strategici per garantire il funzionamento ottimale in condizione di sicurezza e secondo le indicazioni ministeriali''. Anche la consigliera del Patt Paola Demagri sul tema è intervenuta ricordando che quanto predisposto oggi poteva essere fatto nei mesi estivi e oggi si sarebbe potuto fare un passo in avanti verso una maggiore tutela dei cittadini che debbono accedere a queste strutture. 

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