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Coronavirus, parla Renzi: "Riapriamo, altrimenti si rischia una rivolta sociale. I balconi diventeranno forconi"

L'ex premier in un'intervista rilasciata sul quotidiano Avvenire chiede alle istituzioni di agire immediatamente per far "riaprire l'Italia". Le fabbriche, per il leader di Italia Viva dovrebbero riaprire già prima di Pasqua e poi il resto delle attività

Pubblicato il - 28 marzo 2020 - 08:55

TRENTO. “Riapriamo” e “conviviamo uno o due anni con il virus” è questo il messaggio che ha voluto lanciare l'ex premier e leader oggi di Italia Viva, Matteo Renzi, attraverso una intervista pubblicata sul quotidiano “Avvenire”. (Qui l'intervista completa)

 

Una intervista che parla d'Italia all'Italia. Renzi fotografa l'incertezza, il disorientamento e la paura di tante persone costrette a convivere in queste settimane con Covid-19 ma si vedono anche valori importanti, quella voglia di difendere l'esistenza e la riscoperta della famiglia. 

 

Per Renzi, però, è arrivato il momento di riprendere la vita perché le persone che sono rinchiuse in casa da tre settimane ormai non ce la fanno più. C'è il problema dei soldi che si sta facendo sempre più sentire e “senza soldi vincerà la disperazione” spiega l'ex premier. E' un messaggio a cuore aperto quello che l'ex premier fa  spiegando che "l'Italia non può stare ibernata per un altro mese perché così si accende la rivolta sociale. I balconi presto si trasformeranno in forconi; i canti di speranza, in proteste disperate. È per questo che le istituzioni devono agire senza perdere nemmeno un giorno".

 

Ed ecco allora che arriva un piano: le fabbriche devono riaprire prima di Pasqua e poi un po' alla volta tutte le altre attività dai bar alle librerie. Il sei politico non va bene e le scuole potrebbero ripartire con l'anno scolastico il 4 maggio.

 

Dal punto di vista economico devono essere sospesi i pagamenti dalle tasse ai mutui, fondamentale è la liquidità e le banche devono avere garanzie da parte dello stato.

 

Per diverso tempo, conclude Matteo Renzi, si vivrà diversamente ma si andrà comunque avanti. “Bisogna ripartire, però. Perché l'alternativa è chiudersi in casa e morire”.

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