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Coronavirus, “Pensate anche ai figli di genitori separati, da valutare aspetti economici e sociali” l’appello di Patt e Onda civica

In questo momento diversi genitori separati possono trovarsi in difficoltà economiche, Onda Civica chiede che la Pat si faccia carico di queste criticità. Demagri (Patt) mette in luce  gli aspetti sociali: “In caso di sintomi si faccia subito il tampone a tutta la famiglia, altrimenti si corre il rischio di separare i figli dai genitori”

Di Tiziano Grottolo - 31 marzo 2020 - 21:10

TRENTO. Con le restrizioni introdotte con i vari Dpcm le libertà delle persone sono state notevolmente ridotte, un sacrificio necessario per uscire il prima possibile dall’emergenza coronavirus eppure nel mezzo ci sono una miriade di situazioni che influenzano la vita di milioni di persone. Purtroppo il legislatore non sempre ha tenuto conto di tutte le fattispecie reali che si sarebbero potute venire a creare, fra queste, c’è la gestione dei figli di coniugi separati o divorziati.

 

Infatti alcuni termini non sono stati del tutto chiariti, sulla stessa pagina del Governo, alla voce “domande frequenti”, più specificatamente alla domanda “Sono separato/divorziato, posso andare a trovare i miei figli? – si legge – Sì, gli spostamenti per raggiungere i figli minorenni presso l’altro genitore o comunque presso l’affidatario, oppure per condurli presso di sé, sono consentiti, in ogni caso secondo le modalità previste dal giudice con i provvedimenti di separazione o divorzio”. Peccato però che nella stessa sezione sia riportato “Attenzione: pagina in aggiornamento in seguito all'entrata in vigore del Dpcm 22 marzo 2020 (il cui allegato 1 è stato modificato dal Dm 25 marzo 2020)” ergo non è sicuro che tutte le indicazioni sia ancora valide.

 

Ad ogni modo la politica si sta muovendo tanto a livello comunale che provinciale: “Come tutte le categorie di persone anche quella dei genitori separati sta vivendo momenti davvero difficili per il blocco legato all’emergenza Covid19”, spiega Andrea Maschio di Onda Civica. Non è difficile immaginare come queste famiglie vadano incontro sia a problemi di rodine logistico che economico: “In questa situazione – ricorda Maschio – è complicato mantenere il delicato rapporto genitoriale attraverso la frequentazione da parte della prole di entrambe i genitori separati”.

 

I problemi insorgono quando uno dei due genitori deve spostarsi da un comune all’altro, nonostante le ultime modifiche sembrerebbero consentire questo tipo di spostamenti, l’alternarsi dei decreti ha generato comunque incertezza e sollevato alcuni dubbi circa l’interpretazione delle norme. “Chiaramente questa superficialità ha generato molta confusione e non sono state poche le telefonate o i messaggi che abbiamo ricevuto per chiedere lumi”, afferma il consigliere di Onda Civica.  

 

Le problematiche di ordine economico invece riguardano i versamenti degli assegni di mantenimento, com’è logico, dovendo rimanere a casa senza possibilità di lavorare, molti genitori si trovano in difficoltà e temono di incorrere in sanzioni. È proprio per tentare di risolvere queste problematiche che Onda Civica ha presentato una mozione per impegnare la giunta comunale di sollecitare la Pat affinché vengano disciplinate le modalità di spostamento delle famiglie separate, anche tra comuni diversi. I consiglieri di Onda Civica chiedono un intervento urgente anche per regolamentare gli aspetti economici, possibilmente “coprendo eventuali impossibilità di pagamento degli oneri di mantenimento per coloro che vedono sospeso il proprio lavoro e quindi il reddito per potervi provvedere”.

 

In provincia a farsi carico dei problemi delle famiglie separate è stata Paolo Demagri che, pur plaudendo alla decisione di aumentare il numero dei tamponi ha chiesto al contempo che la Giunta pensi alla gestione dei figli di genitori separati. “La sanità è un settore molto complesso – ha sottolineato la consigliera delle Stelle alpine – e quando si modifica anche una piccola parte del sistema vanno considerate tutte quelle situazioni che a cascata si vengono a creare. Porto la voce di molti cittadini – prosegue – stanchi di dover chiedere e interpretare le situazioni, quando si fa una scelta in politica vanno da subito calcolati gli effetti che questa avrà su tutti”.

 

Il riferimento va alla decisione della Pat di aumentare il numero dei tamponi, nonostante Demagri giudichi positivamente la scelta, avverte circa le possibili storture che potrebbero generarsi: “Basti pensare alle coppie separate con figli. Cosa accadrà ai figli in caso di positività al Covid-19 di uno dei genitori, o di entrambi? Se non si pensa prima a come gestire la situazione, ad esempio facendo subito il tampone a tutta la famiglia, si rischia di separare i figli dai genitori e di creare nei minorenni un trauma ancora peggiore che il rischio del contagio stesso”.

 

La preoccupazione di Demagri è fondata, ad Arezzo ad esempio un caso molto complicato aveva portato due bimbe ad essere isolate da sole in casa, con la madre ricoverata in ospedale e la nonna deceduta proprio a causa del coronavirus. Per la consigliera del Patt: “Serve qualcuno che analizzi la rete famigliare dei casi che coinvolgono figli minori con genitori separati, per fare le scelte giuste e per evitare che la situazione già complessa causi un trauma ancora più grosso ai piccoli, che sono il soggetto più debole e a rischio di soffrire”.

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