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Coronavirus, per aiutare la didattica online perché non pensare a lezioni sulle Tv locali? La proposta del Patt per aiutare le famiglie

Negli anni '60 la televisione ha giocato un ruolo fondamentale per aiutare gli italiani ad uscire dall'analfabetismo e oggi potrebbe tornare ad aiutare tante famiglie, soprattutto per i bambini e le bambine delle elementari e delle medie perché ''nonostante il grande sforzo di insegnanti e istituti per la didattica online, la diversa situazione logistica (diffusione della rete), familiare (sociale ed economica) e anche organizzativa impedisce di raggiungere tutti i ragazzi con la stessa efficacia''

Di Luca Pianesi - 29 marzo 2020 - 16:55

TRENTO. ''Perché non pensare, almeno per le elementari e medie, alla registrazione di moduli formativi da parte di insegnanti selezionati che potrebbero poi andare in onda sulle televisioni private del Trentino? Abbiamo due televisioni con un numero di ore di trasmissione più che sufficienti. Si tratta di strutturare un programma “minimale” per ognuna delle 8 classi''. In molti ricorderanno il mitico maestro Manzi che tra il 1960 e il 1968 fu l'anima della fortunata trasmissione ''Non è mai troppo tardi'' andata in onda sul Programma Nazionale (all'epoca c'era una sola rete) riuscendo a far prendere la licenza elementare a oltre un milione di italiani.

 

Si trattava di vere e proprie lezioni di scuola primaria riprodotte in televisione e diedero un apporto fondamentale per ridurre l'analfabetismo in Italia e per aiutare tanti adulti a concludere, almeno, le scuole elementari. Oggi le esigenze sono diverse ma la televisione potrebbe tornare strumento utile e formativo andando ad aiutare tante famiglie con la formazione dei loro bambini e delle loro bambine. La proposta la lanciano i consiglieri provinciali del Patt Ugo Rossi, Michele Dallapiccola e Paola Demagri per andare incontro alle necessità di tante mamme e papà che si ritrovano i figli in casa con la necessità, in molte occasioni, di sostituirsi agli insegnanti (soprattutto con i figli più piccoli che non hanno l'autonomia per affrontare compiti o lezioni da soli e quindi anche in tempi di didattica online necessitano di un affiancamento costante dei familiari QUI ARTICOLO).

 

''Con l’emergenza Coronavirus - spiegano i consiglieri provinciali del Partito autonomista - la nostra scuola trentina ha impresso una significativa e meritoria accelerazione alla didattica on line. Sono tantissimi gli sforzi che tutte le scuole stanno facendo per cercare di limitare gli effetti negativi della lunga permanenza a casa. Per questo ringraziamo tutti quanti si stanno adoperando con spirito di servizio e grande impegno. Naturalmente, nonostante questo sforzo, la diversa situazione logistica (diffusione della rete), familiare (sociale ed economica) e anche organizzativa di ogni istituto impedisce di raggiungere tutti i ragazzi con la stessa efficacia''.

''A questo proposito - proseguono Rossi, Dallapiccola e Demagri - e senza pensare di sostituire con questo una vera didattica e di voler limitare l’autonomia scolastica, perché non pensare, almeno per le elementari e medie, alla registrazione di moduli formativi da parte di insegnanti selezionati che potrebbero poi andare in onda sulle televisioni private del Trentino? Abbiamo due televisioni (Trentino Tv e Rttr ndr) con un numero di ore di trasmissione più che sufficienti. Si tratta di strutturare un programma “minimale” per ognuna delle 8 classi che fornisca spunti per l’apprendimento e strumenti per consentire ai genitori di sostenere, con anche una quota di “lavoro” a casa (compiti), i figli''.

 

''Un percorso che fornisca elementi di base comuni ai programmi scolastici. A questo potrebbe - conclude Rossi - essere associato anche un numero verde della Provincia per una vicinanza alle famiglie. Non credo possa essere così difficile organizzare una simile iniziativa e penso che alla luce del possibile prolungamento del periodo di chiusura delle scuole forse valga la pena pensarci. Certo questo non può e non vuole sostituire l’operato meritorio di tutti quegli insegnanti  che oggi stanno lavorando online, ma sicuramente aggiunge un’opportunità a quelle famiglie che per svariati motivi non riescono ad avvalersene positivamente''.

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