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Coronavirus, Vergnano: ''Ci sia unità tra le Regioni del Nord per spostamenti e turismo''. Il forzista scrive a 8 governatori

Il coordinatore della sezione di Rovereto di Forza Italia ha scritto ai governatori delle Regioni del Nord per chiedere un fronte comune sul tema riaperture. Paolo Vergnano (Forza Italia): "L’Italia potrà rimanere unitaria solo se il motore economico del Paese è messo in grado di esprimere tutto il suo potenziale: altrimenti si rischia di essere soggiogati, anche all’interno del sistema europeo"

Di L.A. - 11 maggio 2020 - 16:39

ROVERETO. "E' comprensibile la ritrosia di alcune Regioni che chiedono prudenza e non ritengono utile per i cittadini aprire, ma le imprese sono in sofferenza", queste le parole di Paolo Vergnano, consigliere comunale a Rovereto, che aggiunge: "Il governo centrale invia messaggi contraddittori e diventa difficile interpretare quanto avviene".

 

Il coordinatore della sezione di Rovereto di Forza Italia ha scritto ai governatori delle Regioni del Nord per chiedere un fronte comune sul tema riaperture, mentre per questo pomeriggio è atteso un vertice tra il ministro Francesco Boccia, il premier Giuseppe Conte e i presidenti per parlare del riavvio del tessuto economico.

 

Oltre ai presidenti Maurizio Fugatti e Arno Kompatscher, il consigliere comunale ha inviato una lettera a Alberto Cirio (Piemonte), Renzo Testolin (valle d'Aosta), Giovanni Toti (Liguria) e Attilio Fontana (Lombardia), Luca Zaia (Veneto), Massimiliano Fedriga (Friuli Venezia Giulia) e Stefano Bonaccini (Emilia-Romagna). 

 

"Le limitazioni, però, non sono amiche della ricchezza e della prosperità, ma servono spesso per controllare e deprimere, prima che sanare. Siamo terre di imprenditori - aggiunge Vergnano - che necessita di movimento e di relazioni a ampio raggio e non di sussidi: nessuno chiede di essere finanziato per stare immobile, ma c'è necessità di libertà personale e economica. Attualmente viviamo in condizioni di incertezza, abbiamo paura di uscire più per le sanzioni che per il contagio".

 

In questo momento alcune restrizioni per fronteggiare la diffusione del coronavirus sono cadute e ci si può muovere all'interno delle Regioni. "Ma questo, da cittadino, amministratore, lavoratore o imprenditore, per il motore economico italiano non basta. Dobbiamo chiedere di più, dobbiamo allargare i nostri confini e ritornare a lavorare insieme senza timori. Con attenzione, certamente, ma senza le limitazioni che ci vuole imporre il Governo centrale".

 

L'Alto Adige ha già predisposto una road map e in ballo c'è un ricorso di Roma, mentre il Veneto preme per una riapertura totale già da lunedì 18 maggio dopo due mesi lockdown. "La Provincia di Bolzano - dice il consigliere comunale - ha già in parte aperto e si prepara per la stagione estiva e per la ripartenza economica e sociale. Questo è quello che occorre fare, subito, con il coraggio degli statisti".

 

Un sistema italiano che deve far fronte comune e il consigliere comunale di Rovereto indica la risposta in un asse del Nord. "Milano è il centro, il luogo simbolo della nostra economia, in cui confluiscono milioni di persone per parlare, discutere e progettare. I nostri porti, Genova e Trieste, devono poter accogliere non solo merci, ma anche persone. L’economia non prospera attraverso videoconferenze - evidenzia Vergnano - ma con strette di mano, modificate magari dalla necessità, guardandosi negli occhi, esprimendo fiducia reciproca".

 

Una maggiore unità per rilanciare il motore produttivo del Paese. "Da piemontese trapiantato in Trentino, non posso pensare un Nord Italia diviso, mi inorridisce non poter circolare e soggiornare liberamente in qualsiasi parte del territorio nazionale. Da liberale - continua l'esponente di Forza Italia - non posso credere a muri e confini che separano imprenditori potenziali. Se questo dramma ci deve insegnare qualcosa è che non si può progredire gli uni senza gli altri, anzi avviene l'esatto contrario e le aziende chiudono". 

 

Spostamenti che sono alla base di un altro settore fondamentale, quello dell'industria turistica. "Dobbiamo iniziare un nuovo corso - spiega Vergnano - che probabilmente durerà fino all’anno prossimo inoltrato. Abbiamo coste magnifiche: Liguria, alto Adriatico, quelle del lago di Garda e altri specchi d'acqua. Catene montuose, come le Dolomiti o il massiccio del Monte Bianco, che il mondo ci invidiano. Ma rischiamo di vanificare gli sforzi di migliaia di imprenditori - albergatori, ristoratori, baristi e così via, a causa di uno Stato che ci impone confini interni che non sentiamo nostri. Quest’anno i mari, così come i laghi e le montagne del Nord Italia non avranno il normale tipico afflusso a causa di scelte scellerate del Governo centrale".

 

Insomma, un maggior movimento nell'area settentrionale dell'Italia. "Si sente già parlare di corridoi sanitari sicuri tra la Germania e la Croazia per catturare l’inevitabile necessità dei cittadini del nord Europa per passare serenamente le proprie vacanze, magari evitando l’Italia. Se spostassimo il confine di sicurezza non più tra di noi - aggiunge il consigliere comunale - ma in una linea immaginaria che ci permetta di muoverci liberamente all’interno delle otto Regioni del Nord Italia, daremmo immediata soluzione alle preoccupazioni degli imprenditori turistici e nuovo immediato slancio all’economia. Non solo, i ragazzi potrebbero continuare a seguire le lezioni scolastiche on-line e finalmente ritemprarsi dopo mesi di quarantena, con progetti di accoglienza in totale sicurezza".

 

Una azione coordinata tra otto Regioni per poter riprendere slancio dopo due mesi a motore praticamente spento. "L’Italia potrà rimanere unitaria solo se il motore economico del Paese è messo in grado di esprimere tutto il suo potenziale: altrimenti si rischia di essere soggiogati, anche all’interno del sistema europeo. Il Nord ha porti, aeroporti, agricoltura, industria e turismo: Piemonte, val d’Aosta, Liguria, Lombardia, Veneto, Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia e Emilia Romagna, possono ambire a essere un’unica forza economico-sociale per la rinascita nazionale. E' necessario muoversi per avere nuove prospettive", conclude Vergnano.

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