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Coronavirus, Zaia non ci sta e scrive al governo: “Misure sproporzionate per la regione Veneto”

Dopo la decisione del governo di instaurare misure draconiane per fermare la diffusione del virus, il governatore del Veneto Luca Zaia ha espresso la sua contrarietà all'inclusione nella zona rossa delle province di Treviso, Padova e Venezia. "Misure sproporzionate per l'andamento epidemiologico". Non tarda ad arrivare la risposta dal Ministero della Salute. Ricciardi: "Decreto giustificato dal punto di vista scientifico, epidemiologico e di sanità pubblica"

Di Davide Leveghi - 09 marzo 2020 - 09:54

TRENTO. “Il Veneto si oppone”. Comincia così la protesta lanciata dal governatore Luca Zaia contro le misure di contenimento messe in campo dal governo Conte per fermare la diffusione del virus. Perentoriamente. La scelta di includere anche le province di Venezia, Padova e Treviso, infatti, non sembra essere andata giù alla giunta leghista, spintasi a definire le misure del decreto della presidenza del Consiglio “sproporzionate per la regione Veneto”.

 

Corredando la protesta ufficiale con “controdeduzioni” e abbondante materiale sulla diffusone del virus in regione, Zaia ha chiesto lo “stralcio del blocco deciso per le 3 province di Padova, Treviso e Venezia”, contestando la ratio di una misura “scientificamente sproporzionata all'andamento epidemiologico”.

 

 

I cluster sono circoscritti e non interessano in maniera diffusa la popolazione generale”, la scelta del governo è avvenuta senza “alcun confronto né scientifico né di lealtà istituzionale” e il sistema sanitario veneto ha retto; sono queste le principali argomentazioni opposte da Zaia alle misure draconiane coinvolgente anche tre province venete, a fronte di una situazione che in regione vedeva nella giornata di domenica 8 marzo 670 casi (di cui 255 nella provincia di Padova, dove si trova il Comune cluster di Vo' Euganeo; 126 nella provincia di Treviso; 126 in quella di Venezia – dati Ministero della salute).

 

Tutte argomentazioni a cui il governo, per bocca del consigliere del ministro della Salute Walter Ricciardi, ha replicato invitando al rispetto delle misure e evidenziando velocità di propagazione del virus e virulenza. “Non rispondo al governatore, ma tengo a precisare che il decreto è giustificato dal punto di vista scientifico, epidemiologico e di sanità pubblica – ha dichiarato – in relazione a una curva epidemica che palesa segni di aumento costante nelle zone di fascia 1, in cui il tasso di incidenza cumulativa dei casi, la circolazione autoctona dell'infezione virale e la vulnerabilità geografica rendono indispensabile l'assunzione di misure di distanziamento sociale finalizzare al contenimento dell'epidemia”.

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