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Di Maio si dimette dopo la riforma del movimento. Marini: "Ha fatto tantissimo". E Savoi commenta: "Torni a vendere lattine in nero al San Paolo"

Il ministro degli Esteri Luigi Di Maio si è dimesso dal ruolo di segretario del M5S a seguito del processo di riforma interno che ha portato all'istituzione dei facilitatori, figure di raccordo tra centrale e locale. Tra questi, in Trentino, il consigliere provinciale Alex Marini. "Grazie a Di Maio, il Paese è diverso anche per il suo lavoro". E il leghista Savoi si lascia andare all'ennesima caduta di stile

Di Davide Leveghi - 22 gennaio 2020 - 19:45

TRENTO. Dopo l'annuncio dato in mattinata ai ministri, Luigi Di Maio ha comunicato le sue dimissioni da capo politico del Movimento 5 Stelle. È un discorso accorato il suo, rivendicativo di tutto ciò che il Movimento ha fatto, aperto alle critiche sugli errori commessi ma durissimo con le fronde interne. “Tutto si basa sulla fiducia – ha detto in uno stralcio significativo del lungo discorso al Teatro Adriano di Roma – grazie a chi questa fiducia l'ha difesa, mentre altri l'hanno tradita”.

 

Il rumore di pochi ha sovrastato il lavoro di tantissimi – ha poi aggiunto – i nemici peggiori sono quelli che rinnegano i valori per cui si è lottato”. Nonostante il riferimento ripetuto ai dissidi, è parsa essere la chiusura del processo riorganizzativo interno la ragione delle dimissioni da segretario del Movimento – mentre saldo rimane alla guida della Farnesina.

 

Oggi si chiude un'era – ha detto non a caso – per stare al governo e dare risposte alle persone bisogna contare su una struttura competente e organizzata. S'apre così la strada verso i nostri primi stati generali, che si terranno a marzo”. E così, via ai “facilitatori”, persone di raccordo tra i militanti sul territorio e l'organizzazione centrale, soggetti intermedi che rendono la struttura del movimento più capillare.

 

Una capillarità che per ora sembra non essere totale, vista la mancanza in alcuni territori di certe figure di facilitatori. Facendo fede al blog del movimento, tale assenza interessava pure il Trentino-Alto Adige, questione smentita dal consigliere provinciale Alex Marini, raggiunto al telefono mentre si trova sulla strada di ritorno dall'assemblea di Roma: “E' stato un problema di carte – spiega - la candidatura c'era ma essendo l'unica le votazioni non sono servite”.

 

Accanto allo stesso Marini, eletto facilitatore per le relazioni esterne, e a Maria Teresa Fortini, facilitatrice per le relazioni interne, sarà Rudy Tranquillini la persona incaricata di svolgere il ruolo di facilitatore per la formazione e il coinvolgimento. “Saremo il front office del movimento sul territorio – garantisce Marini – non figure che decidono o sanzionano ma che aiutano a costruire, fanno rete, ridanno fiducia”.

 

Sulla scelta dei candidati sindaci per le comunali di maggio, pertanto, parola ai luoghi decisionali del Movimento. “Per i nomi dei candidati si deciderà attraverso la piattaforma online o in momenti assembleari, affinché siano scelte condivise”.

 

Parole al miele vengono spese dal pentastellato trentino nei confronti del leader dimissionario. “I tantissimi risultati, l'azione di denuncia, trasparenza e consapevolizzazione dei cittadini sono anche merito suo – commenta – tutto ciò che è stato fatto da quando il M5S è in Parlamento si deve anche alla leadership naturale di Di Maio, criticato ingiustamente in molte occasioni. In ogni caso spero e sono convinto che continuerà ad essere un asset importante per il movimento”.

 

“A Di Maio, infatti – continua il consigliere provinciale 5S – va riconosciuta la capacità di aver guidato il movimento gestendo al tempo stesso la crisi di governo di questa estate e il processo di riorganizzazione. A noi è stato comunicato oggi nell'incontro dei facilitatori e il livello emotivo si è alzato molto, a dimostrazione del riconoscimento che gli si dà nel partito. La domanda che si può porre a questo punto è: cosa ne sarebbe del Paese se in questi 6 anni non ci fosse stato il M5S?”.

 

“Il suo passo indietro giunge sì a poco tempo dalle regionali – conclude – ma il tempo è giusto se pensiamo al fatto che il processo riorganizzativo sia stato portato a termine. Data la struttura, ora, servono i contenuti”. E sul collega di Consiglio provinciale Alessandro Savoi, che ha ben pensato di salutare il segretario dimissionario immaginandoselo “al San Paolo di Napoli a vendere in nero lattine di Coca Cola”, Marini risponde: “Si commenta da sé, guardassero il loro di leader”.

 

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