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''Era solo un immigrato? Chi la pensa così non mi voti. Se fosse stato un bianco ucciso da ragazzi di colore Salvini cosa avrebbe fatto?''

Il candidato sindaco per Trento Marcello Carli prende una posizione netta sulla tragedia avvenuta a Colleferro. ''Sulla morte di Willy non possiamo permetterci il lusso del silenzio. Dobbiamo fermare questa violenza. Domani durante la manifestazione di Roma delle 18 osserveremo un minuto di silenzio''

Di Marianna Malpaga - 08 September 2020 - 19:30

TRENTO. “Era solo un immigrato”. È la frase pronunciata dai genitori degli assassini di Willy Monteiro Duarte, 21enne di origini capoverdiane ucciso di botte sabato notte da quattro ragazzi poco più grandi di lui a Colleferro, a sud di Roma, mentre cercava di placare una rissa.

 

Una tragedia che ha sconvolto tutti compresa l'opinione pubblica che però, sembra incredibile a dirsi, ma si è spaccata anche in questo caso e tra le tante parole di dolore, di cordoglio, di dispiacere e rabbia per quanto accaduto ha visto emergere anche tante, troppe (ne basterebbe anche una sola) voci dissonanti, vere e proprie bestemmie contro l'umanità, parolacce, appunto, come ''tanto era solo un immigrato'' o ''avete fatto bene''. A livello locale sulla questione non ha usato mezze parole il candidato sindaco della coalizione “Rinascimento Trento” Marcello Carli che si è schierato senza se e senza ma facendo suo un concetto che merita attenzione.

 

Lo dico con chiarezza – scrive Carli -. Chi di fronte a queste parole non ha un sussulto di rabbia, di vergogna, di dolore non mi voti il 20 e il 21 settembre. Ci ho pensato se dire qualcosa su quanto successo a Colleferro l’altro giorno. 'Un argomento scomodo', 'lascia stare', 'se gli altri candidati non dicono niente è perché sono sempre temi scomodi, non imbarcarti'. E invece ci penso e ci ripenso, rivedo le foto di Willy, il suo sorriso bellissimo, i suoi occhi che mi guardano ogni volta che accendo Facebook, che consulto i quotidiani, che accendo la Tv e non voglio stare in silenzio”.

 

Carli immagina anche cosa sarebbe successo in un’altra situazione, se a essere ucciso fosse stato un ragazzo bianco e a ucciderlo dei ragazzi di colore. “Probabilmente, che dite? Salvini avrebbe organizzato una fiaccolata – attacca -, avrebbe indossato una felpa ad hoc, avrebbe occupato la cronaca inveendo contro i migranti. Insomma, sarebbe scoppiato il finimondo”. Domani alle 18 Roma sarà attraversata da una manifestazione per ricordare Willy. “Osserveremo un minuto di silenzio con chi sarà con noi e con chi vorrà raggiungerci - aggiunge Carli -. Per Willy, per i suoi occhi e per tornare ad essere un po’ più umani”.

 

''Io dico che sulla morte di Willy non possiamo permetterci il lusso del silenzio. Dobbiamo fermare questa violenza, dobbiamo tornare ad essere persone. Partendo dalle piccole azioni quotidiane - conclude il candidato - partendo dal nostro modi di esprimerci, soprattutto sui social dove in mancanza fisica mancanza dell’altro molti si sentono spesso in diritto di scrivere ogni genere di cattiveria, partendo dall’educazione delle nostre figlie e dei nostri figli, dal porci nei confronti dell’altra persona''.

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