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Il Governo giallo-rosso dà il via libera a 19 azioni contro lo spopolamento della montagna. Boccia: "Ottimo segnale di unità. Montagna e aree interne priorità assolute"

Approvata la mozione proposta da De Menech (Partito democratico) contro lo spopolamento della montagna: “Negli ultimi 20 anni varati dei provvedimenti per contrastare il fenomeno, ma non sono stati sufficienti. Vogliamo stimolare il governo ad aumentare l’impegno”. Il ministro: "Venerdì prossimo ci saranno gli Stati generali sulla Montagna, importante occasione per confrontarci e affrontare nodi ancora irrisolti"

Di Lucia Brunello - 28 gennaio 2020 - 19:24

BELLUNO. Il deputato bellunese Roger De Menech ha presentato, in data 27 gennaio 2020, la mozione per la valorizzazione delle aree interne, rurali e montane, a nome del Partito democratico. Il documento raccoglie 19 punti con tante proposte concrete per fermare lo spopolamento delle aree fragili del territorio italiano, nel tentativo di invertire una tendenza ormai più che decennale, come testimoniato, per esempio, dall'incisivo trend negativo che in questi anni sta interessando la provincia di Belluno (qui articolo).

 

"La nostra iniziativa tende a uno sviluppo equilibrato di tutto il paese", ha iniziato De Menech nel suo intervento in aula. "Non possiamo più nasconderci che negli ultimi anni l’Italia, come gran parte dell’Europa, abbia vissuto un fenomeno che ha messo in difficoltà le aree interne. Il calo demografico si è tradotto in uno ‘scivolamento a valle’, cioè quel fenomeno per cui la popolazione si concentra nei fondovalle e nelle zone urbane. Lo spopolamento comporta un rischio reale di desertificazione della montagna. Negli ultimi 20 anni sono stati varati dei provvedimenti per contrastare il fenomeno, che non sono stati sufficienti. Per questo con il Partito democratico, vogliamo stimolare il governo ad aumentare l’impegno in tal verso".

 

Dopo la mozione presentata dal Pd, ne sono seguite altre quattro di Lega, Forza Italia e Fratelli d'Italia sempre in materia di valorizzazione delle aree interne, tutte approvate all'unanimità. La mozione proposta dalla Lega, in particolare, prevede snellimenti fiscali, agevolazioni nel fornire servizi primari in modo più capillare possibile e "strategie all’avanguardia per consentire anche a queste aree di creare adeguata promozione turistica e rilancio generale dell’economia del territorio".

 

"Il governo ha dato parere favorevole alla mozione a prima firma Enrico Borghi (Pd) per tutta la maggioranza e anche a tutte le altre mozioni presentate dalle opposizioni", così il ministro per gli Affari regionali e le Autonomie, Francesco Boccia."L’unità dimostrata dalla Camera dei deputati nel votare le mozioni è un’ottima notiziaMontagna e aree interne sono priorità assolute, uniamo le forze per fermare lo spopolamento e per valorizzare il patrimonio straordinario che rappresenta oltre il 53% della superficie del territorio italiano. Venerdì prossimo nella sala delle Conferenze del Dipartimento per gli Affari Regionali ci saranno gli Stati generali sulla Montagna, importante occasione per confrontarci e affrontare i nodi ancora irrisolti”.

 

Gli Stati Generali sulla Montagna, ricordiamo, sono dei tavoli tematici permanenti che fungono da momento di confronto tra i veri protagonisti delle aree montane e il governo, con l'intento di generare, attraverso il confronto, attuabili ed efficaci proposte di intervento.

 

I 19 punti proposti da De Menech toccano le aree più trasversali, tutti indirizzati verso "il comune obiettivo di venire incontro a quelle che sono le inevitabili difficoltà incontrate dalle aree in questione". Una di queste, certamente, è quella dello spopolamento delle valli, in quanto i giovani continuano a diminuire e gli anziani, quindi, ad aumentare, arrivando a rappresentare oltre il 34% della popolazione totale. Volontà prima della mozione è quella di promuovere iniziative che possano garantire agli abitanti di queste aree, opportunità simili a quelle di cui godono gli abitanti delle zone urbane.

 

 

 

 

 

Tema ripreso proprio nel primo punto del documento, che sottolinea la necessità di “adottare iniziative necessarie a realizzare uno sviluppo territoriale equilibrato del Paese, con particolare attenzione alle aree interne, alle aree rurali e alle zone montane, il tutto mediante politiche nazionali incentrate sulle diverse esigenze dei territori e orientate a un modello di sviluppo sostenibile coerente con il Green Deal europeo" (un piano il cui obiettivo è quello di rendere l’Europa il primo continente a zero impatto climatico).

 

Si parla inoltre della volontà di attuare un serrato coordinamento tra le politiche nazionali e quelle europee, così da garantire lo sviluppo di tali territori mediante investimenti volti a integrare tutte le politiche per generare una crescita sociale ed economica sostenibile ed inclusiva, con un'attenzione particolare rivolta all'inclusione sociale, la parità di genere, la creazione di posti lavoro, la digitalizzazione, l'efficienza del mercato e la massima interazione tra territori urbani e non.

 

E’ in fase di concretizzazione inoltre l’avvio di un Piano Nazionale per i piccoli comuni, le aree rurali e montane del Paese, con un fine di prevenzione del dissesto idrogeologico e nella lotta ai cambiamenti climatici, il riuso dei beni immobili e il contrasto al consumo di suolo, con uno stanziamento di 2 miliardi di euro per ciascun anno per i prossimi cinque anni.

 

Non manca inoltre la proposta di mettere sul banco una serie di agevolazioni e benefici fiscali, così da sostenere l'ulteriore sviluppo del turismo rurale e dell'agroturismo montano preservando nel contempo le specificità di tali aree. Un occhio di riguardo sarà dedicato alla preservazione delle tradizioni e i prodotti locali tradizionali, "come micro-attività sportive diffuse nelle aree montane, dai rifugi ai centri di educazione ambientale alle attività di gestione di aree protette, comprese attività per la ristrutturazione degli edifici con iniziative tipo art-bonus (rifugio/bivacco-bonus e similari), l'acquisto di beni durevoli e in caso di interventi di recupero di borghi montani che abbiano alla base forme associative e/o di cooperazione tra giovani".

 

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