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In tutta l’Alta Val di Non c’è un solo equipaggio di soccorso, Demagri: "Le Valli hanno la stessa dignità delle città si implementi il servizio"

Secondo i dati riportati dall’associazione volontari Fondo sono state riscontrate delle oggettive difficoltà, soprattutto rispetto alle distanze, poiché la postazione di Fondo dista 23,8 Km dall’ospedale di Cles, un tragitto che richiede un tempo di circa 30 minuti. La consigliera del Patt: “Il tema è molto importante poiché riguarda la sicurezza dei cittadini e la parità di trattamento fra chi vive vicino ai presidi ospedalieri e chi invece abita in zone più periferiche”

Di Tiziano Grottolo - 03 gennaio 2020 - 18:33

ALTA VAL DI NON. La presenza di un equipaggio di soccorso avanzato, in caso di necessità, può fare la differenza fra la vita e la morte è proprio per questo che la consigliera del Patt Paola Demagri ha deposito un’interrogazione, con le firme dei colleghi consiglieri Rossi e Dallapiccola, per portare alla luce la particolare situazione dell’Alta Val di Non. “Il tema è molto importante – si legge nel comunicato – poiché riguarda la sicurezza dei cittadini e la parità di trattamento fra chi vive vicino ai presidi ospedalieri e chi invece abita in zone più periferiche”.

 

La consigliera nonesa si è interessata del tema: “In Alta Val di Non, il servizio è garantito dall’Associazione volontari Fondo attraverso una pronta disponibilità in caso di chiamata, ad esclusione del sabato e la domenica, quando il servizio è garantito in forma attiva affiancando al volontario un infermiere di Trentino emergenza”, spiega.

 

Le due tipologie di equipaggi (due autisti volontari, o un autista volontario più un infermiere Apss) si trovano a dover coprire un territorio molto vasto, che comprende i comuni di Dambel, Romeno, Cavareno, Amblar-Don, Ronzone, Ruffrè, Borgo d’Anaunia, parte del Comune di Novella e il percorso turistico compreso fra il Passo Mendola e il Passo Palade.

 

Secondo i dati riportati anche dall’associazione volontari Fondo, sono state riscontrate delle oggettive difficoltà, soprattutto rispetto alle distanze, poiché la postazione di Fondo dista 23,8 Km dall’ospedale di Cles e dalla sede di Trentino emergenza, ed il tragitto da Cles a Fondo in ambulanza (non in emergenza) richiede un tempo di circa 30 minuti. E questo può rappresentare un problema considerando che la prontezza di intervento, quando si parla di sanità, è un tema fondamentale. Questo perché il tempo che trascorre dalla chiamata dei soccorsi all’intervento può risultare determinante per permettere un esito positivo.

 

Demagri sottolinea come l’attuale progetto di collaborazione fra Trentino emergenza (che garantisce la presenza di un infermiere) e volontari, in sperimentazione dal 2017 e rinnovato ogni anno, ha potuto garantire molti benefici.

 

“Questa collaborazione fra volontari e professionisti ha dato risultati positivi, come la maggior appropriatezza di intervento e la possibilità di somministrazione precoce della terapia. È indubbio – continua Demagri – che l’attuazione di interventi avanzati grazie alla presenza di un infermiere sia fondamentale e garantisce anche maggior sicurezza ai volontari, inoltre questa sinergia permette nei tempi di attesa la formazione dei volontari da parte degli infermieri”.

 

Ed è proprio in questo senso che si chiede alla Giunta la disponibilità ad implementare il personale per garantire sette giorni su sette un servizio integrato fra volontari e infermieri. “Chiediamo di intervenire per risolvere questa situazione – conclude la consigliera autonomista – dimostrando che anche nei fatti e non solo a parole le Valli hanno la stessa dignità delle città. In questo caso parliamo di un territorio vastissimo con un servizio insufficiente”.       

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