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L'olimpionica Antonella Bellutti annuncia la candidatura alla presidenza del Coni. "Il sistema sport deve essere trasparente e inclusivo"

La due volte campionessa olimpica di ciclismo su pista Antonella Bellutti ha annunciato la sua volontà di candidarsi a presidente del Coni nelle prossime elezioni previste per maggio 2021, dove sfiderà l'uscente Giovanni Malagò. "Lo sport deve essere diretto da un sistema trasparente e coerente con gli alti valori che esprime. Con le competenze e un pizzico di spirito di kamikaze ho deciso di candidarmi, ma la mia non è solo la candidatura della prima donna"

Di Davide Leveghi - 09 dicembre 2020 - 18:23

TRENTO. Antonella Bellutti non è certo una che si tira indietro di fronte alla sfide. Due volte titolo iridato alle Olimpiadi di Atlanta 1996 e Sydney 2000, ha già fatto moltissimo per lo sport italiano, dedicando anni e anni della propria vita a dare lustro al Paese e mettendo a disposizione le sue competenze nell'organizzazione di grandi manifestazioni e nella gestione delle istituzioni che regolano il settore. Temporaneamente allontanatasi per tirare il fiato e “rielaborare il vissuto”, in questi giorni ha comunicato di voler compiere un ulteriore e ambizioso passo: candidarsi per la presidenza del Coni.

 

Donna e sportiva, attivista femminista e Lgbt+, Bellutti non vuole però emergere solamente in quanto “prima candidata donna” ai vertici dello sport italiano. La sua, infatti, è una candidatura forte e strutturata, maturata in anni di esperienza sul campo come atleta e come rappresentante presso gli organi sportivi. Dal meraviglioso scenario delle Dolomiti di Brenta, dove ha ristrutturato e riaperto assieme alla compagna Viviana Maffei l'antica locanda di famiglia, si appresta così a puntare alle stanze romane, con la speranza di scardinare un sistema di potere consolidato e una visione dello sport che necessita di una radicale riforma.

 

Quando ho deciso di ristrutturare la casa del mio bisnonno a Andogno (frazione di San Lorenzo Dorsino, ndA) ero in una fase di distacco dal mondo sportivo – racconta al nostro giornale – per 25 anni avevo fatto l'atleta e per altri 10 ero comunque stata protagonista in quel mondo. Dovevo elaborare quello che avevo vissuto, in un periodo tra l'altro dove ho anche perso mio padre. Allargato il mio bagaglio di esperienze, rielaborato il passato, non avevo comunque mai perso il contatto con lo sport”.

 

“Il mio impegno di attivista per gli atleti e non, contro le discriminazioni e a favore dei diritti è continuato anche in quel periodo – prosegue – percependo che il mondo dello sport italiano non dava segni di cambiamenti, che certi conflitti istituzionali avevano indebolito il potere di chi gestisce lo sport, ho così deciso di candidarmi. La situazione che vive lo sport italiano non è costruttiva, è degenerata inoltre con il Covid”.

 

Partita come atleta ostacolista, divenuta grande grazie al ciclismo su pista, dove ha vinto tutto a livello nazionale e internazionale, prestata anche al bob a due, con cui ha gareggiato nelle Olimpiadi invernali di Salt Lake City, Bellutti ha maturato la scelta mossa dalla volontà di riformare del tutto il mondo sportivo. “Ho le competenze e un pizzico di spirito di kamikaze – aggiunge ironica – noi donne ci lamentiamo che ai vertici non ci siano donne. Gli uomini rispondono che le donne non si presentano. Ecco, io mi presento. Da anni lavoro e vivo di sport e per questo ho gli strumenti per poter essere la candidata perfetta. D'altronde non è un'idea sorta improvvisamente in questi giorni, ma era nell'aria da qualche anno. Adesso però mi sento pronta”.

 

Al di là delle elezioni, che si terranno con molte probabilità alla metà di maggio 2021, il progetto su cui sta lavorando Bellutti trascende questo evento, puntando a gettare le basi per un piano a lungo termine che trasformi lo sport in Italia. “Non partecipo tanto per, sia chiaro, ma il progetto a cui sto lavorando assieme ad un team vuole andare oltre alle elezioni, creare un percorso che abbia un senso al di là dell'obiettivo, comunque importantissimo, delle elezioni”.

 

“Per ora, quindi, abbiamo creato un manifesto e 3 gruppi di lavoro che dovranno raccogliere e rielaborare i contributi inviati da tutti quegli italiani che vogliono dare un apporto in questo campo – prosegue – da lì nascerà un documento che vuole restare a prescindere dall'appuntamento elettorale. Un programma della prima candidata atleta, campionessa olimpica, laureata. Non solo della prima donna, ma di una portatrice di determinati valori”.

 

Sui punti del programma che la vedrà confrontarsi con il presidente uscente Giovanni Malagò, dunque, l'ex campionessa di ciclismo su pista non si sbilancia. “Ora attendiamo di capire come si evolve la discussione in atto sulla riforma del Coni. Vediamo come sarà il Coni di domani, e a bocce ferme decideremo dove e come muoverci – prosegue – con Malagò ho condiviso un percorso all'interno della giunta, tra il 2001 e il 2005. Ero rappresentante degli atleti. Ci conosciamo e lo stimo come grandissimo imprenditore. Un uomo adorabile, però è vero che rappresenta dei valori che nello sport sono sempre stati rappresentati. Siamo agli antipodi”.

 

Lo sport come diritto alla salute e le discriminazioni che attraversano il mondo dell'attività sportiva sono alcuni dei principali punti su cui Bellutti insiste. “Esiste una profonda contrapposizione nel mondo sportivo che da un lato vede il suo riconosciuto valore inclusivo e dall'altra delle logiche capitalistiche e paternalistiche che escludono chi sta fuori da certi canoni. Io invece vorrei che lo sport fosse diretto da un sistema trasparente e coerente con i valori di cui è portatore, i valori migliori che l'umanità può esprimere”.

 

“Le discriminazioni sono tante, tra i professionisti e i dilettanti, tra gli uomini e le donne, tra gli sport olimpionici e non, tra i normodotati e non, e così via. Il discorso è che lo sport è un diritto, un diritto come quello alla salute e che con questa ha a che fare. Per questo deve essere tutelato”.

 

Per raggiungere il massimo vertice delle istituzioni sportive italiane, la campionessa bolzanina di nascita ma trentina di origine, dovrà però affrontare un muro all'apparenza insuperabile, espressione stessa di quel mondo che si propone di cambiare. “I 79 grandi elettori, presidenti delle singole federazioni, degli atleti, dei tecnici e non solo, eleggeranno il presidente – conclude – il successo è auspicabile ma è ovvio che dipenderà proprio dall'espressione dei voti di questa nicchia. Io vorrei dare più spazio e voce a chi non è rappresentato. Questo è uno dei punti del mio programma”.

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