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Olivi: “La Giunta taglia oltre 2 milioni alla cultura”. Musei, teatri, scuole musicali e biblioteche dovranno fare i conti con meno risorse

Olivi punta il dito contro i tagli alla cultura: il Mart perde 900.000 euro, le biblioteche 200mila, il Centro Santa Chiara 250mila e le scuole musicali altri 200.000 euro. Il consigliere Pd: “Qualunque taglio lineare al settore non porta vantaggi alla comunità, le realtà culturali non possono essere abbandonate a loro stesse”

Di Tiziano Grottolo - 24 maggio 2020 - 15:13

TRENTO. Il ddl Fugatti-Spinelli, recentemente approvato in consiglio provinciale, prevede una serie di aiuti alle imprese colpite dal lockdown, i fondi messi insieme dalla manovra sono stati ottenuti, in parte con lo strumento del debito, e in larga misura ricorrendo al taglio delle altre voci a bilancio. A farne le spese, come troppo spesso accade, la cultura.

 

A puntare il dito su questi tagli è il consigliere provinciale del partito Democratico Alessandro Olivi che afferma: “La realtà in cui viviamo intreccia in modo tanto profondo e quotidiano aspetti sociali, economici e culturali, pertanto qualunque azione politica basata sul taglio lineare ad uno di questi settori finisce di fatto per recare danno al singolo ambito senza portare vantaggio agli altri. Senza introdurre peraltro apprezzabili miglioramenti alla qualità complessiva della vita di una comunità”.

 

Nel mirino del consigliere Dem ci sono i tagli che la Giunta avrebbe operato al comparto della cultura, nello specifico si parla di oltre 2 milioni di euro spariti dalla voce “Tutela e valorizzazione dei beni e delle attività culturali”, più precisamente dal programma “Attività culturali e interventi diversi nel settore culturale”. “Nelle situazioni di ristrettezza finanziaria o di pesante contingentamento delle risorse – rimarca Olivi – si è spesso ritenuto, sbagliando, più tollerabile e collettivamente meno impattante la scelta di ridurre i finanziamenti in tale ambito.

 

In questo senso una delle strutture più penalizzate è il Mart che avrebbe subito un taglio di 900mila euro, nonostante il Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto in passato sia già stato oggetto di una costante contrazione delle risorse a disposizione per le proprie attività. Eppure, coma fa notare il consigliere di minoranza, le attività culturali rappresentano uno strumento fondamentale per modificare i propri comportamenti e generando un cambiamento complessivo negli stili di vita, nelle abitudini, nelle modalità di relazione tra gli individui.

 

“Proprio per questo – osserva – è necessario che in una fase di grandi mutamenti, le tante realtà culturali e artistiche che capillarmente operano sul nostro territorio non vengano abbandonate a loro stesse, ma siano piuttosto utilizzate per veicolare le molte trasformazioni che hanno investito la nostra vita pubblica”. Il riferimento va a quei teatri, musei, compagnie e associazioni che da tempo intrecciano la loro attività artistica e culturale con temi come la sostenibilità ambientale, la coesione sociale, l’innovazione e la salute, “il cui contributo – sottolinea Olivi – è, e sarà, prezioso per accompagnare le nostre comunità nell’elaborazione di nuove forme di condivisione, di fruizione culturale, di partecipazione alla vita pubblica”.

 

Alla luce di queste considerazioni il consigliere Democratico chiede un approfondimento sulla vicenda, chiedendo conto anche dei tagli che riguarderanno gli investimenti per le strutture culturali e per il sistema bibliotecario del Trentino (400.000 euro), il Centro Servizi Culturali Santa Chiara (250.000 euro) e le scuole musicali (200.000 euro).

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