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Se dopo tre mesi di emergenza Fugatti e il suo staff sbagliano ancora ad usare il termine lockdown

Il presidente della Pat anche nei suoi post propagandistici scriveva addirittura nelle barre nere che il 26 aprile ''inizia il lockdown'' volendo dire il contrario mentre la Pat anche oggi in un post ha ricommesso lo stesso errore (già fatto ancora in passato e più volte anche in conferenza stampa in diretta)

Di Luca Pianesi - 01 giugno 2020 - 20:16

TRENTO. Si ride per non piangere ma un leggero brivido alla schiena arriva se si pensa che chi da tre mesi sta gestendo l'epidemia da coronavirus in Trentino ancora fa fatica ad usare correttamente il termine lockdown. Per la Treccani questa ostica parola inglese vuol dire: ''Isolamento, chiusura, blocco d’emergenza; usato anche come agg., separato e isolato dall’esterno al fine di essere protetto''.

 

Esattamente quello che è successo nelle ultime settimane ai trentini e a tutti gli italiani: prima chiusi completamente in casa (lockdown), poi, gradualmente, sempre più liberi (allentamento del lockdown). E' stato forse, insieme alla parola coronavirus, il termine più utilizzato e sentito da marzo ad oggi. Eppure più volte, nella conferenza stampa pubblica, del presidente Fugatti si è fatto confusione ribaltandone il significato. Tutti, ipotizziamo anche i cittadini all'ascolto, abbiamo pensato: ci può stare, dai, nella concitazione del momento, con le difficoltà della diretta, si finisce per invertire i significati ma dev'essere una sbadataggine.

 

Poi abbiamo visto che il termine veniva usato all'incontrario spesso anche nei post di Fugatti, addirittura nei suoi messaggi propagandistici con marchio ufficiale della Pat a barre nere con scritte rosse che ribadiscono il concetto per gli utenti meno attenti. E così il 26 aprile mandava in giro il messaggio ''In Trentino da domani inizia il lockdown'' messo ''rosso'' su ''nero'' per chiarire il ragionamento, mentre la realtà era opposta e infatti poi il tutto è stato corretto. 

 

La Provincia, però, non è stata da meno e allora ecco che l'11 maggio in un comunicato veniva scritto che ''la data del 18 maggio appare più concreta per un lockdown più marcato, ma le Regioni e Province autonome chiedono al Governo più chiarezza e garanzie: sul fronte delle aperture (...)''. Anche qui significato opposto, il lockdown dal 18 diventava quasi inesistente con la riapertura di negozi, ristoranti e quasi tutte le attività.

 

Ma se, come scriveva Agatha Christie ''un indizio è un indizio, due indizi sono una coincidenza, ma tre indizi fanno una prova'' il post fatto oggi per promuovere l'ennesima conferenza stampa del presidente ha ribadito la confusione che c'è riguardo al significato del termine parlando di ''progressivo lockdown''. La cosa non è sfuggita al candidato sindaco del centrosinistra autonomista Franco Ianeselli che ha fatto un post sull'ennesimo inciampo (''E insomma nella nostra (fu) gloriosa Amministrazione provinciale, devono ancora capire cosa significa lockdown'', ha scritto) e poco dopo la Pat ha corretto scrivendo ''progressivo allentamento del lockdown''.

 

Speriamo davvero che questa parola scompaia il più rapidamente possibile dal nostro vocabolario anche per evitare a Fugatti e il suo staff ulteriori confusioni.

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