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Se il capo di gabinetto dell'assessore alla Cultura e all'Istruzione Bisesti strizza l'occhio ai complottisti di ''QAnon''

La questione approda in consiglio provinciale con un'interrogazione di Luca Zeni. Post pro Trump (assistito da Gesù nella sua battaglia), uno su Linkedin dove qualificandosi come capo gabinetto della Pat scrive di essere in missione per chiedere la grazia per la cessazione del virus di Wuhan e poi la ''Q'' sul profilo, l’hastag acronimo “WWG1WGA” usato dagli adepti di questa frangia dell'ultradestra che si rifà a un cattolicesimo reazionario che in America (ma anche in Italia) si sta facendo spazio. Il consigliere chiede chiarezza

Di Luca Pianesi - 28 novembre 2020 - 04:01

TRENTO. Ci mancavano pure quelli di ''QAnon'' i più fuori di tutti, quelli che tra fake news in serie e bevendosi tutto il peggio del web credono che sia in atto una congiura universale volta ad impossessarsi del dominio del mondo e gestita da un oscuro “Deep State”, uno “Stato profondo” costituito dai cosiddetti “poteri forti” collusi con reti pedopornografiche, con cabale occulte e pratiche sataniste il tutto combattuto dal loro paladino Trump.

 

 Il Trentino a trazione leghista in due anni di governo Fugatti è riuscito a portare ai vertici del sistema figure dai profili prima inimmaginabili. Molti amici stretti dello stesso presidente o dei vari assessori hanno raggiunto posizioni cruciali per il sistema provinciale e sono, giocoforza, diventati i protagonisti della scena.

 

Alcuni hanno dovuto lasciare dopo che sono state scoperte alcune cose insostenibili anche per questa classe dirigente: è il caso, come vi aveva raccontato il Dolomiti, dell'ex capo di gabinetto dell'assessore Gottardi, Marika Poletti, che tra una svastica tatuata sul polpaccio e lei che cantava una canzone riemersa dal web che faceva ''c'era un ragazzo della Wehrmacht''; o ancora, sempre come portato alla luce da il Dolomiti, quanto accaduto con l'ex capo di gabinetto dell'assessore Spinelli, Ivan Cristoforetti, hater su Facebook che usava parole come ''gnocca'', ''negro'', ''muslim'', per attaccare politici, insultare persone a caso e colpire, soprattutto, i ''pididioti''. 

 

Altri sono riusciti a rimanere al loro posto, come Marcello Cestari direttore per la sicurezza sul lavoro (ad interim) della Pat scelto direttamente dal presidente Fugatti che nonostante avesse dato, sempre sui social, della ''merdaccia'' al sindaco, della ''babbuina'' all'ex ministro Kyenge, aver scritto ''Monti crepa'' e ''celebrolesa'' riferendosi all'ex consigliera comunale Antonia Romano è stato graziato dallo stesso Governatore e per lui non è stato preso alcun tipo di provvedimento. Ci sarebbe, poi, il caso dell'attuale presidente di Patrimonio del Trentino Andrea Villotti, già capo di gabinetto del presidente Fugatti in Regione che, nominato alla guida dell'ente che gestisce il patrimonio immobiliare pubblico del Trentino non è ancora riuscito (nonostante per legge avrebbe dovuto farlo entro il 5 ottobre, nonostante i nostri articoli e le interrogazioni in Aula) a pubblicare il suo curriculum vitae dando sempre più credito a quei detrattori che ipotizzano che in quel cv (con lavori solo all'estero tra Albania, Kosovo, Moldavia, Emirati Arabi e Brasile) ci sia qualcosa che non torna.

 

E la lista potrebbe allungarsi ma ci fermiamo qui, senza, ovviamente dimenticare uno degli hater sui social ormai più conosciuti del Trentino, quel presidente della Lega provinciale, Alessandro Savoi che imperversa anche sulla nostra pagina Facebook tra insulti e concetti dal sapore non propriamente istituzionale (ma lui è stato eletto ed evidentemente piace così a chi gli ha dato il voto, quindi la sua è un'altra storia che come sanno bene i lettori de il Dolomiti ciclicamente si arricchisce di qualche pagina). Ora in consiglio provinciale approda la posizione di un altro capo di gabinetto, Andrea Asson, questa volta dell'assessore all'Istruzione e Cultura Mirko Bisesti. A interrogare l'aula è il consigliere provinciale Luca Zeni chiedendo proprio a Bisesti se sia a conoscenza ''dell’adesione del Capo di Gabinetto dell'Assessore alla Cultura, Istruzione ed Università alla setta 'QAnon', anche nella sua versione italiana denominata 'The Q Italian Patriot'; come - si legge nel documento - la Giunta provinciale valuta le posizioni espresse da tale setta e se la Giunta ritenga opportuno che il Capo di Gabinetto di un Assessore della Provincia autonoma di Trento veicoli i messaggi di tale setta e se l’adesione a certe posizioni ideologiche estremistiche sia compatibile con il ruolo istituzionale rivestito''. 

 

Tra i post di Asson sulla pagina Facebook c'è quello dove lui scrive ''si deus pro nobis qui contra nos'' (''se dio è con noi chi sarà contro di noi?'') con l'immagine di Trump sostenuto alle spalle da Gesù o ancora quello con la notizia che i Mercatini a Trento non si faranno per decisione del sindaco Ianeselli e il suo post che recita ''portae inferi non praevalebunt / anche se la decadenza avanza inesorabilmente essa non trionferà. Tridenutum non perit''. Per non parlare di quella qui sotto che si trova su Linkedin con tanto di profilo professionale ''Capo di Gabinetto presso Provincia Autonoma di Trento'' che parla di ''importante missione'' (ci si augura non in qualità di rappresentante istituzionale della Pat). 

 

 

Ma non è tutto: il braccio destro dell'assessore alla Cultura del Trentino ha reso ancor più evidente la sua vicinanza al movimento ''QAnon'' inserendo direttamente la Q sul suo profilo Facebook (oggi coperta da una bandiera tricolore). ''Il profilo Facebook di questa persona - scrive Zeni - infatti è stato corredato a lungo con la lettera “Q”, che indica nella gergalità estremistica di destra di “QAnon” il messia destinato a risvegliare l’umanità. (...) Sul citato profilo del Capo di Gabinetto dell’Assessore alla Cultura è apparso recentemente anche l’hastag acronimo “WWG1WGA”, che raccoglie il motto inglese “Where we go one, we go all” (“Dove va uno di noi, andiamo tutti”), usato dagli adepti di “QAnon” per riconoscersi fra loro. Non siamo ancora all’inneggio del Führer come nei casi relativi ad altri capi di gabinetto - aggiunge Zeni - degli assessori di questa giunta provinciale, ma siamo sicuramente sulla “buona strada”.

 

 

In breve Zeni spiega anche a cosa si rifanno coloro che appartengono a questa assurda setta che mixa le teorie complottiste più incredibili in circolazione. Siamo tra il Kazzenger e l'esoterismo ma l'invito che viene da più parti è di non sottovalutare queste persone soprattutto negli Stati Uniti (QUI un approfondimento di Open). ''Secondo QAnon è in atto una congiura universale volta ad impossessarsi del dominio del mondo e gestita da un oscuro “Deep State” - spiega Zeni nella sua interrogazione -, uno “Stato profondo” costituito dai cosiddetti “poteri forti” collusi con reti pedopornografiche, con cabale occulte e pratiche sataniste. In una condizione di normalità, che peraltro ora non viviamo, verrebbe spontaneo a chiunque cogliere le fin troppo evidenti analogie di questa “teoria” con altre e ben più antiche descrizioni di congiure mondiali, come quella raccolta nei “Protocolli dei Savi Anziani di Sion”, redatta alla fine del XIX secolo dalla polizia segreta zarista in chiave antisemita e sulla quale si è fondata larga parte della persecuzione contro gli ebrei nel Novecento. Tutto insomma concorre a definire i profili di un complotto mondiale che trova alimento ulteriore nella pandemia in corso, rispetto alla quale “QAnon” rifiuta, ad esempio, ogni ipotesi vaccinale, perché conterrebbe microchip con i quali il “Deep State” proverebbe a controllare tutta l’umanità''.

 

''Una miscela di esoterismo a buon mercato; esaltazione del nazismo; occultismo da salotto; razzismo derivato dal Kkk; “nazionalismo bianco” e veterocattolicesimo preconciliare produce un fermento quotidiano di odio e di intolleranza che trabocca sui “social” e nella comunicazione senza controllo. Insomma - conclude Zeni - un coacervo di sciocchezze negazioniste che pensavamo patrimonio folkloristico della componente più estremistica e contestata di gruppi fondamentalisti, ma che oggi invece ritroviamo anche in Italia, con una cifra di aderenti a “The Q Italian Patriot” – ovvero la declinazione italica del “QAnon” americano – che ormai arriva a quasi quarantamila persone e fra costoro sembra di dover registrare anche la presenza convinta di una figura istituzionale come quella del Capo di Gabinetto dell’Assessore alla Cultura, Istruzione ed Università della Provincia autonoma di Trento''.

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