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Spinelli sulla Sicor, in Aula, per Grosselli è ''un capolavoro di ipocrisia'' ma Savoi fa peggio chiosando sul ''virus creato artificialmente dai cinesi''

Mentre ci sono oltre 170 lavoratori che scioperano e lottano per i loro diritti, in consiglio provinciale l'assessore competente ha fatto il punto sulla loro situazione spiegando: ''E’ chiaro che non è intenzione della Pat assecondare decisioni che impattano negativamente sulle condizioni di benessere dei lavoratori, che sono i nostri lavoratori trentini, ma non possiamo però ignorare le istanze che vengono dal tessuto produttivo''. Per il segretario della Cgil ''Fugatti abbandona i lavoratori al proprio destino''

Di Luca Pianesi - 19 ottobre 2020 - 19:53

TRENTO. ''L’amministrazione Fugatti cerca il confronto con le minoranze, a differenza di quanto accade a Roma, dove il Governo degli incapaci decide da solo e colpisce l’economia. Vergogna, si vuole chiudere anche il mercatino di Natale, si spaventa la gente, si rovinano le coscienze dei giovani e degli imprenditori. Non si può uccidere l’economia per colpa di questo virus creato artificialmente dai cinesi''. Questo il tenore dell'intervento del presidente della Lega del Trentino, Alessandro Savoi, in Aula mentre si discuteva di lavoro, di lavoratori, di contratti e garanzie per oltre 170 operai trentini. Insomma una discussione seria e importante che ha dimostrato, purtroppo, come in consiglio provinciale non tutti riescano a centrare l'argomento della dibattito svilendolo con affermazioni di questo livello.

 

Prima c'era stato l'intervento dell'assessore competente Spinelli che ha cercato di relazionare il consiglio provinciale su quanto sta accadendo alla Sicor dove, come è noto gli operai a metà luglio sono entrati in sciopero, da quando l’azienda metalmeccanica di Rovereto, che produce macchine di trazione a fune (le stesse che si montano per gli ascensori), ha deciso in maniera unilaterale di recedere dagli accordi aziendali, negando di fatto gli aumenti contrattuali e di tagliare la quattordicesima ai propri dipendenti. Spinelli ha ricostruito la vicenda e ha affermato che le prospettive per una soluzione della vertenza ci sono. Domani, ha ricordato, si terrà il referendum tra i lavoratori per dare mandato ai rappresentanti di Cgil e Cisl di sedersi al tavolo della trattative.

 

“La Provincia – ha affermato Spinelli – non sottrae la propria assistenza alla trattativa. E’ chiaro che non è intenzione della Pat assecondare decisioni che impattano negativamente sulle condizioni di benessere dei lavoratori, che sono i nostri lavoratori trentini, ma non possiamo però ignorare le istanze che vengono dal tessuto produttivo di avviare trattative che correlino maggiormente i fattori di efficienza e produttività con i premi al lavoro”. Dichiarazioni che hanno lasciato di sasso il segretario della Cgil del Trentino Andrea Grosselli che ha così commentato: ''E’ stato un vero capolavoro, quello di Spinelli in Consiglio provinciale, gli va riconosciuto. Un capolavoro di ipocrisia però. Come un campione di slalom, l’assessore provinciale al lavoro sul caso Sicor ha saputo dire tutto e il contrario di tutto''.

 

E poi sul doppio concetto 'siamo con i lavoratori ma il mercato è il mercato' il segretario ha aggiunto: ''Tradotto? A parole si difendono le ragioni dei lavoratori, nei fatti invece li si condanna a votare domani sotto ricatto, visto che Sicor ritirerà la disdetta del contratto collettivo dei metalmeccanici solo se il referendum si concluderà con un pieno appoggio alla volontà aziendale. Perché neppure oggi l’assessore Spinelli ha reclamato la necessità che Sicor metta subito da parte le minacce per avviare un vero dialogo con sindacati e lavoratori. Insomma Spinelli e la Giunta leghista del presidente Fugatti abbandonano i lavoratori al proprio destino. Bastava dirlo subito, senza tante chiacchiere. Domani quindi toccherà ad operai ed impiegati di Sicor dipanare una matassa di fronte alla quale la Giunta ha semplicemente alzato le braccia. Non un buon viatico per il lungo cammino che attende il Trentino dentro una crisi economica e produttiva di cui ignoriamo ancora i contorni''.

 

E se Spinelli ha dato, chiaramente, in Aula, un colpo al cerchio e uno alla botte, c'ha pensato Savoi a svilire completamente il dibattito dimostrando tutti i limiti di una maggioranza che, cresciuta a pane e populismo, quando si trova davanti problemi veri fatica ad andare oltre alle chiacchiere da talk e a concetti quali quelli espressi dal presidente del partito di maggioranza provinciale. Il tutto al termine di interventi sensati e centrati sull'argomento. La consigliera Ferrari aveva chiesto all’assessore di rivolgersi a Sicor sollecitando in modo forte il rispetto del modello trentino di sviluppo e di relazione.

 

Ghezzi aveva osservato che nei fatti l’assessore aveva detto chiaramente e anche sinceramente che non c’è verso di trattare con la proprietà Sicor. Rossi aveva chiesto alla Giunta di coinvolgere le minoranze definendo – prima della discussione di bilancio a fine anno - un quadro definito di impegni e relative risorse finanziarie, per affrontare oltre gli slogan la crisi. Ecco allora la replica di Savoi all'ex presidente della Provincia. Da qui è partito per ribadire che l’amministrazione Fugatti cerca il confronto con le minoranze, a differenza di quanto accade a Roma, ''dove il Governo degli incapaci decide da solo e colpisce l’economia. Vergogna, si vuole chiudere anche il mercatino di Natale - ha concluso Savoi - si spaventa la gente, si rovinano le coscienze dei giovani e degli imprenditori. Non si può uccidere l’economia per colpa di questo virus creato artificialmente dai cinesi''. Volti bassi, senso di commiserazione, sipario che cala sulla relazione. E per i lavoratori della Sicor la strada resta tutta in salita. 

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