Contenuto sponsorizzato

Stop a kebab, sexy shop e centri massaggi a Vicenza: presentato il nuovo controverso regolamento del sindaco Rucco e dell'assessore Giovine

Saranno ammessi solo negozi "di alta qualità" e che vendono prodotti "in linea con la specificità locale", anche se non è chiaro se regionale o italiana; polemiche sui social e dall'opposizione: "provvedimento bigotto e xenofobo"

Di Rebecca Franzin - 07 settembre 2020 - 19:33

VICENZA. “La vocazione di Vicenza, città d'arte patrimonio Unesco, è turistica. Nostro compito è valorizzare concretamente questa sua identità, promuovendo azioni forti di rilancio, a partire dall'agevolare l'apertura delle attività che sono in linea con la naturale attitudine al bello della nostra città”. Agevolazione che avverrebbe, secondo il nuovo provvedimento, tramite il divieto di apertura di attività "sgradite". (Qui il testo pubblicato dal Comune di Vicenza)

 

Il kebab quindi non sarebbe in linea con le "attitudini al bello" di Vicenza; vietati anche, fra gli altri, fast food di tutti i tipi e negozi che non vendono prodotti "in linea con la specificità locale", centri massaggi non abbinati ad attività estetica, negozi che vendono prodotti a base di cannabis. Anche i negozi di "chincagliera e bigiotteria di bassa qualità" sono, secondo la giunta, in contrasto con la "vocazione turistica della città".

 

Non sarà più possibile aprire negozi che "effettuano la vendita per asporto e il successivo consumo dei prodotti alimentari sulla pubblica via" fatta eccezione per gelaterie, yogurterie, panifici, pasticcerie e pizze da asporto: questo per scoraggiare i bivacchi e l'abbandono di rifiuti, anche se tutto ciò limiterà certamente le scelte gastronomiche dei turisti oltre che degli abitanti del centro.

 

Brutte notizie anche per i negozi alimentari: vietata l'apertura di medie e grandi strutture per la vendita di prodotti alimentari e non, bar o ristoranti  affidati a grandi catene macellerie e pollerie non italiane, comprese quelle halal. Basta carrozzerie, gommisti, meccatronici e centri di revisione, negozi di telefonia, fax, Internet point, compro oro e  lavanderie self service, phone center, money change e transfer. Questi ultimi in particolare sono luoghi in cui, secondo il sindaco Rucco "si creano aggregazioni di persone che non rispettano le regole". 

 

Per assicurare appunto il rispetto delle regole e "favorire le operazioni di controllo e di repressione dei comportamenti illeciti da parte delle forze dell'ordine", il regolamento prevede delle misure interdittive a impatto crescente: se una persona verrà sorpresa a compiere delle infrazioni ripetutamente in uno stesso anno solare verrà sanzionata sempre di più. 

 

L'ordinanza riguarda la zona interna della città delimitata da viale Venezia, viale Risorgimento, viale Margherita, via Legione Gallieno, via Rodolfi, via Fratelli Bandiera, via Bartolomeo D'Alviano, viale Mazzini e viale Milano, compresa l'area tra corso San Felice, via Torino e via Genova. Non solo il centro storico quindi, ma anche il quartiere più "multietnico" della città dove questi negozi abbondano.

 

Secondo il primo cittadino Rucco, questo piano vuole valorizzare l'identità turistica della cittàSilvio Giovine, assessore alle attività produttive, accusa la liberalizzazione del commercio (incoraggiato dall'Europa) e la semplificazione degli adempimenti necessari all'avvio delle attività, per la proliferazione di questi esercizi "slegati dal contesto urbano, o addirittura in contrasto con la specificità locale". L'assessore di Fratelli d'Italia aveva già fatto discutere ultimamente per la sua scelta di abolire la clausola antifascista per l'occupazione del suolo pubblico.

 

Molte sono le perplessità che circondano questo ultimo regolamento, che dovrà essere inviato alla Regione Veneto per la sottoscrizione dell'intesa e arriverà poi in consiglio comunale: è incerto su quali standard si definirà la "qualità" dei negozi e degli articoli venduti e cosa si intenderà per "etnico". Il bando ai cibi non tradizionali e soprattutto alla carne halal, nonché ai negozi di cannabis e sexy shop, hanno portato opposizione e critiche sui social a definire il regolamento bigotto e xenofobo

 

"Questo documento - ha dichiarato il sindaco – rispecchia in pieno la nostra visione di un centro storico vivo, attrattivo e di qualità". C'è da vedere se turisti e residenti la penseranno allo stesso modo; per ora si attende il responso della Regione e del consiglio comunale

 

 

Contenuto sponsorizzato
Ultima edizione
Edizione ore 19.30 del 20 aprile 2021
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Cronaca
20 aprile - 20:52
Emergono le prime misure contenute nella bozza del prossimo decreto legge per fronteggiare l'emergenza Covid. Alcune modifiche potrebbero [...]
Cronaca
20 aprile - 20:27
Trovati 85 positivi, comunicati 4 decessi nelle ultime 24 ore. Sono state registrate 145 guarigioni. Sono 1.278 i casi attivi sul territorio [...]
Cronaca
20 aprile - 19:46
La diminuzione dei contagi consente una rimodulazione all’interno delle strutture sanitarie provinciali, con la possibilità per Borgo e Tione di [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato