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Turni di 12 ore e una carenza di personale “cronica” i medici scrivono ai vertici di Apss. Degasperi interroga la politica: “Situazione esplosiva”

L’allarme lanciato da alcuni medici del Santa Chiara: “Una situazione di sovraccarico lavorativo cronica, che espone a rischio di sicurezza sia i pazienti che il personale medico”. Degasperi: “Le criticità segnalate erano già state evidenziate un anno fa ma con il passare del tempo si sono acuite, perché nessuno ha fatto nulla?”

Di Tiziano Grottolo - 26 ottobre 2020 - 16:14

TRENTO. “Una situazione di sovraccarico lavorativo che da eccezionale è diventata cronica e che espone a rischio di sicurezza sia i pazienti che il personale medico”, è questa la denuncia contenuta in una lettera sottoscritta dai medici dell’Unità Operativa Multizonale di Ortopedia del Santa Chiara di Trento e del presidio ospedaliero di Borgo Valsugana. Una situazione che va avanti da tempo, frutto della riduzione del numero dei medici attivi.

 

Fra pensionamenti, rinunce e assenze temporanee si parla di 5 professionisti mai sostituiti la cui assenza ha mandato in crisi il reparto, costringendo i colleghi a svolgere più servizi durante lo stesso turno di lavoro che in alcuni casi può arrivare fino a 12 ore. Tutto ciò provoca disagio sia nell’utenza che nei medici, che adesso chiedono chiarimenti ai vertici dell’azienda sanitaria, oltre al ripristino di turni “che rispettino l’orario giornaliero di 7,36 ore”.

 

Sulla vicenda si è attivato anche il consigliere provinciale Filippo Degasperi che parla di “situazione esplosiva”. Il leader di Onda Civica punta il dito contro le conseguenze per i pazienti e il disagio dei professionisti: “Le criticità segnalate – spiega – erano già state evidenziate un anno fa ma con il passare del tempo si sono acuite”.

 

Per spiegare la difficile condizione in cui si trovano gli ortopedici il consigliere provinciale commenta le condizioni dell’ortopedia pediatrica, citate anche nella lettera, “i diretti interessati parlano senza mezzi termini di emergenza. Inoltre – prosegue Degasperi – le soluzioni individuate da Apss, che prevedono l’assunzione di medici in formazione specialistica, andrebbero addirittura a peggiorare il quadro con il carico di lavoro per i medici in servizio ulteriormente appesantito, visto che i medici in formazione non possono eseguire visite in autonomia né turni attivi nei festivi”.

 

Alla luce di queste considerazioni Degasperi chiede conto al presidente della Pat, Maurizio Fugatti, della situazione cercando di individuare eventuali responsabilità e i motivi del disservizio: “È necessario ripristinare un carico di lavoro e una turnistica che assicuri lo svolgimento normale delle prestazioni per pazienti e medici e garantisca ai primi la sicurezza e ai secondi la serenità”.

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