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Una delibera passata in sordina della Giunta ora permette ai privati di prelevare l'acqua senza l'ok dei Consorzi, Tomasi: ''E' un tana libera tutti''

E' la numero 108 del 30 gennaio firmata dal presidente Maurizio Fugatti e modifica le norme per il rilascio di titoli a derivare acqua pubblica. Il presidente del Consorzio di Cognola: "L’impressione è che proprio la politica provinciale, che dovrebbe essere la prima a sostenere i consorzi irrigui e il mondo cooperativistico, arrivi a proporre soluzioni esclusivamente a beneficio di alcuni privati, senza valutare l’impatto complessivo della norma"

Di Luca Andreazza - 08 febbraio 2020 - 19:35

TRENTO. Una delibera della Giunta a trazione Lega passata un po' in sordina e non pubblicizzata dall'esecutivo. E' la numero 108 del 30 gennaio firmata dal presidente Maurizio Fugatti e che modifica le norme per il rilascio di titoli a derivare acqua pubblica. In altre parole la Provincia permette i nulla osta all'interno dei perimetri dei consorzi di miglioramento fondiario, anche in presenza di un "Niet" della realtà consortile, per permettere ai privati di approvvigionarsi dalla rete idrica. 

 

Una pratica, questa di "pescare" riserve idriche dai pozzi all'interno di un proprio confine da parte di una azienda privata, vietata dalle norme in base alla concetto di "acqua bene comune". La delibera di piazza Dante in questo modo vuole "semplificare e snellire le vigenti modalità fino ad ora adottate per prassi consolidata, minimizzando i possibili contenziosi e velocizzando le attività istruttorie in capo al Servizio Gestione risorse idriche ed energetiche di Aprie".

 

Un provvedimento per superare l'obbligo del rilascio del nulla-osta da parte del Consorzio territorialmente competente. Meglio, c'è tempo dieci anni per mettersi d'accordo per trovare le formule più adatte per una reciproca soddisfazione. Un cambio di paradigma che liberalizza la possibilità di agire in solitaria e agevola quelle aziende più fortunate che possono contare sul collegamento diretto alle falde, mentre colpisce il ricorso alla condivisione e alla collaborazione tra realtà e sembra depotenziare anche il sistema cooperativo e mutuo sostegno alla base dei Consorzi di miglioramento fondiario.

 

Da fine mese è sufficiente un parere positivo del Servizio agricoltura per una valutazione delle condizioni di irrigabilità dei terreni, mentre il Consorzio irriguo e di miglioramento fondiario viene interessato esclusivamente ai fini dell’acquisizione delle eventuali osservazioni in ordine alla progressiva armonizzazione degli impianti interessati. 

 

Una delibera finita quasi subito nel mirino del Consorzio di miglioramento fondiario di Cognola, fortemente contrario a questa ipotesi in quanto hanno sul territorio un caso specifico che verrebbe fin da subito agevolato in questo senso. "L’impressione - commenta il presidente Fabrizio Tomasi - è che proprio la politica provinciale, che dovrebbe essere la prima a sostenere i consorzi irrigui e il mondo cooperativistico, arrivi a proporre soluzioni esclusivamente a beneficio di alcuni privati, senza valutare l’impatto complessivo della norma".

 

Un fulmine a ciel sereno ma che si inserisce perfettamente nel quadro di questo primo anno di governo a forti tinte leghiste. Si analizzerebbe tutto in modo parziale e si prendono decisioni senza valutare la situazione generale. All’interno del perimetro del Consorzio di miglioramento fondiario di Cognola sono, infatti, presenti vari pozzi storici. "Le concessioni sono più o meno regolari e formali - prosegue il numero uno dell'ente - non abbiamo mai ostacolato il rinnovo di una concessione in essere, ma nel caso in cui un consorziato richieda il rilascio di un nullaosta per ottenere una nuova concessione o l'estensione per irrigare all'interno del perimetro le istanze sono state rifiutate".

 

Questo per un discorso di equità (il pozzo potrebbe essere collegato a una falda che serve tutti per esempio), ma anche per ottemperare alla Direttiva acque dell'Unione europea. "Non solo - aggiunge Tomasi - se il Consorzio ha le potenzialità di aumentare la propria superficie irrigua all’interno del proprio territorio agisce attraverso ingenti investimenti: sembra logico che si debba puntare a rafforzare una gestione consortile per ragioni di efficacia ed efficienza nel consumo idrico e ambientale".

 

Il Cmf di Cognola ha chiesto un incontro all'assessore e vice presidente della Provincia Mario Tonina ma sono ancora in attesa di riscontro. "Abbiamo cercato il più possibile di far rientrate progressivamente le situazioni critiche in un contesto di gestione regolamentata e collettiva - evidenzia il presidente - mentre ora questa delibera suona come un 'liberi tutti'. I consorzi sono nati principalmente per la gestione e la razionalizzazione dell’acqua irrigua. I cambiamenti climatici impongono come dovere quello di gestire questa preziosa risorsa in modo attento e responsabile non delegandone l’uso ai privati. Solo una gestione unitaria per i territori può garantire il risparmio idrico e permettere un maggior controllo da parte dell’ente pubblico".

 

A questo si aggiunge che i Consorzi sono sottoposti a diversi adempimenti, come la comunicazione sulla stima dei consumi irrigui, mentre i privati non sono tenuti a questi compiti. "In questo ultimo decennio - dice il presidente di Cmf - abbiamo trasformato l’impianto da pioggia lenta a goccia al fine di garantire un notevole risparmio idrico e un’uniformità di distribuzione a tutti i consorziati".

 

Un investimento e un percorso che ora rischiano di venire azzerati. "L’investimento voluto all’unanimità dai soci - conclude Tomasi - ammonta a circa 6 milioni di euro: sono stati predisposti allacciamenti e tutto il necessario. Decisioni approvate e finanziate da piazza Dante, ma da ora in poi all’interno del perimetro del Consorzio saranno possibili difformità inaccettabili: alcuni si ritrovano a pagare i ruoli consortili per mille euro/ettaro, mentre altri possono disporre dell'acqua gratuitamente. Il nostro Consorzio è da sempre socio della Federazione provinciale dei consorzi irrigui e di miglioramento fondiario di Trento: abbiamo sempre collaborato per tutelare gli interessi dei nostri associati e del mondo agricolo. Questo provvedimento è irrispettoso del mondo agricolo cooperativistico in quanto non siamo mai stati coinvolti per definire questa norma".

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