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Coronavirus, Segnana: ''Vaccinati 43.614 trentini. In rarissimi casi andati avanti su categorie previste in fase successiva''. E non risponde su quanti siano i ''fuori-lista''

I dati sono stati riportati in Aula dall'assessora Stefania Segnana e si riferiscono a martedì 16 marzo. Zeni: "C'è stato quello episodio di decine di vaccini somministrati a personale amministrativo e vertici dell'Apss. Questo significa forse che non c'era una lista prima? Purtroppo, manca anche una risposta precisa di quante persone fuori lista siano state vaccinate"

Di Luca Andreazza - 23 marzo 2021 - 12:23

TRENTO. "Sono stati vaccinati 43.614 trentini", la comunicazione è dell'assessora Stefania Segnana in Aula nel rispondere a Luca Zeni, consigliere provinciale in quota Partito democratico. 

 

I dati si riferiscono a martedì 16 marzo. Dopo il nuovo via libera ad AstraZeneca di Aifa e Ema, la campagna vaccinale è ripresa con tutti i prodotti attualmente a disposizione.  

 

Una campagna partita nel migliore dei modi con le somministrazioni programmate per il personale sanitario e le Rsa, poi il meccanismo si è un po' inceppato tra tagli delle forniture e ritardi nelle consegne da parte delle case farmaceutiche

 

In questi mesi, però, non sono mancate criticità tutte trentine tra errori nelle somministrazioni (ricordiamo il caso scoperto da il Dolomiti della soluzione fisiologica iniettata al posto del vaccino a una dozzina di pazienti) e improvvisi cambi nella gestione (prima l'invito di Benetollo a registrarsi con tanto di data fissata per vaccinare i volontari della sanità di croce rossa, bianca e così via, poi lo stop di Ferro che diceva loro, ci siamo sbagliati, non c'è il vaccino, e il giorno stesso che pubblicavamo la notizia l'assessora Segnana che faceva ripartire la procedura). 

 

Poi le difficoltà delle prenotazioni online per gli over 80 con intere famiglie costrette a passare ore e ore sul sito del Cup per cercare di registrare i loro anziani, salvo non riuscire nemmeno a connettersi, non riuscire a parlare con gli operatori e finire, magari per ottenere l'appuntamento (in alcuni casi a chilometri di distanza) salvo poi scoprire il giorno della vaccinazione che non c'era l'appuntamento tanto atteso. Stesso discorso per le prenotazioni degli over 75, sempre sulla piattaforma dell'Apss. 

 

Qualche rallentamento nelle somministrazione anche verso insegnanti e forze dell'ordine che invece si affidano ai medici di medicina generale (Qui articolo), poi lo stop&go in attesa del pronunciamento delle autorità sanitarie nazionali e internazionali su AstraZeneca. Ci sono state lamentele da parte di diverse categorie, le quali hanno chiesto un' accelerazione nelle somministrazioni, in particolare per quanto riguarda i superfragili.

 

Nelle scorse settimane per un errore sono state scongelate alcune fiale e così l'Apss per non buttare via il prodotto ha vaccinato il personale amministrativo (Qui articolo). E da quest'ultimo punto, in particolare, è partito l'ex assessore per chiedere un chiarimento. L'assessora Segnana snocciola i numeri: 14.345 operatori di struttura sanitaria sono stati vaccinati con Pfizer; 1.093 con Moderna per un totale di 15.438 persone; mentre 4.025 ospiti delle Rsa hanno ricevuto Pfizer.

 

Invece 16.340 over 80 sono stati vaccinati con Pfizer e 1.318 con Moderna per un torale di 17.658 anziani. Sono invece 4.514 le dosi di AstraZeneca somministrate al personale scolastico, 1.251 quelle alle forze dell'ordine. Si aggiungono 271 under 80 vaccinati tramite Astrazeneca e 355 superfragili immunizzati con Pfizer e 138 con Moderna.

 

"A martedì 16 marzo - dice Segnana - il totale è di 43.614 trentini che hanno ricevuto il vaccino. Ogni servizio vaccinale dispone di una lista di persone da contattare con urgenza nel caso in cui qualcuno non rispetti un appuntamento. In generale non vengono 'scavalcate' le categorie di priorità previste nel piano vaccinale in quanto si chiamano i cittadini che per qualche motivo non sono riuscite ad accedere alla prenotazione tramite Cup online oppure viene anticipata qualche somministrazione. In rarissimi casi, per non sprecare le dosi già pronte per la somministrazione, si è proceduto su categorie che avrebbero dovuto ricevere il vaccino in una fase successiva, come previsto dall'ordinanza del Commissario straordinario per l'emergenza Covid".

 

Una riposta, in particolare sulle liste jolly, che non ha soddisfatto pienamente il consigliere provinciale del Pd. "Bene e doveroso - conclude Zeni - che ci siano le liste jolly per non sprecare le dosi. C'è però stato quello episodio di decine di vaccini somministrati a personale amministrativo e vertici dell'Apss. Se è stato bypassato l'elenco non è chiaramente coerente e equo con i principi della campagna. Questo significa forse che non c'era una lista prima? Purtroppo, manca anche una risposta precisa di quante persone fuori lista siano state vaccinate: evidente che 30 oppure 300 cittadini cambia. Auspico che quanto successo con l'errore di scongelamento abbia portato a procedure più attente e rigorose. Inoltre è necessario pubblicare in maniera chiara e trasparente il cronoprogramma della campagna vaccinale".

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