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Crisi del lavoro? Per Dalzocchio colpa dei ''radical shit'' e di chi ''convinceva i giovani a laurearsi''. Sul calo demografico meglio gli Stati che chiudono agli immigrati

Breve analisi sociologica della capogruppo della Lega in Aula (IL VIDEO). Il problema della mancanza di manodopera sarebbe imputabile a chi ''andava in giro a convincere i giovani'' ''che dovevano essere tutti laureati'' (anche se l'Italia è agli ultimi posti in Europa in questo senso). Poi l'attacco alla ricerca e sul calo demografico a chi ''per decenni ha demonizzato la famiglia, ridicolizzato la maternità, fatto passare come una poveretta la donna che faceva casalinga'' dimenticando quel Fugatti che un anno fa usava come paragone la ''casalinga di Borghetto'' (IL VIDEO)

Di Luca Pianesi - 29 July 2021 - 17:15

TRENTO. Tutto il meglio condensato in quattro minuti di intervento. La capogruppo della Lega in consiglio provinciale Mara Dalzocchio si è esibita, ieri, durante la discussione sull'assestamento di bilancio in un'interessante analisi sociologica del sistema Paese centrata soprattutto sul problema della manodopera e la mancanza di lavoratori in certi settori e sulla questione del calo demografico e il tema delle nascite.

 

Un capolavoro che va dallo ''snobbismo radical shit'' che, immediatamente porta alla mente il mitico commento di Fantozzi, sulla Corazzata Potëmkin anche solo per aver trasformato gli odiati radical chic nei meno profumati radical shit, a una ''certa cultura progressista'' che ''per 40 anni'' (quindi diciamo dagli anni '80 figlia, probabilmente, dei film di Jerry Calà, del movimento dei Paninari e della sub cultura creata da BimBumBam e da personaggi sovversivi ed equivoci come il pupazzo Uan e la Caciotta Fetecchia di Paolo Bonolis) ''andava in giro a convincere i giovani che non dovevano più fare lavori umili ma andare all'Università e che dovevano essere tutti laureati''.

 

Un piano diabolico quello portato avanti dai progressisti radical shit che, però, purtroppo, a guardare bene i numeri è finito non proprio alla grande (roba da shit effettivamente più che da chic) visto che (dati 2020 Eurostat) l'Italia è fanalino di coda tra i Paesi Ue per la quota di laureati con solo il 29% dei giovani di età compresa tra i 25 e i 34 anni. Peggio di noi c'è solo la Romania con il 25% mentre la media europea è al 41% e l'obiettivo fissato da Bruxelles entro il 2030 è quella di raggiungere il 45% (obiettivo già ampiamento raggiunto da Lussemburgo, Irlanda, Cipro, Belgio, Danimarca, Spagna, Francia, Slovenia e Svezia).

 

 

 

 

Dalzocchio, però, lo ha spiegato chiaro e tondo: ''Una società di soli laureati non sta in piedi'' figurarsi poi quei luoghi che vivono ''di sola ricerca accademica'' praticamente non hanno capito niente della vita. Roba che se lo sapevano prima nella contea di Santa Clara in California, grande per dimensioni la metà del Trentino, dove nel solo 2018, grazie alla ricerca, è stato sviluppato un Pil di 316 miliardi di dollari, contro la 20ina di miliardi di euro del Trentino, magari non cominciavano nemmeno a sviluppare la Silicon Valley e a creare, così, una cosa come 1,7 milioni di posti di lavoro (qui per approfondire). Oppure ditelo a Trento che grazie a Università e centri di ricerca si è fatta un nome in Italia e nel mondo diventando una cittadina modello, uscendo dall'anonimato e crescendo sotto tutti i punti di vista (altro piccolo esempio? La sola Povo, dagli anni '80 ad oggi, forte della presenza dei centri di ricerca e di alcuni dipartimenti dell'Università ha raddoppiato la sua popolazione raggiungendo i quasi 6.000 abitanti attuali). 

 

Poi la capogruppo della Lega ha ragionato sul tema demografico parlando di una crisi che è anche il frutto di ''una cultura che per decenni ha demonizzato la famiglia, ridicolizzato la maternità, fatto passare come una poveretta la donna che faceva la casalinga e invece dal mio punto di vista svolge un importante lavoro la casalinga, è il primo ammortizzatore sociale''. E dire che solo l'anno scorso, maggio 2020, il presidente della Pat Maurizio Fugatti, quindi non radical chic degli anni '80, usava l'esempio della ''casalinga di Borghetto'' per dire che se lo capisce anche lei allora è lapalissiano.   

 

 

 

 

Il colpo finale, Dalzocchio, l'ha riservato a quegli Stati che ''non si occupano di far entrare immigrati sul loro territorio ma si rivolgono alle famiglie, le aiutano in tutti i modi a fare più figli''. Stati che, a detta sua per molti ''magari non sono così democratici'' ma che in realtà lo sarebbero: ''Nulla di più sbagliato - ha spiegato la consigliera leghista - sono le politiche che molte volte sono sbagliate non gli Stati, sono le politiche che non sono state messe in atto ed osteggiate per decenni''. Parole perfette per far scendere il sipario: concetti ammantati di mistero, come misteriosi restano i nomi di questi Stati modello non vengono nominati dalla consigliera in Aula ma che, su questo non c'è praticamente ombra di dubbio, hanno percentuali di laureati più alte dell'Italia: come scrivevamo sopra, ci vuole poco ma per la Lega trentina, a quanto pare, si può fare molto peggio per diventare, finalmente, una società che funziona.

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