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Il Partito Comunista Italiano del Trentino a congresso: “Puntiamo a una lista unica per le elezioni Provinciali del 2023”

Si è tenuto a Riva del Garda il primo congresso della sezione del Trentino Alto Adige del Partito Comunista Italiano: “Nonostante i limiti imposti dalla pandemia nel 2021 gli iscritti sono raddoppiati e abbiamo potuto dare avvio a una militanza politica che si è articolata in un lavoro teorico ma anche pratico”

Di T.G. - 08 dicembre 2021 - 17:03

RIVA DEL GARDA. Nei giorni scorsi si è tenuto a Riva del Garda il primo congresso delle sezione del Trentino Alto Adige del Partito Comunista Italiano. L’organizzazione si pone in continuità con l’esperienza storica del Pci, da Gramsci a Berlinguer, ispirandosi ai valori della Costituzione Repubblicana, della Resistenza e dell’antifascismo.

 

Ospiti nella sede Rifondazione Comunista i militanti del partito hanno tirato le somme a due anni esatti dalla fondazione della Federazione Regionale nata nel 2019. “Nonostante i limiti imposti dalla pandemia – spiega il segretario Sergio Mattiello – nel 2021 gli iscritti sono raddoppiati e abbiamo potuto dare avvio a una militanza politica che si è articolata in un lavoro teorico ma anche pratico”.

 

Fra le prime uscite pubbliche alcuni volantinaggi nelle principali aziende della zona industriale di Rovereto. Inoltre assieme ai compagni delle Federazioni del Veneto i comunisti trentini hanno partecipato alla commemorazione dell’eccidio di partigiani del 15 agosto a Malga Zonta. Altre uscite sono state in occasione del 25 aprile e per il centenario della fondazione del Pci durante il quale sono affissi in tutta la provincia circa 150 manifesti commemorativi.

 

Fra gli obiettivi del Pci la riunificazione delle forze comuniste a oggi frammentate in tanti piccoli partiti fra cui Rifondazione Comunista e il Partito Comunista di Marco Rizzo. “Vogliamo creare solide basi di collaborazione politica, e trarre spunto per un percorso che possa portare a una più che auspicata lista unica Comunista alle elezioni Provinciali che si terranno nell’autunno del 2023”.

 

Nelle scorse settimane la sezione trentina si è espressa anche sulla spinosa questione di vaccini e Green pass: “A fronte dell’esplosione della pandemia – si legge in un comunicato – abbiamo fin da subito una posizione coerente con la fiducia nella scienza e nella ricerca medica-scientifica. La nostra proposta è quella di togliere i brevetti sui vaccini e investire in una produzione nazionale – ciononostante – riteniamo che il Green Pass non possa e non debba essere reso obbligatorio. Nessun lavoratore, di qualsivoglia settore , deve perdere il lavoro o lo stipendio per la mancanza della certificazione verde”.

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