Contenuto sponsorizzato

Spinelli incolpa i sindacati per i ritardi degli aiuti agli stagionali. La risposta: "Ridicole le dichiarazioni dell'assessore, non gestiamo noi l'assessorato"

Nel "Question time" di stamattina, martedì 23 febbraio, è emersa la questione degli aiuti agli stagionali. L'assessore Spinelli ha risposto alla domanda dando la colpa dei ritardi ai sindacati, colpevoli di “continuare una monotona vecchia liturgia, lontana dalla realtà”. Le tre firme rispondono: "Spiace che l’assessore Spinelli scada nella polemica spiccia. A noi invece interessa risolvere i problemi delle lavoratrici e dei lavoratori"

Di M.Sartori - 23 febbraio 2021 - 17:32

TRENTO. Le dichiarazioni dell’assessore Spinelli suonano persino ridicole se non testimoniassero ancora una volta l’inadeguatezza nel gestire l’emergenza occupazionale in atto”. Così i sindacati rispondono aspramente alle parole dell’assessore provinciale allo sviluppo economico, ricerca e lavoro, che nel “Question time” di questa mattina li ha accusati di essere la causa dei rallentamenti nei lavori a sostegno dei lavoratori stagionali.

 

La questione è emersa in seguito all’interrogazione del consigliere De Godenz, che ha chiesto all’assessore i tempi e le modalità con cui la Giunta intende attivare i sussidi per i lavoratori stagionali e le loro famiglie, al momento rimasti sprovvisti di un’entrata economica importante data la chiusura degli impianti. Nei giorni scorsi si era infatti parlato di attivare degli aiuti che varierebbero tra i 150 e i 950 euro mensili in base a criteri ancora da definirsi.

 

L’assessore Spinelli ha risposto citando un intervento dei sindacati sul tema, in cui la Giunta veniva accusata di inettitudine nella gestione della situazione. Ha inoltre ribadito il fatto che il lavoro svolto finora sarebbe stato lungo e meditato e qualsiasi rallentamento subito sarebbe da attribuire agli stessi sindacati, colpevoli di “continuare una monotona vecchia liturgia, lontana dalla realtà”.

 

Cgil, Cisl e Uil rispondono con un comunicato stampa in cui attribuiscono all’assessore la responsabilità dei lavori e di tutti gli eventuali rallentamenti. Dichiarano infatti: “Non siamo noi ad avere la delega assessorile al lavoro e non abbiamo neppure molta voce sulle decisioni della Giunta provinciale”.

 

I sindacati però non si limitano a questo e proseguono: “A smentire l’assessore Spinelli sono i numeri. Da quando la Giunta, a settembre, su proposta di Spinelli ha approvato la prima delibera di modifica dell’attualizzazione dell’assegno unico, con il parere contrario di Cgil, Cisl e Uil che chiedevano un intervento più estensivo, per un periodo coperto compreso tra luglio e dicembre le domande raccolte sono state poche decine. È quindi lo strumento pensato da Spinelli a non aver funzionato. E non può esserci imputata alcuna colpa perché noi avevamo proposto, inascoltati, un’altra soluzione”.

 

“Ed è sempre perché non funzionava la soluzione Spinelli 1 – continuano le tre firme sindacali -, che la Giunta ha adottato la soluzione Spinelli 2 modificando la delibera di settembre. In questo caso la Giunta ha accolto parzialmente alcuni nostri suggerimenti, inserendo però una serie di vincoli non concordati che renderanno molto difficile che i 13 milioni di euro stanziati a maggio 2020, possano davvero finire nelle tasche delle lavoratrici e dei lavoratori di famiglie colpite dalla crisi, a partire dagli stagionali”.

 

Spiace che l’assessore Spinelli scada nella polemica spiccia – concludono i sindacati -. A noi invece interessa risolvere i problemi delle lavoratrici e dei lavoratori. Daremo sempre il nostro contributo per raggiungere l’obiettivo”.

Contenuto sponsorizzato
Telegiornale
Ultima edizione
Edizione ore 19.30 del 04 marzo 2021
Contenuto sponsorizzato

Dalla home

05 marzo - 05:01

Il tasso di contagio è oltre i 250 casi ogni 100 mila abitanti, l'intenzione della Pat è comunque quella di continuare con la scuola al 50% in presenza. I sindacati: "L'Apss ci ha dato ragione, un po' allarmati dalla velocità di propagazione del contagio, riconducibile alle varianti. Era metà febbraio e non abbiamo più sentito nessuno. C'è una lentezza preoccupante nell'affrontare le questioni, non siamo tranquilli"

04 marzo - 19:53
Sono 226 le persone che ricorrono alle cure del sistema ospedaliero. Oggi comunicati 2 decessi. Sono 67 i Comuni che presentano almeno 1 nuovo caso di positività
04 marzo - 18:14

Si attendono le nuove classificazioni. La curva del contagio è in crescita a livello nazionale e la prospettiva è quella di diversi cambi di zona. Il Trentino dovrebbe restare in zona arancione e la Pat conferma l'intenzione di proseguire con la didattica in presenza al 50%

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato