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Stop al nucleare, il trattato entra in vigore in 51 Paesi: Arco primo Comune trentino ad aderire all’iniziativa per spingere l’Italia a disfarsi degli ordigni atomici

Il Comune di Arco è la prima amministrazione trentina ad aderire alla campagna “Italia ripensaci” che vuole spingere il Governo a firmare il trattato che mette fuorilegge le armi nucleari. Ulivieri: “Il nostro Paese, secondo le stime, detiene tra le 50 e le 70 testate nucleari custodite nelle base di Ghedi-Torre e Aviano, proprio vicino a noi”

Di Tiziano Grottolo - 23 gennaio 2021 - 18:58

ARCO. Lo scorso 22 gennaio, nei 51 Paesi che lo hanno già ratificato, è entrato in vigore il Trattato di proibizione delle armi nucleari la prima norma internazionale che mette fuorilegge questo tipo di ordigni letali. Il trattato inoltre proibisce agli Stati di sviluppare, testare, produrre, fabbricare, trasferire, possedere, immagazzinare, usare o minacciare di usare armi nucleari, o anche permettere che armi nucleari siano posizionate sul proprio territorio.

 

Fra questi però non c’è l’Italia, anche se come dimostra un sondaggio realizzato lo scorso novembre da YouGov l’87% degli italiani sarebbe favorevole all’adesione di Roma al trattato, mentre solo il 5% si è detto contrario. Il 76% degli intervistati, anche dopo esser stati informati delle forti pressioni da parte di alcuni alleati Nato contro il trattato, ha confermato di volere un Governo che mostri una leadership positiva diventando uno dei prossimi aderenti.

 

Come spiega il consigliere comunale di Arco Tommaso Ulivieri, è anche per questo che una vasta rete di organizzazioni ha lanciato la campagna “Italia, ripensaci”, per fare pressione e aumentare la consapevolezza sulla presenza e i rischi delle armi di distruzione di massa. Arco – sottolinea Ulivieri – è stato il primo Comune trentino ad aderire all’iniziativa, senza dimenticare che l’amministrazione, dal maggio 2011, fa parte della rete internazionale Mayors for Peace”. Quest’ultima un’organizzazione proposta e fondata dal sindaco di Hiroshima nel 1982 con l’obiettivo di promuove la cooperazione internazionale al fine di abolire le armi nucleari, difendere i diritti umani, fornire assistenza ai rifugiati, combattere la povertà e il degrado ambientale.

 

Le grandi potenze nucleari – osserva il consigliere comunale di Arco – come Stati Uniti, Russia, Cina, Regno Unito e Francia non hanno sottoscritto il trattato, così come le nazioni europee che possiedono testate atomiche statunitensi, cioè Germania, Olanda, Belgio e l’Italia che, secondo le stime, detiene tra le 50 e le 70 testate nucleari custodite nelle base di Ghedi-Torre e Aviano, proprio vicino a noi”. In questi giorni la città di Arco ha accolto l’invito a valorizzare l’entrata in vigore del Trattato di proibizione delle armi nucleari, adoperandosi per sostenere l’iniziativa “Italia, ripensaci”.

 

“Ci si chiede a volte come sia opportuno declinare argomenti di questa portata in una piccola città come Arco – commenta il sindaco di Arco Alessandro Betta – ma il consigliere Ulivieri posso dire che l’ha fatto con serietà, con spessore e con il tono giusto. Tra l’altro, questa iniziativa nasce da una mozione dell’opposizione, che Ulivieri per coerenza ha preso in considerazione, perché appunto in linea con i suoi valori. La delega consiliare all’inclusione, ai diritti civili, ai beni comuni, alla laicità e alla pace gli consente di portare avanti una sua particolare sensibilità che rientra anche nel programma della coalizione”.

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