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“Urgente e opportuno potenziare gli enti vicini al cittadino”, l’Euregio festeggia i dieci anni di vita

Nata nel 2011, la regione transfrontaliera sorge con l’obiettivo di promuovere la cooperazione fra Tirolo, Alto Adige e Trentino. In autunno sarà costituito un Consiglio consultivo che permetterà di coinvolgere maggiormente i comuni. Francesco Gabrielli, segretario di Neva Union Autonomista Ladina, auspica l’adesione del “Comun General de Fascia” per un confronto più diretto e strutturato con le realtà minoritarie e Ladine del territorio dell’Euregio

Di Marianna Malpaga - 21 febbraio 2021 - 14:36

TRENTO. Il 2021 segna il decimo anniversario della costituzione dell’Europaregion Tirol–Südtirol-Trentino, l’Euregio. Un anno, questo, che potrebbe aprire a un maggior coinvolgimento dei Comuni dell’intera regione transfrontaliera. 

 

Lo ricorda Francesco Gabrielli, segretario di Neva Union Autonomista Ladina. “La recrudescenza dell’emergenza globale che ha inaugurato l’inizio di quest’anno – sottolinea – è stata accompagnata da una più risoluta entrata in scena dell’Unione Europea. Benché in una fase complessa del suo processo d’integrazione, la costruzione sovranazionale dell’Unione Europea è il punto di riferimento per garantire il coordinamento di politiche statali che, a differenza di altri periodi storici, vede tutti i suoi membri parimenti impegnati nella sfida sanitaria, economica e sociale. All’interno dell’Unione vi è però anche una dimensione, spesso ritenuta secondaria, che non opera secondo i confini degli Stati: si tratta dell’Euroregione, tecnicamente definita Gruppo europeo di cooperazione territoriale (Gect)”. 

 

I Gect sono stati introdotti da un regolamento dell’Unione Europea nel luglio del 2006, con l’obiettivo di promuovere la cooperazione transfrontaliera, transnazionale e interregionale tra i loro membri. L’Euregio, istituito nel 2011, è stato il primo Gect in Austria e il secondo in Italia. Rappresenta una popolazione di circa 1,8 milioni di abitanti tra Tirolo, Alto Adige e Trentino, sparsi su una superficie totale di più di 26mila chilometri quadrati.

 

“L’Euregio – precisa Gabrielli – ha celebrato il proprio anniversario in sordina, poiché la discontinuità nel confronto e la propensione delle tre regioni ad affrontare la crisi guardando quasi esclusivamente al proprio interno hanno contribuito a limitare il valore dell’elemento che, più di ogni altro, lega storicamente le due Province autonome di Trento e Bolzano e il Land austriaco del Tirolo: la cultura”.

 

Quando si parla di Euregio, infatti, è il pensiero del segretario di Neva Union, si parla di un legame culturale, non solo di un cartello stradale o di un adesivo fissato sui treni regionali. Un legame che è necessario preservare anche ora. “In un momento in cui le sfide imposte dalla pandemia favoriscono la centralizzazione dei poteri a livello statale – prosegue Gabrielli – è urgente quanto opportuno potenziare il ruolo degli enti più vicini al cittadino. Custodi del territorio locale, tali istituzioni sono centrali nella promozione della coesione culturale e sociale”. 

 

Potranno consolidare il radicamento sul territorio dell’Euregio le nuove condizioni quadro del Gect, esposte a gennaio, che prevedono un coinvolgimento dei comuni sotto forma di “Consiglio consultivo dell’Euregio”. Il Consiglio sarà costituito in autunno assieme ai Consorzi dei comuni; in quello stesso periodo, poi, la presidenza dell’Europaregion passerà alla Provincia di Trento. 

 

“Non sarebbe da escludervi – conclude Gabrielli – una partecipazione del Comun General de Fascia al Consiglio consultivo, quale istituzione rappresentativa, politicamente e culturalmente, della minoranza Ladina di Fassa. Un tale scenario aprirebbe la strada a un confronto più diretto e strutturato con le altre realtà minoritarie e Ladine del territorio dell’Euregio”. 

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