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Valduga in una pec a un concorrente ribadiva che Amadori aveva i requisiti per diventare dirigente

Il sindaco di Rovereto tramite e-mail aveva confermato a un concorrente che aveva partecipato a quel concorso per il ruolo di dirigente generale che Amadori aveva i requisiti per ricoprire l'incarico: "Il primo cittadino è investito da questa bufera ma l'interessato non dice nulla? Basta che dimostri l'attestazione di aver avuto i titoli per partecipare alla selezione"

Di Luca Andreazza - 19 giugno 2021 - 06:01

ROVERETO. Una pec inviata per conoscenza anche alla magistratura e alla Procura della Repubblica dove si ribadisce che Amadori aveva i requisiti richiesti per diventare dirigente generale del Comune di Rovereto. L'ha inviata il sindaco di Rovereto, Francesco Valduga, tramite e-mail a un concorrente che aveva partecipato a quel concorso del 2015 per il ruolo di dirigente generale e che, tra la fine dell'anno scorso e l'inizio del 2021, aveva chiesto ripetutamente spiegazioni sulla vicenda che aveva portato alla nomina dell'attuale dirigente.

 

"Alla notizia che la Corte dei conti aveva accusato Valduga di dolo per quella nomina - dice il concorrente - ho inviato una serie di pec al primo cittadino per chiedere maggiori chiarimenti. E-mail inviate per conoscenza alla magistratura contabile e alla Procura della Repubblica. Una semplice domanda: Amadori aveva il requisito dei 5 anni di ruolo di dirigente al momento della sua richiesta di concorrere?".

 

Inizialmente Valduga non risponde, poi però il concorrente "pretende" un riscontro in quanto ha partecipato al concorso pubblico e sul tavolo c'era già un documento di 28 pagine della Corte dei Conti che contestava la nomina, un ruolo riconfermato poi successivamente per altri 5 anni nonostante ci fosse un procedimento aperto. "In quell'e-mail - aggiunge - il sindaco ha scritto chiaro e tondo che Amadori aveva questo requisito. Una lettera inviata a me e Procura, ma non alla magistratura contabile che doveva emettere una sentenza".

 

Poi la vicenda è proseguita e si è arrivati alla condanna in primo grado. La Corte dei conti ha condannato al risarcimento di un danno erariale, quantificato in circa 310 mila euro (di cui circa 120 mila direttamente attribuiti al sindaco), la prima Giunta Valduga dopo la nomina di Mauro Amadori a direttore generale (Qui articolo).

 

Il primo cittadino è ritornato sulla questione anche in Consiglio comunale e Valduga ha ricordato che si è trattato di una selezione pubblica "concepita - continua - da uffici comunali insieme a quelli regionali, che ne vagliano la legittimità, con una commissione fatta dai dirigenti dei due più grandi Comuni della Regione e che ha visto 26 candidatinessuno dei quali ha fatto opposizione alla scelta fatta" (Qui articolo).

 

Il sindaco si è "difeso" dicendo che la Regione aveva avallato la procedure, anche se, come spiegato da Il Dolomiti, appare difficile che la risposta contenuta in un'interrogazione possa avere un valore dal punto di vista giuridico (Qui articolo). E non sarebbe nemmeno totalmente vero che nessuno aveva fatto opposizione. O almeno, qualcuno qualche chiarimento l'aveva richiesto. 

 

"Affermare che nessuno aveva fatto opposizione alla nomina è assurdo - replica il concorrente - nessuno fino alla condanna aveva gli elementi per impugnare in quanto non c'erano appigli giuridici per sostenere il dolo. E' un errore anche il concetto che gli è stato riferito dai suoi funzionari come ha scritto nell'e-mail di risposta: questo sarebbe valido se la Corte dei conti non l'avesse condannato per dolo ma per colpa".

 

C'è un ultimo nodo in questa vicenda complessa: il dirigente interessato da questi avvenimenti non si sarebbe ancora espresso sui requisiti dei 5 anni. "Il sindaco è investito da questa bufera ma Amadori non dice nulla: basta che dimostri l'attestazione di aver avuto i titoli per partecipare al concorso", conclude il concorrente.

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