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Zecche in Trentino, la richiesta al consiglio provinciale: si pulisca il sottobosco vicino ai sentieri e si promuova la vaccinazione contro la meningoencefalite

In un recente comunicato la Fem ricorda che “la presenza nei boschi delle zecche (Ixodes ricinus) è rilevabile generalmente da marzo e raggiunge il suo picco tra la fine di maggio e la prima metà di giugno. Questa specie è diffusa in tutti gli ambienti forestali dal fondovalle fino ai 1200 metri di quota e può trasmettere pericolose malattie, tra cui l’Encefalite virale (TBE), la Malattia di Lyme e la rickettsiosi''. La mozione di Luca Zeni

Pubblicato il - 29 maggio 2021 - 16:21

TRENTO. In seguito alla ripartenza dei monitoraggi stagionali della Fondazione Edmund Mach, la Provincia decide di prendere provvedimenti contro i pericoli causati dalla presenza delle zecche. Questi aracnidi possono essere infatti portatori di diverse malattie, quali la Malattia di Lyme, la TBE o Encefalite Virale e la rickettsiosi. La prevenzione è l’arma più potente ed efficace per evitare l’insorgere di queste patologie, come la vaccinazione conto la meningoencefalite da zecche (FSME).

 

Al fine quindi di tutelare i cittadini da tali malattie è arrivata in consiglio provinciale una mozione firmata da Luca Zeni per chiedere alla maggioranza di impegnarsi a mettere in campo un piano di interventi per ridurre i rischi sanitari derivanti da patogeni trasmessi da zecche (Ixodes ricinus). In particolare Zeni chiede di realizzare nelle zone più esposte una costante pulizia del sottobosco in prossimità dei sentieri e nei parchi pubblici, anche avvalendosi del servizio ripristino della Provincia e di associazioni locali; valutare la possibilità di immissione, se esistenti, di predatori naturali delle zecche; in zone particolarmente frequentate come le aree sosta, i parchi pubblici e le aree picnic, interventi di disinfestazione mirati, qualora riscontrata la presenza di zecche; proseguire ed implementare le azioni informative per promuovere comportamenti corretti al fine di evitare le punture e per promuovere la vaccinazione contro la meningoencefalite da zecche soprattutto per chi lavora o vive in zone con alta presenza di zecche.

 

D'altronde in un recente comunicato la Fondazione ricorda che “la presenza nei boschi delle zecche (Ixodes ricinus) è rilevabile generalmente da marzo e raggiunge il suo picco tra la fine di maggio e la prima metà di giugno. Questa specie è diffusa in tutti gli ambienti forestali dal fondovalle fino ai 1200 metri di quota e può trasmettere pericolose malattie, tra cui l’Encefalite virale (TBE), la Malattia di Lyme e la rickettsiosi. La prevenzione della puntura di zecca è l'arma più efficiente per controllare queste gravi malattie''.

 

E la Fem aggiunge che: ''E' necessario innanzitutto monitorare il loro ciclo di sviluppo e conoscere bene le aree dove si sviluppano, le cause che portano ad un loro aumento ed i microorganismi che trasmettono. Al fine di limitare la diffusione delle patologie provocate dalle punture di zecche è molto importante il controllo cutaneo e sugli indumenti, specie dopo un’escursione o passeggiata negli ambienti ad alta concentrazione. Accanto ai controlli individuali, tuttavia, risulta cruciale il monitoraggio della diffusione della specie sul territorio, attività che la Fondazione Mach effettua stagionalmente sia in ambiente sia su altri animali che ne sono vettori, come i roditori selvatici che hanno un ruolo chiave nel mantenimento e nella trasmissione dei patogeni di questi parassiti. A completamento di tale attività si inserisce lo screening molecolare mirato a verificare nelle zecche la prevalenza di infezione di specifici patogeni (Borrelia sp, Rickettsia sp e Babesia sp). I dati raccolti sono quindi utilizzati per lo sviluppo di modelli matematici e mappe di rischio aggiornate''.

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