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Ambulatori ortopedici stagionali nelle zone turistiche, l'accusa di Cia: "Apss si convenzioni con i privati già radicati sul territorio senza ricorrere ai 'gettonisti'"

Il consigliere di Fratelli d'Italia: "L’Apss ha indetto una 'indagine di mercato per poter garantire i servizi di assistenza tecnica radiologica. Paradossale che l’Azienda sanitaria tenti di togliere pazienti ai soggetti privati già operanti per consegnarli ad altri privati". Segnana: "L'accreditamento istituzionale è presupposto necessario per una convenzione"

Di Francesca Cristoforetti - 29 novembre 2022 - 13:46

TRENTO. Continuano le discussioni sulla sanità trentina. Questa volta nel mirino "gli ambulatori ortopedici stagionali in zona turistica di San Giovanni di Fassa e di Madonna di Campiglio" e la radiologia, come sottolinea in un'interrogazione il presidente del Gruppo consiliare di Fratelli d’Italia Claudio Cia.

 

"Recentemente l’Apss - spiega il consigliere - ha indetto un'indagine di mercato per poter garantire i servizi di assistenza tecnica radiologica negli ambulatori ortopedici stagionali, quindi aumentarne il numero. Si evidenzia che come su questi territori esistano già dei centri diagnostici convenzionati con le principali assicurazioni nazionali ed estere, nonché apprezzati sia dai residenti che dai turisti. Perché non stipulare una convenzione con soggetti privati già operanti in zona tutto l’anno e dotati anche di ambulanze, e a quanto ammonti la spesa prevista visto che alla fine ci si dovrà affidare a professionisti gettonisti?"

 

Queste realtà che, secondo Cia, oltre a effettuare la diagnosi e il trattamento dell’infortunato, "consentono qualora la situazione lo richieda, di organizzare il trasporto e il ricovero dello stesso in una struttura ospedaliera presente sul nostro territorio oppure anche nel luogo di provenienza (con la maggior parte dei turisti che pare preferire questa opzione)".

 

Per il consigliere di FdI appare "abbastanza paradossale che l’Azienda sanitaria tenti di togliere pazienti ai soggetti privati già operanti in questi territori per consegnarli ad altri privati (probabilmente gettonisti, con un elevato impatto dal punto di vista finanziario sulle risorse disponibili per garantire il funzionamento del sistema sanitario trentino)".

 

"E’ facilmente ipotizzabile che questi professionisti - dichiara -, in assenza della strumentazione adatta a fornire una rapida risposta ai turisti infortunati, saranno chiamati ad accogliere i pazienti, dirottandoli nei più vicini centri ospedalieri per ricevere assistenza. Questa operazione pare quindi essere finalizzata a dimostrare che la Provincia autonoma di Trento, la quale è piuttosto scandalizzata dalla mobilità passiva dei trentini verso altre Regioni per motivi di salute, può essere altresì terra di mobilità attiva, con persone che vengono apposta nel nostro territorio per farsi curare".

 

Una manovra che però Cia critica duramente: "E’ bene infatti considerare che, alla fine dell’anno, gli eventuali incrementi statistici - prosegue che dovessero realizzarsi per effetto di questa misura (e a cui molto probabilmente saranno legati gli obiettivi della Direzione sanitaria) non tengono minimamente in considerazione il motivo per cui una determinata persona dovesse essere ricoverata all’interno di un ospedale trentino. Se ciò venisse confermato, ne emergerebbe un modus operandi realmente cinico, soprattutto perché applicato alla sanità e alla salute dei pazienti".

 

Non è mancata la riposta dell'assessora alla salute Stefania Segnana: "In questi ambiti e anche in Val di Fassa e a Madonna di Campiglio non risulta nessun accreditamento di soggetti privati come quelli citati. L’accreditamento istituzionale è presupposto necessario per stipulare una convenzione con l’Apss".

 

Una delle società private, prosegue l'assessora, "ha inoltrato richiesta di accreditamento che attualmente è all’esame della Provincia". "La programmazione provinciale - dichiara Segnana - è garantire comunque questi presidi anche con l’indizione di concorsi per l’assunzione di personale sanitario dipendente. In attesa di concorsi si ricorre all’utilizzo di personale interinale. La convenzione con soggetti privati già operanti in zona prevede che siano questi a richiedere l’apposito accreditamento istituzionale".

 

Il consigliere di FdI ribadisce che: "L’auspicio è che i centri diagnostici privati presenti sul territorio possano finalmente convenzionarsi al fine di garantire l’operatività del servizio e contenere i costi a carico del bilancio provinciale".

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