Contenuto sponsorizzato

In Cile il nuovo governo è a maggioranza femminile. Poggio: "L’Italia ha ampi margini di miglioramento, in Parlamento circa il 35% di donne"

Il neo eletto presidente Gabriel Boric ha nominato la scorsa settimana i 24 componenti del nuovo governo, di cui 14 saranno donne. Da quest’anno inoltre il Cile avrà una nuova Costituzione paritaria a livello di genere e minoranze etniche. Zanella commenta: "La linea passa al Quirinale, sperando siano sintonizzati sull'anno 2022"

Foto di Paolo Giangiulio
Di Francesca Cristoforetti - 25 January 2022 - 21:09

TRENTO. Un governo a maggioranza femminile in Cile. Il neo eletto presidente Gabriel Boric ha nominato la scorsa settimana i 24 componenti del nuovo esecutivo, di cui 14 saranno donne. Da quest’anno inoltre il Cile avrà una nuova Costituzione, che andrà a sostituire quella in vigore risalente al 1980, redatta durante la dittatura militare del generale Augusto Pinochet.

 

“Da quest’anno il Cile avrà una nuova Costituzione, la prima al mondo scritta da una Assemblea costituente paritaria rispetto al genere”, riporta Barbara Poggio, prorettrice alle politiche di equità e diversità dell'Università degli Studi di Trento.

 

“Contestualmente, dall’11 marzo – prosegue – il Paese avrà anche, per la prima volta, un governo a maggioranza femminile. Nei giorni scorsi, infatti il neo-eletto presidente Gabriel Boric, ha annunciato i nomi dei 24 componenti, di cui 14 donne, oltre che molte e molti giovani (età media 49 anni)”. Tante donne e giovani, così come i colleghi uomini, “un buon segno di ricambio generazionale”.

 

Molti dei Ministeri di rilievo in mano a figure femminili. “Si segnala in particolare – continua Poggio – la designazione di Izkia Siches (medica, 35 anni, come lo stesso Boric, di cui ha gestito la campagna elettorale) alla guida degli Interni, della climatologa Maisa Rojas (direttrice del Centro di Scienza del clima e resilienza e coordinatrice del Comitato scientifico sul cambiamento climatico) all’ambiente, di Camila Vallejo (33 anni, geografa e nota esponente del movimento studentesco) alla guida della Segreteria generale di governo, e di Jennette Jara (avvocata, 48 anni) a capo del ministero del lavoro, Antonia Urrejola (avvocata e presidente della Commissione Inter-Americana sui diritti umani) agli Esteri. La più giovane è Antonia Orellana (32 anni, giornalista e militante femminista) cui è stato affidato il ministero per le donne”.

 

Il nome che più colpisce è però quello di Maya Fernández Allende, ora 50enne ma che il giorno del golpe dell’11 settembre 1973 ne aveva meno di due: “Probabilmente la nomina simbolicamente più rilevante – dichiara la prorettrice – è quella di Maya Fernandez (50 anni, biologa e veterinaria e componente del partito socialista cileno), nipote di Salvator Allende cui andrà, in una sorta di nemesi storica, il dicastero della Difesa. Maya Fernandez era nata in Cile nel 1971, due anni prima del Golpe di Pinochet, dopo il quale era emigrata a Cuba con la famiglia, ritornando in Cile a 21 anni”.

 

In aggiunta a presiedere l’Assemblea costituente, composta anche da rappresentanti delle minoranze etniche, sarà una donna mapuche, Elisa Loncón per una carta costituzionale paritaria rispetto al genere.

 

Sono rarissimi i governi a maggioranza femminile – sostiene Poggio – anche l’Italia avrebbe ampi margini di miglioramento, nonostante attualmente abbiamo un Parlamento con la maggiore presenza femminile rispetto al passato”.

 

La media complessiva di donne nel Parlamento italiano, storicamente molto al di sotto della soglia del 30%, considerato valore minimo affinché la rappresentanza di genere sia efficace, è salita dal 19,5 della XVI legislatura al 30,1 per cento dei parlamentari eletti nella XVII legislatura. Questa inversione di tendenza si è rafforzata con le elezioni del 2018, in cui per la prima volta sono state sperimentate le misure previste dalla legge elettorale n. 165 del 2017 per promuovere la parità di genere nella rappresentanza politica. Nel 2018, infatti, risultano elette in Parlamento 334 donne, pari a circa il 35 per cento, di cui 225 alla Camera e 109 al Senato. Questo risultato ci pone oltre la media dei Paesi europei, che risulta pari al 32,8 per cento.

 

Tema caldo di questi giorni è infatti quello delle elezioni del presidente della Repubblica: “Secondo me – conclude Poggio – è ancora molto difficile che venga eletta una donna al Quirinale”. A riguardo si esprime anche il consigliere di Futura Paolo Zanella, che commenta le affermazioni della prorettrice riguardo il nuovo governo cileno: “Dal Cile è tutto. La linea passa al Quirinale, sperando siano sintonizzati e sintonizzate sull'anno 2022”.

Contenuto sponsorizzato
Ultima edizione
Edizione del 21 maggio 2022
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Cronaca
22 May - 20:51
Il 54enne Enrico Giovannini è precipitato mentre tentava di raggiunge la cima Presanella, Barbara De Donatis, di soli 29 anni, è morta per un [...]
Cronaca
22 May - 20:31
All'alba era partito con ramponi e piccozza, oltre agli sci agganciati allo zaino, per raggiungere la vetta con l'amico Andrea Bonn. Era molto [...]
Cronaca
22 May - 16:45
In alcuni casi oltre alla pioggia è arrivata anche la grandine che nella zona di Folgaria e Lavarone ha raggiunto le dimensioni di una pallina da [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato