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La protesta della giornalista russa che irrompe in diretta tv. Ferrari: "Donna straordinaria, ci ricorda il valore dell'apporto femminile alla politica e alla storia"

A causa del suo coraggioso gesto, la giornalista russa Maria Ovsyannikova, che ha esposto un cartello contro la guerra in Ucraina in diretta tv, ora rischierebbe 10 giorni di carcere. La consigliera Sara Ferrari: "Una giovane donna, armata solo del suo coraggio e della sua coscienza, sfida la forza brutale di un regime autoritario e violento"

Di F.C. - 15 marzo 2022 - 18:22

TRENTO. "Quando il coraggio si declina anche al femminile. Una giovane donna, armata solo del suo coraggio e della sua coscienza, sfida la forza brutale di un regime autoritario e violento". Commenta così la consigliera del Pd Sara Ferrari il coraggioso gesto della giornalista russa, Maria Ovsyannikova, che in diretta tv sul primo canale russoChannel One, durante l’edizione serale del telegiornale, ha manifestato il suo dissenso contro la guerra in Ucraina mostrando un cartello in lingua inglese con scritto “No alla guerra” e sotto, in russo, "Fermate la guerra, non credete alla propaganda, qui vi stanno mentendo" (Qui l'articolo). 

 

"Sono donne straordinarie come questa giornalista - prosegue Ferrari - la quale, ben sapendo i rischi ai quali si esponeva, ha deciso di dire ai russi la verità, esibendo un cartello contro la guerra, durante uno dei programmi di informazione serale sui principali canali televisivi, che ci restituiscono tutto il valore dell’apporto femminile alla politica e alla storia".

 

Secondo l'Ansa, la giornalista, dopo essere scomparsa per qualche tempo dopo il suo gesto, avrebbe rischiato fino a 10 giorni di carcere, secondo fonti dal tribunale di Mosca. Ora sarebbe stata rilasciata, dopo essere stata condannata a pagare una multa.

 

"Per chi vive in democrazia il suo gesto può apparire al massimo un po’ originale, - conclude la consigliera dem - ma in un regime autoritario quella protesta diventa la rappresentazione fisica di una domanda di verità che è libertà e che invece viene quotidianamente soffocata da chi ritiene che la storia possa conoscere solo le parole delle armi e della sopraffazione. Davanti a quella giovane donna, oltremodo ardita orgogliosa, non possiamo far altro che inchinarci e imparare, consapevoli che la forza delle donne può veramente cambiare il mondo".

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