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“Non siamo condannati al sovranismo e al populismo”: nasce la federazione tra Azione e +Europa

“Costruire un’alternativa seria e pragmatica per le prossime elezioni politiche” con l’obiettivo di arrivare ad ottenere “più del 10% dei consensi”: queste le parole di Carlo Calenda nel giorno in cui viene ufficializzata la nascita della nuova “federazione liberal democratica” tra Azione e +Europa. “Dopo i tanti ‘ci vorrebbe un centro liberal-democratico’ – ha aggiunto Emma Bonino – oggi possiamo finalmente dire che c’è”

Di F.S. - 12 gennaio 2022 - 18:34

ROMA. “Dopo i tanti ‘ci vorrebbe un centro liberal-democratico’, oggi possiamo finalmente dire che c’è”. Queste le parole con cui Emma Bonino ha commentato la nascita della federazione tra Azione e +Europa, un’alleanza politica che punta alla prossima tornata elettorale ad ottenere “più del 10%” dei consensi e a diventare la “quinta forza politica” del Paese, ha spiegato il leader di Azione Carlo Calenda.

 

Le due forze politiche hanno già costituito rappresentanze comuni alla Camera e al Senato e ora, con la nascita della nuova federazione, Azione e +Europa avranno gruppi unici in tutte le amministrazioni locali, trovandosi assieme anche nello scenario europeo dove Azione aderirà all’Alde, il gruppo dei liberaldemocratici del +Europa è già membro.

 

“Il nostro obiettivo non è arrivare ad avere enormi numeri parlamentari – ha detto alla presentazione della federazione Calenda, dopo aver sottolineato le “battaglie” portate avanti dalle due forze politiche contro il taglio dei parlamentari e nelle amministrative a Roma e Milano – puntiamo ad ottenere più del 10% alle prossime elezioni. Il nostro obiettivo è costruire un’alternativa serie e pragmatica per le prossime politiche: non siamo condannati al sovranismo e al populismo”.

 

Insieme a Calenda alla conferenza stampa di presentazione anche Emma Bonino e Benedetto della Vedova, segretario di +Europa e sottosegretario agli esteri che oggi ha risposto ai microfoni del Tg1 in merito al ruolo della nuova federazione in vista dell’elezione del Capo dello Stato e alla prospettiva futura dell'alleanza politica: “Ci abbiamo lavorato a lungo e abbiamo deciso di cominciare a unire europeisti, riformatori, riformisti e liberaldemocratici per andare davanti agli elettori assieme, il Quirinale è un passo intermedio”. 

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