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Russia, nel piano di Aleksandr Dugin per minare i valori europei compare una lista. Tra i nomi anche quello di un trentino: ''L'ho intervistato, un punto di riferimento''

Nel 2014 Aleksandr Dugin invia una mail a un suo collaboratore che viene intercettata da Anonimus. Al suo interno il progetto del Cremlino, messo in atto nell'ultimo decennio: generare un sentimento filo-russo nei Paesi europei. All'interno anche una lista di persone che avrebbero creato una sorta di "gruppo di influenza" e tra questi c'è il nome di Daniele  Lazzeri 

Di Giuseppe Fin - 18 maggio 2022 - 06:01

TRENTO. “Aleksandr Dugin? L'ho intervistato nel 2014 perché ha sempre rappresentato un punto di riferimento. In realtà non credo sia un consigliere di Putin ma è un docente universitario russo. Ma come ho intervistato lui, ho intervistato anche altri come Stephen Bryen vice sottosegretario alla Difesa di Ronald Reagan”. C'è anche il nome di Daniele Lazzeri, chairman del “Il Nodo di Gordio”, il think tank nato in Trentino, definito “ente internazionalistico” nella “Dugin's list”, la lista fatta vedere in esclusiva nell'ultima puntata da Report e che riporterebbe i nomi di “Paesi e Persone in cui vi sono motivi per creare un club di Elite, un gruppo di influenza informativa” della Russia sui paesi occidentali.

Per capire bene di cosa stiamo parlando bisogna fare un passo indietro.

 

Chi è Aleksandr Dugin?

Secondo l'inchiesta portata avanti da Report  (QUI IL VIDEOin questi anni Putin per le proprie attività, dalla Crimea al Donbass, ha cercato di trovare sponde anche tra i politici europei. Sono stati investiti oltre 240 milioni utilizzati per condizionare le politiche dei governi. Nel 2017 viene citata la sottoscrizione di Matteo Salvini dell'accordo che sancisce la collaborazione tra Russia Unita, partito di Putin, e la Lega.

 

Uno dei tessitori dei rapporti con il mondo europeo sarebbe stato proprio l'ideologo Aleksandr Dugin, da molti conosciuto come il fautore del cosiddetto “progetto euro – asiatico” che, in sintesi, consiste nell'unione di Europa e Asia sotto l'egemonia della Russia. Un progetto, questo, che va a contrapporsi a quello atlantista.

 

Oggi Dugin è un filosofo politico tra i più influenti in Russia dove nel corso degli anni ha stretto legami con le élite politiche, economiche e militari. Le sue teorie, secondo molti analisti, sarebbero di ispirazione per la politica di Vladimir Putin e dalle quali sarebbe stata teorizzata anche l'invasione dell'Ucraina.

 

La Dugin's List

Nel 2014 Aleksandr Dugin invia una mail a un suo collaboratore che viene intercettata da Anonimus e il suo contenuto svela il progetto del Cremlino, messo in atto nell'ultimo decennio: generare un sentimento filo-russo nei Paesi europei, minare dall'interno i valori fondanti dell'Europa, contrastare la gestione unipolare del mondo guidata dagli Stati Uniti.

 

L'obiettivo è quello di creare un gruppo di influenza informativa e non solo per la diffusione di questi valori e la loro penetrazione in Occidente. Un meccanismo, è stato spiegato da Report, di "soft power" che ha già permesso negli anni la creazione di rapporti di collaborazione con forze politiche europee di estrema destra e con esponenti del mondo politico e culturale.

I nomi che compaiono in questa lista provengono da diversi Paesi. Tra i tanti c'è quello di Claudio Mutti, editore di una rivista di geopolitica, il politologo Orazio Gnerre, il giornalista Massimo Fini, Tiberio Graziani e tra questi, appunto, anche Daniele Lazzeri, come co-direttore del Think Tank Vox Populi – Nordio di Gordio. Nomi, gran parte dei quali trattati dalla trasmissione d'inchiesta di Rai Tre, che tramite associazioni, istituti, fondazioni e tanto altro avrebbero in diversi casi cercato negli anni di promuovere gli interessi di Mosca in Europa.

 

Il Trentino e la lista di Dugin

Il collegamento che c'è tra l'ideologo di Putin e il Trentino sembra essere Daniele Lazzeri chairman del “Il Nodo di Gordio” e direttore dell'omonima rivista. E' stato confondatore e direttore scientifico del centro studi “Vox Populi”. Non sono mancati nel corso degli anni, tra gli eventi portati avanti, quelli con al centro Mosca. Fra gli ultimi, a metà marzo di quest'anno, l'appuntamento “Terza Guerra Mondiale. Sanzioni: Verso la Povertà” che prevedeva in scaletta relatori come l'assessore provinciale all'istruzione Mirko Bisesti, Pierino Caresia commissario della Comunità Alta Valsugana e Morgan Betti, assessore alla cultura del Comune di Pergine.

 

“Un paio di settimane fa sono stato contattato da Report e volevano venire proprio a Pergine per queste tematiche” ha spiegato Lazzeri a ilDolomiti non negando di conoscere Aleksandr Dugin. “Non negherei nemmeno sotto tortura di averlo intervistato – prosegue – ma è avvenuto nel 2014, quasi 8 anni fa. Forse per questo sono finito nella lista di Report. Dice cose interessanti, è un professore universitario”. Nelle domande fatte a Dugin da Lazzeri una riguarda proprio il significato di “Eurasia”. “Gli feci proprio una domanda specifica e lui mi rispose che l'Eurasia è la congiunzione tra il bosco e la steppa. E cioè tra il mondo della siberia russa e il bosco che appartiene al centro Europa, alla Germania. L'Italia è una macchia mediterranea. Da qui si capisce che l'Italia in questo centra ben poco”.

 

Alcuni dei nomi presenti nella Dugin's List sono persone conosciute da Lazzeri che però dice di non avere nulla a che fare con progetti in influenza russa in Italia. “ Il Nodo di Gordio ha un board con esponenti da Washington e da tante altre zone. Non ci sono mai stati finanziamenti o collaborazioni specifiche con la Russia”.

 

Nessun piano, secondo Lazzeri, di influenza russa nei confronti dell'Europa e sulla lista di Dugin spiega: “Quando sento parlare di liste, vengono in mente liste di proscrizione. Non mi piace essere associato a certe questioni”

 

Il Nodo di Gordio e la Guerra in Ucraina

Questa guerra era evitabile e questa è la nostra posizione” spiega a ilDolomiti Lazzeri chiarendo che il conflitto a cui stiamo assistendo non è partito il 24 febbraio di quest'anno ma da molto prima e la causa, sempre secondo Lazzeri, sarebbe legata all'espansionismo della Nato.

 

“Come ha detto l'ambasciatore Carlo Marsili in un nostro recente incontro – spiega – parte addirittura dalla caduta del muro di Berlino. Dalla riunificazione della Germania e dal fatto che si era detto di non proseguire con la Nato verso Oriente. Dall'inizio degli anni '90 abbiamo bisto la partecipazione della Polonia, dell'Ungheria, della Romania e poi tutti i Paesi baltici. Mezzo mondo dell'Est è stato accreditato come Paese Nato in opposizione al mondo Russo. Gli accordi erano diversi. Questo lo cominciano a dire anche esperti militari di Washington”.

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