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I ricercatori del Muse scoprono un nuovo minerale: la Fiemmeite

È dal 1815 che sulle Dolomiti non veniva riconosciuto un nuovo minerale. All’occhio è caratterizzata da minutissime lamelle di colore azzurro, è un minerale organico appartenente al gruppo degli ossalati

Pubblicato il - 09 novembre 2018 - 19:07

TRENTO. I ricercatori del Muse sono riusciti a scoprire un nuovo minerale: si tratta della Fiemmeite ed è stata rinvenuto in Val di Fiemme.

 

Un nuovo tesoro scientifico e il riconoscimento è di straordinaria rilevanza se si pensa che è da due secoli che - sulle Dolomiti - non avveniva la scoperta di una nuova specie di minerale.

 

“Fino a oggi, i minerali noti alla scienza sono poco più di 5.000 – spiega Paolo Ferretti del Muse - non molti se paragonati alle specie viventi, che sembrano essere alcuni milioni. Trovare una specie mineralogica nuova è un evento molto più raro, dunque, rispetto a scoprire un nuovo essere vivente. Ad aggiungere eccezionalità a questo ritrovamento, infatti, è il fatto che la fiemmeite proviene da un territorio, come quello dolomitico, in assoluto tra i più studiati al mondo. È dal 1815 che sulle Dolomiti non veniva riconosciuto un nuovo minerale”.

Il ritrovamento di nuovi minerali non può essere annoverato come una rarità assoluta – ogni anno in tutto il mondo vengono scoperti tra 100 e 200 nuove specie – ma è importante considerare che le Dolomiti sono oggetto dell’attenzione degli scienziati già dal ‘700. Era infatti il 1792 quando venne dedicata al geologo transalpino Deodat de Dolomieu la dolomite, minerale dal quale poi presero il nome le Dolomiti stesse. Ed è ben dal 1815, anno della scoperta della gehlenite presso il Lago delle Selle (Monti Monzoni, Val di Fassa), che sui cosiddetti “monti pallidi” non vengono ritrovati nuovi minerali, se si escludono quelli già noti ma ridefiniti in seguito a recenti revisioni sistematiche, quali pumpellyite-(Fe3+), cabasite-Ca e dachiardite-Na.

 

La scoperta e lo studio sono stati condotti dai ricercatori del Muse Paolo Ferretti e Ivano Rocchetti, assieme ai colleghi dell’Università di Milano Francesco Demartin e Italo Campostrini, grazie alla guida attenta di un appassionato cercatore di minerali del posto, Stefano Dallabona (Gruppo Mineralogico Fassa e Fiemme). L’ufficializzazione è avvenuta da parte della commissione dell’IMA (International Mineralogical Association) che presiede alla nomenclatura e alla classificazione di nuovi minerali (CNMNC).

 

Ma cos'è la Fiemmeite? All’occhio è caratterizzata da minutissime lamelle di colore azzurro, è un minerale organico appartenente al gruppo degli ossalati, in questo caso un ossalato di rame idrato con formula chimica Cu2(C2O4)(OH)2•2H2O che cristallizza nel sistema monoclino. È molto rara e i pochi campioni non sacrificati per le analisi necessarie a determinare la nuova specie sono depositati presso le collezioni del Muse e del Dipartimento di Chimica dell’Unimi. La fiemmeite si trova all’interno dei tronchi carbonificati che abbondano nella parte basale dell’Arenaria di Val Gardena, una formazione sedimentaria che si è originata in un ambiente fluviale circa 260 milioni di anni fa, nel Permiano superiore. Un intervallo stratigrafico, quello tra Permiano e Triassico, già nel mirino dei geologi del MUSE e dell’Università di Innsbruck, oggetto di un progetto di ricerca che ha portato a risultati di rilievo internazionale nel campo della paleontologia.

 

La scoperta della fiemmeite è il risultato più rilevante di un progetto di ricerca che vede impegnato da alcuni anni il Muse nello studio dei siti di interesse mineralogico e archeo-minerario del Trentino-Alto Adige. Analizzando i campioni raccolti presso la Miniera di San Lugano con il SEM-EDS in dotazione al Muse e con lo spettrometro Raman di un collaboratore immediatamente ci si è imbattuti in alcuni minerali con caratteristiche che non avevano riscontro con le specie mineralogiche fino ad allora conosciute.

 

Gli approfondimenti tramite analisi diffrattometriche condotte al Dipartimento di Chimica dell’Università di Milano da Francesco Demartin e Italo Campostrini hanno permesso di determinare la struttura di questi minerali, che si sono rivelati appartenere al gruppo degli ossalati. A San Lugano ne sono presenti tre, tutti ossalati di rame: la middlebackite (scoperta solo nel 2016 in Australia), la moolooite e la fiemmeite, una novità assoluta a livello mondiale che ha permesso agli scopritori di dedicare il nome della specie alla Val di Fiemme. Allo stato attuale la fiemmeite non si trova in nessun altra località al mondo e la Miniera di San Lugano è considerata la sua località tipo. Data la presenza di questi rari ossalati il giacimento di San Lugano costituisce una singolarità geologica a livello mondiale.

 

Lo studio di questa località è solamente la tappa iniziale di uno studio che si confida possa fornire preziose informazioni sugli ambienti del passato.

 

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