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Il sito di Pianaura ad Arco, recentemente imbrattato da ultras tedeschi, in un convegno internazionale sull'arte rupestre

Recentemente il sito è stato imbrattato da alcuni ultras tedeschi, ma l'importanza di questo spazio archeologico è di livello mondiale ed è oggetto di uno studio di Fabio Cavulli, tecnico di laboratorio del dipartimento di lettere e filosofia dell’Università di Trento, e dello studente Nicola Pedergnana

Di Arianna Stech (Liceo Prati) - 28 agosto 2018 - 20:57

TRENTO. Questa settimana al convegno internazionale di arte rupestre che si terrà in Valcamonica verrà presentato ufficialmente lo studio condotto da Fabio Cavulli, tecnico di laboratorio del dipartimento di lettere e filosofia dell’Università di Trento, e da un suo studente, Nicola Pedergnana, riguardante le incisioni rupestri italiane di cui fa parte il sito archeologico di Pianaura a Arco che è stato recentemente oggetto di vandalismo da parte di alcuni ultras tedeschi (Qui articolo).

 

Queste incisioni rappresentano a tutti gli effetti un patrimonio inestimabile non solo per la nostra comunità e per il nostro Paese, ma per tutta l’umanità: importanza che l’arte rupestre riveste è resa chiara dal ruolo che siti archeologici di questo tipo ricoprono nelle liste Unesco.

 

Infatti il sito di Pianaura è annoverato nel programma del congresso internazionale di arte rupestre dell’Unesco, evento di risonanza mondiale che riunisce studiosi e appassionati sotto l’insegna della ricerca e della conservazione di queste straordinarie opere.

 

Conservazione che in molti casi è messa a rischio dall’incuria umana e dal poco rispetto, sicuramente dovuto ad un a conoscenza insufficiente al corretto estimo del valore di certi patrimoni culturali, che risulta in mancanza di adeguata manutenzione, carenza di fondi o, nel peggiore dei casi, veri e propri atti di vandalismo.

 

La crescente noncuranza verso i beni culturali che impera persino nel nostro Paese (che invece sopra i beni culturali potrebbe viverci) ancora una volta viene riconfermata, come in questa occasione in cui dei teppisti hanno imbrattato le pareti secolari dove si trovano le incisioni senza però intaccarle, probabilmente poiché nemmeno erano a conoscenza dell’esistenza delle stesse e della rilevanza culturale del sito archeologico.

 

Quella che quasi si potrebbe definire una “sovrabbondanza” in Italia di siti storici, di patrimoni Unesco dell’Umanità e di inestimabili beni culturali non è una scusante che permetta di prestarvi meno attenzione o di lasciare che questi vengano deturpati o lasciati andare lentamente in rovina.

 

Citando direttamente un passo specifico del documento che ci è stato inviato, nella sua parte riguardante il sito interessato: “Il fine ultimo dello studio è l’interpretazione cronologica e funzionale delle incisioni rupestri come parte della lettura paesaggistica, dal punto di vista storico-archeologico, nella sua evoluzione e stratificazione nel corso dell’arco temporale causata dall’interazione fra fattori naturali e artificiali". 

 

Questo è ciò che lo studio in questione si propone, sperando che con la diffusione della conoscenza si diffonda anche un po’di coscienza civile in modo che casi come questi non si debbano più ripetere.

 

Ulteriore prova dell’importanza che il Bel Paese riveste nel campo dei siti di arte rupestre è la location scelta per tenere il congresso dalla Federazione internazionale delle organizzazioni di Arte rupestre (Ifrao), che raggruppa circa 63 istituzioni e oltre 65.000 affiliati: Darfo Boario Terme dal 29 agosto al 2 settembre dove saranno convogliate oltre 150 mila persone con un indotto economico di circa 1 milione di euro.

 

Al congresso verrà presentato lo studio condotto dai due ricercatori trentini che risolleverà l’importanza dei nostri siti archeologici e con l’informazione e la ricerca si combatterà l’ignoranza dilagante che rende possibile l’accadere di barbarie come l’atto di vandalismo perpetrato al sito di Pianaura.

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