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Un raro riflettore austroungarico ritrovato tra i ghiacci della Vedretta di Lares: ''Patrimonio della comunità non in vendita''

I primi ritrovamenti sono avvenuti nell'agosto del 2017. Nel corso dell'ultima estate l'opera completata da Sat, Muse, Soprintendenza e Forestale. I reperti in mostra all'ex Manifattura Tabacchi di Rovereto

Pubblicato il - 27 novembre 2018 - 17:21

TRENTO. Un raro riflettore portatile austroungarico è riemerso dai ghiacci della Vedretta di Lares. Un recupero eccezionale avvenuto durante le operazioni di sorveglianza estiva del 2018. Un ritrovamento raro, se non unico, a causa della fragilità, ma anche per il costo all'epoca di utilizzo.

 

L’antefatto risale all’agosto 2017, quando è stato posto sotto sequestro un cavalletto telescopico proveniente dalla Vedretta di Lares. La Forestale di Spiazzo è così riuscita a mettere in sicurezza un primo importante reperto che ha poi trovato completamento nelle successive scoperte.

 

Il 15 e 16 agosto di quest’anno, infatti, nel corso di rilievi e prospezioni effettuate dalla Sat e da Muse sulla Vedretta di Lares, è stato recuperato un accumulatore per riflettore da trincea, mentre il 30 agosto è stata rinvenuta da parte della squadra della Soprintendenza per i beni culturali del direttore Franco Nicolis e della Società alpinistica trentina la parabola del riflettore, purtroppo danneggiata al vetro e alla lampada.

 

Si è potuto quindi procedere alla ricomposizione del riflettore con il suo cavalletto, che si trovava in deposito al museo di Spiazzo Rendena, e al suo restauro conservativo.

 

Si tratta di “patrimonio della comunità non in vendita” ha sottolineato il soprintendente, Franco Marzatico, denunciando gli ancora troppo numerosi episodi di saccheggio, mentre Marco Gramola (Sat) e Christian Casarotto (esperto di glaciologia del Muse) hanno evidenziato la fruttuosa integrazione di saperi, storici e scientifici, che ha reso possibile il ritrovamento in un contesto di confronto.

 

Il faro rimarrà esposto fino al 30 dicembre all’interno della mostra “Cosa videro quegli occhi” a cura dello storico Diego Leoni. All'ex Manifattura Tabacchi di Rovereto sarà possibile vedere un accumulatore ricaricabile da 12 volt con sei batterie elettrolitiche al piombo collegate in serie, la parabola con punto luce Modello Busch e il treppiede telescopico con innesto regolabile.

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