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Coronavirus, Trentino tra i 4 territori con contagio da Fase-1? L'ex rettore: ''Restiamo nel riquadro rosso, ma qualcuno aggiorni i dati comunicati al ministero''

I dati della provincia di Trento sono già preoccupanti, spiega Bassi (e in ogni caso restiamo tra i quattro territori messi peggio), ma ci sono circa 200 contagi in più inseriti nel mese di aprile nei calcoli della Protezione civile. Ecco cosa può essere successo e perché qualcuno deve comunicare a Roma l'accaduto: ''Non vorrei che le ipotesi di sblocco del lockdown di cui stiamo discutendo venissero cassate da un algoritmo che usa (giustamente) i dati di cui dispone il Ministero della Salute''

Il grafico Gimbe con i dati della Protezione Civile e quello elaborato dall'ex rettore con i dati della Provincia
Pubblicato il - 01 maggio 2020 - 00:03

TRENTO. ''Forse bisognerebbe che qualcuno andasse al Ministero della Salute a spiegare cosa sia successo e provvedesse rapidamente a riallineare i dati nazionali con quelli locali. Non vorrei che le ipotesi di sblocco del lockdown di cui stiamo discutendo venissero cassate da un algoritmo che usa (giustamente) i dati di cui dispone il Ministero della Salute''. E' l'ex rettore dell'Università di Trento Davide Bassi, che ormai da varie settimane sta tenendo monitorato ogni dato e ogni curva che riguarda la crescita del contagio da coronavirus nel suo blog (QUI LINK), a spiegare che, ancora una volta, i conti non tornano.

 

Questa volta, però, a ''sbagliare'' (anche se il calcolo è giusto) sono le stime nazionali che rischiano di sovrastimare il ''pericolo Trentino'' per quanto la situazione attuale di crescita del contagio. E l'esempio è arrivato dall'analisi compiuta da Gimbe e ripresa dai principali quotidiani nazionali che inserisce la provincia di Trento nei 4 territori più critici d'Italia, tanto da essere considerati ancora da Fase-1 (anche se a livello di ordinanze Fugatti ha disposto libertà simili a quelle di territori vicini che sono prossimi a un contagio zero e si discute di Fase-2 molto più spinta rispetto a quella governativa). I dati, però, che sono stati comunicati alla protezione civile sono diversi da quelli che vengono comunicati in Trentino.

 

''Nel mese di aprile - spiega Bassi - sono stati comunicati al Ministero della Salute 200 nuovi casi in più rispetto a quelli comunicati a Trento e questo ha contribuito a ridurre un po' la differenza tra il numero complessivo dei contagiati "trentini" e quelli "nazionali"''. Già perché per buona parte dell'epidemia il Trentino, come è risaputo, non ha creduto nei tamponi (ci sono volti gli ordini dei medici e degli infermieri a far cambiare opinione alla Provincia) e segnava tra i ''positivi'' anche le persone che presentavano sintomi da Covid-19 che erano entrati in contatto con positivi da coronavirus accertati con il tampone.

 

A livello nazionale, però, venivano assimilati nelle statistiche solo i positivi con tampone quindi ogni giorno quando usciva la tabella della Protezione civile e in conferenza stampa Fugatti snocciolava i dati provinciali il numero di contagi rilevati non coincideva mai. Da fine marzo, piano-piano, il Trentino ha aumentato il numero di tamponi e oggi i numeri comunicati sono corretti anche se, probabilmente, quotidianamente alla Protezione civile ne vengono aggiunti alcuni per far tornare i conti rispetto alla prima fase. ''Viceversa - spiega Bassi - nel caso di Alto Adige e Veneto, i numeri sono uguali sia a livello locale che nazionale''.

 

La differenza che si è venuta a creare è riassunta in queste tabella e in questo grafico

 

  NazionaleTrento
Positivi al 31 marzo17462574
Positivi al 29 aprile40694697
    
Differenza23232123
Incremento %133%82%

 

 

 

''Il grafico - analizza ancora l'ex rettore - riporta l'andamento temporale della differenza tra il numero totale di "positivi" comunicati a Trento, rispetto al numero diffuso dalla Protezione Civile Nazionale. Il picco della differenza si raggiunge verso la fine del mese di marzo e durante il mese di aprile c'è un piccolo recupero''. 

 

I 200 ''casi'' in più arrivati alla Protezione civile in questo mese, però, chiaramente, fanno sovrastimare il calcolo dei nuovi contagi in Trentino e Bassi sottolinea che ''questo sistema di comunicazione dei dati ha fatto apparire, a livello nazionale, una situazione del Trentino più critica di quella reale (che comunque non è affatto rosea)''. Ed è così che ne è nato, per esempio, il grafico elaborato dalla Fondazione GIMBE:

 

''Come vedete il Trentino si trova in piena zona rossa - spiega ancora Bassi -. Se avessero usato i dati distribuiti a Trento saremmo ancora in zona rossa, ma vicini al bordo con la zona gialla, più o meno come la Lombardia. Forse bisognerebbe che qualcuno andasse al Ministero della Salute a spiegare cosa sia successo e provvedesse rapidamente a riallineare i dati nazionali con quelli locali. Non vorrei che le ipotesi di sblocco del lockdown di cui stiamo discutendo venissero cassate da un algoritmo che usa (giustamente) i dati di cui dispone il Ministero della Salute''.

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