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In memoria di Giulia Tita: Cassa Centrale Banca e UniTrento istituiscono una borsa di ricerca da 75mila euro

Giulia Tita, ex studentessa dell'Università di Trento e dipendente di Cassa Centrale Banca nell'ufficio negoziazioni, è scomparsa lo scorso Ferragosto. Oggi il ricordo in occasione della firma di una convenzione tra l'ateneo e la banca per creare una borsa di studio in sua memoria

Di Mattia Sartori - 22 dicembre 2020 - 12:46

TRENTO. Ferragosto 2020, Giulia Tita cade durante un’escursione a Cima delle Anime, in Val Passiria. La caduta di centocinquanta metri si rivela fatale per la ragazza nemmeno ventinovenne e a nulla servono i soccorsi, precipitatisi sul posto in seguito alla richiesta di aiuto (Qui articolo).

 

Giulia avrebbe compiuto ventinove anni a settembre, aveva conseguito la laurea in finanza aziendale presso l’Università di Trento e stava lavorando alla Cassa Centrale Banca nell’ufficio negoziazione. La sua scomparsa è stata uno shock per tutti i suoi cari, ma oggi, martedì 22 dicembre, il dolore di amici e familiari si trasforma in un gesto di speranza e fiducia verso i giovani studenti come lei.

 

Cassa Centrale Banca ha infatti deciso di istituire una borsa di ricerca in memoria di Giulia Tita. La donazione da 75mila euro verrà suddivisa in cinque borse di studio da 15mila euro e finanzierà ogni anno dal 2021 al 2025 l’attività di ricerca di uno studente interessato come lei alla finanza aziendale.

 

La convenzione tra Cassa Centrale e Università è stata firmata oggi presso il rettorato. Ad accogliere la delegazione della Banca il rettore Collini, che ha dichiarato: “In queste occasioni ci sentiamo divisi tra il dolore di ricordare chi non c’è più e la speranza che viene dal sapere di aiutare con i nostri gesti altri ragazzi e ragazze che come Giulia avevano passione per lo studio e voglia di fare bene per la comunità. Una donazione è un gesto importante per onorare e mantenere viva la memoria dei nostri cari e per sostenere concretamente il futuro dei giovani. Si continua a contribuire allo sviluppo della società, un po’ come avrebbe fatto chi è venuto a mancare”.

 

Sono seguiti anche i ricordi dei familiari e dei colleghi, che la ricordano tutti come una ragazza impegnata, solare e positiva. “Era una persona su cui potevi contare e della quale ti potevi fidare – racconta il fidanzato Michele Cimadom -. Questa borsa è un riconoscimento per come ha affrontato la vita, con impegno e serietà, ma anche con tanta solarità e personalità”. La madre, Diana Franceschi, ricorda: “Giulia ha sempre affrontato la vita, oltre che con gioia, con serietà, responsabilità e passione. Da quando era bambina la sua più grande preoccupazione era rivolta alle persone che amava. Si è sempre preoccupata che la sua famiglia potesse essere orgogliosa di lei. Per tutto quello che è stata, per tutto quello che ha fatto, sono sicura che se oggi mi potesse parlare la prima cosa che mi chiederebbe è “Mamma, sei orgogliosa di me?”. Questo era Giulia. Così la dobbiamo ricordare”.

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