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Fuori pericolo l'uva trentina, temperature elevate e tempesta non hanno compromesso i vigneti della Fondazione Mach

L'enologo: "Il caldo è stato sicuramente un po’ eccessivo mentre il maltempo ha colpito alcune aree anche con della grandine, ma in entrambi i casi i danni non sono stati gravi”

Di Margherita Girardi - 09 agosto 2017 - 18:51

TRENTO. L’uva è al sicuro. Caldo torrido e maltempo non sembrano aver creato danni ingenti ai vigneti della Fondazione Edmund Mach a San Michele all’Adige. La situazione è sotto controllo, servirà forse maggiore accortezza nella produzione, ma non ci sono segnali allarmanti.

 

“Il caldo è stato sicuramente un po’ eccessivo- spiega Enrico Paternoster, enologo e responsabile della cantina dell’azienda agricola - mentre il maltempo ha colpito alcune aree anche con della grandine, ma in entrambi i casi i danni non sono stati gravi”.

 

Questa è una fortuna, perché il caldo causa l’abbassamento dell’acido malico responsabile dell’acidità nello spumante e quindi di quella componente inconfondibile in questo particolare vino che è la freschezza: se questa venisse a mancare, si perderebbe una componente importante.

 

“In ogni caso è difficile parlare ora, quasi prematuro - continua Paternoster – si valuterà caso per caso come intervenire, ad esempio con una vendemmia tempestiva e molta attenzione alle varie fasi di produzione”. Non si vendemmierà però con eccessivo anticipo rispetto agli anni scorsi come il caldo delle ultime settimane potrebbe lasciar presagire. “Le ultime annate sono sempre state un po’ particolari rispetto ai tempi tradizionali, quindi non credo ci saranno grandi cambiamenti nella tempistica” conclude Paternoster.

 

In sostanza non sembrano esserci problemi che non possano essere risolti con la giusta attenzione. Nessuna preoccupazione dunque per gli appassionati, lo spumante è salvo.  

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