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Meut, a Sociologia per simulare il parlamento europeo: esperimento riuscito

Circa 100 studenti hanno discusso due proposte di legge del Parlamento Europeo, simulando un vero dibattito dividendosi fra Stati, Parlamento, Europarlamento e giornalisti. Marangoni: "Una giovane Europa che discute, comprende le criticità e cerca di trovare delle soluzioni. Insieme"

I partecipanti a Meut 2016
Di Giulia Castelli - 15 novembre 2016 - 12:30

TRENTO. L’Europa dei grandi ideali deve fare i conti ogni giorno con un strumento complesso, la democrazia, e con alcune procedure specifiche, nate per garantire il processo democratico e la partecipazione di tutti gli Stati al dibattito. I partecipanti a Meut - Model European Union Trento 2016 , svoltosi presso la facoltà di Sociologia dal 10 al 13 Novembre, hanno imparato soprattutto questo: la democrazia non è un sistema facile.

 

L'intento del "gioco di ruolo" nell'iniziativa organizzata da Meu Trento in collaborazione con il Centro Jean Monnet dell'Università di Trento e la Fondazione Trentina Alcide De Gasperi era quello di capire, vivere e sperimentare le istituzioni comunitarie, discutendo e votando il funzionamento degli organi di governo simulando una divisione fra Consiglio e Parlamento, nei ruoli di europarlamentareministro oppure in qualità di giornalista che deve relazionare sugli eventi.

 

Ciò che è emerso durante questi giorni di discussioni e confronto nel Parlamento e nel Consiglio di Meut 2016 è proprio la difficoltà di trovare un accordo e di conciliare gli interessi di tutti. Gli organizzatori della manifestazione hanno voluto concludere questa due giorni di simulazione con un momento informale, di confronto con i partecipanti, per capire cosa abbia lasciato questa iniziativa e quali riflessioni abbia suscitato negli studenti.

 

Dopo molti interventi entusiasti Daniela Di Pascale, europarlamentare della Germania durante questa simulazione, è intervenuta sottolineando le difficoltà tecniche che rendono complesso il lavoro quotidiano delle istituzioni : “So di aver fatto la parte dell’antipatica durante questa simulazione ma d'altronde è quello che ci si aspetta dalla Germania. Ci siamo divertiti molto facendo fantapolitica e fantaeconomia. Spero, però, che questa discussione abbia anche fatto capire a tutti partecipanti, non solo a coloro che studiano Giurisprudenza o Studi Internazionali e che hanno già familiarità con i meccanismi che regolano l’Unione Europea, cosa avviene effettivamente all’interno delle istituzioni europee. Noi vediamo solo quello che è scritto dai giornalisti e non ci rendiamo conto di determinate difficoltà tecniche. La democrazia è questa, quella che abbiamo avuto modo di sperimentare in questi giorni, e comporta che alcune persone all’interno degli organi centrali non siano tecnici, proprio come non lo eravamo noi. Penso questa sia una delle cose più importanti imparate durante questa esperienza”.

 

Questa simulazione ha permesso a molti studenti di mettersi in gioco, scoprendo una giovane Europa che sa prendersi le sue responsabilità e portare avanti le proprie idee. “Ho visto tante persone consapevoli, che compivano scelte in maniera responsabile, agendo nell’interesse del proprio Stato e senza pensare che questo fosse solo un gioco. Spesso si è entrati anche nei dettagli, cercando di approfondire ogni questione. Sempre, però, con un implicito e palpabile spirito di collaborazione e di rispetto per l’altra parte“ ha sottolineato Francesco Rossi, vicepresidente del Consiglio a Meut 2016.

 

Un simulazione che ha scaldato il cuore e la passione per l’Unione Europea di molti studenti dell’Università di Trento. Tra i partecipanti alla manifestazione c’è, ovviamente, chi si è esposto di più e chi, invece, ha difeso le proprie posizioni timidamente. Ad unire questi cento ragazzi, però, è la passione per la politica e il diritto europeo.

 

L’Unione Europea, nonostante il momento di grande difficoltà, esercita ancora molto fascino sui giovani che credono ancora nelle sue potenzialità, nonostante le incongruenze di un sistema europeo che deve per forza cambiare per sopravvivere. “Credo che la nostra generazione abbia uno spirito europeo più forte rispetto alle precedenti. A dispetto degli ultimi avvenimenti, come la Brexit, credo che sapremo andare oltre e trovare la forza di cambiare “ spiega Carlo Alberto Pulejo, europarlamentare di Malta.

 

Lo sforzo del team organizzatore di Meut, composto esclusivamente da studenti universitari, è quello di avvicinare i giovani all’Europa, rendendoli protagonisti e capaci di comprendere i punti di forza e le criticità della democrazia europea. E con questo auspicio Tommaso Marangoni, coordinatore di Meut 2016, ha salutato i partecipanti:” Siamo molto soddisfatti. Tutti, organizzatori e partecipanti, ci siamo impegnati molto. E’ per me una grande gioia ricevere dei feedback così positivi. Siamo felici di aver proposto un’esperienza stimolante sotto diversi punti di vista. I Model European Union sono organizzati in tutta Europa. Per molti questa era la prima volta, l'invito è quello di continuare a partecipare a queste simulazioni per creare una giovane Europa che discute, comprende le criticità e cerca di trovare delle soluzioni. Insieme“.

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