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Festival dell'Economia, la guida de Il Dolomiti tra l'intervista alla vice ministra Castelli e alcune curiosità, ma anche le recensioni del Nereo

E' partito il Festival dell’Economia. La città di Trento si colora di arancione, ma anche di iniziative. Il tema della quattordicesima edizione è “Globalizzazione, nazionalismo e rappresentanza”. E poi le recensioni del grande giornalista Nereo Pederzolli ha recensito due ristoranti: Scrigno del Duomo e Al Tino
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Pubblicato il - 30 maggio 2019 - 20:03

TRENTO. E' partito il Festival dell’Economia. La città di Trento si colora di arancione per quattro giorni con oltre sessanta conferenze con economisti e studiosi di fama internazionale, che si confronteranno sul tema “Globalizzazione, nazionalismo e rappresentanza”. E poi le recensioni del grande giornalista Nereo Pederzolli ha recensito due ristoranti uno gourmet (Scrigno del Duomo) e uno più casalingo (Al Tino).

 

Ma il vero protagonista, da quattordici anni a questa parte, è lo scoiattolo arancione. Negli ultimi anni in molti paesi occidentali si è assistito all’affermazione di culture politiche che contrappongono il popolo all’elite e che invocano il protezionismo e il ripristino della sovranità nazionale. L’ideologia è relativamente semplice: c’è un popolo inteso come un blocco omogeneo cui si contrappone un’elite altrettanto omogenea nell’essere corrotta e lontana dai problemi dei cittadini.

 

 

In mezzo a queste due entità non c’è spazio per corpi intermedi, come associazioni della società civile, organismi tecnici, autorità indipendenti, sindacati istituzioni proprie del sistema di checks and balances delle democrazie occidentali consolidate. La rappresentanza del popolo risponde a principi di democrazia diretta, in nome della quale si sottopongono molte decisioni a referendum. Prevale a tutti i livelli il principio maggioritario a detrimento delle minoranze. Sul piano internazionale si propugna l’abbandono del multilateralismo in nome del bilateralismo, ritenendo inutili o dannose le istituzioni sovranazionali istituite dopo la Seconda Guerra mondiale.

 

Cosa spiega questi sviluppi che modificano radicalmente le tradizionali divisioni fra destra e sinistra, gli assi del conflitto politico e che hanno già messo in crisi le socialdemocrazie europee? Come cambiano, se cambiano, le politiche economiche in questo nuovo quadro d’insieme? Spesso le ricette sovraniste si scontrano con le necessità di bilancio, con la realtà dei mercati, coi trattati internazionali. Come fanno i governi sovranisti a risolvere questi nodi? Quali paradigmi economici vengono messi in discussione?  Quali le possibili alternative?

 

A rispondere economisti, scienziati politici, storici e studiosi di varie discipline rifletteranno insieme a operatori e rappresentanti politici e istituzionali su queste interazioni fra conflitto politico e conflitto economico, come sempre guardando oltre il caso italiano per porre l’attenzione sui cambiamenti rilevanti nella politica economica americana e sulle incertezze dell'unificazione economica e politica europea.

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