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“Strike! Storie di giovani che cambiano le cose”, ecco i vincitori del bando

Mille euro ai vincitori che dovranno usare l'assegno per svolgere un progetto che abbia ricadute sui giovani del territorio

Pubblicato il - 22 ottobre 2016 - 13:24

ROVERETO. Eccoli i vincitori: Martina Dei Cas, con un progetto di scolarizzazione di un villaggio rurale del Nicaragua, Andrea Morandi, ex geometra, con Ortociclo che avvicina contadini e consumatori, e Gianluigi Rosa, campione azzurro di ice sledge hockey alle paralimpiadi.

 

La giuria ha assegnato a ciascuno di loro il premio da 1.000 euro del bando “Strike! Storie di giovani che cambiano le cose” promosso dall'assessorato alle Politiche giovanili, dall’Agenzia provinciale per la famiglia, dalla Fondazione Demarchi e da Trentino Social Tank. Con questi soldi dovranno "svolgere un progetto che abbia ricadute sui giovani del territorio". Il pubblico ha invece votato un'ulteriore storia, alla quale è stato assegnato un premio di 500 euro, quella di Vittoria Demare, con l'associazione Carpe Diem che gestisce due centri per bambini a Canova e Spini di Gardolo.

 

Il concorso aveva l'obiettivo di selezionare dieci storie raccontate da giovani under 35. Oltre 300 le associazioni coinvolte nel concorso e 39 le candidature presentate, fra queste sono state selezionate dieci storie che potevano ispirare, contaminare e motivare i giovani a immaginare, progettare e attivarsi per conquistare il proprio futuro. A questi dieci migliori “Strike!” è stata data la possibilità, nei giorni scorsi, di svolgere un laboratorio di una giornata sullo storytelling assieme a Flavio Nuccitelli e Mattia Venturi della scuola Holden di Torino.

 

Questi i 10 progetti selezionati e presentati ieri sera allo Smart Lab di Rovereto:

 

Martina Dei Cas - alense, a 19 anni, dopo un viaggio nel Nicaragua rurale nel 2011, decide di raccontare la sua esperienza in un libro, "Cacao Amaro". Successivamente, con i diritti d'autore da vita al progetto "Un libro per una biblioteca", che fornisce materiali didattici ai bambini e ai ragazzi di Waslala, affinché possano continuare a studiare e a lottare per realizzare i loro sogni. Martina torna in Nicaragua nel 2013 e da lì nasce il suo secondo romanzo "Il quaderno del destino" (2015), con il quale continua il progetto. 

 

Andrea Morandi - Andrea non si ritrova più nel suo lavoro di geometra, e la carenza di commesse lo spinge a cambiare completamente strada. Nasce così il progetto Ortociclo, che avvicina contadini produttori e consumatori; si basa su un sito Internet ma soprattutto sul metodo di consegna. Andrea inventa la bicicletta “Ortociclo”, costruita per lui da degli artigiani. Con la bici-cargo a pedalata assistita Andrea Morandi consegna porta a porta i prodotti dell'agricoltura locale, a Brescia e dintorni.

 

Gianluigi Rosa - Gianluigi, di Lavis, a 17 anni, perde una gamba in seguito a un incidente. Inizia una seconda vita, prima in carrozzina e poi con una protesi. All'inizio non è facile, ma capisce che la sua condizione non è necessariamente un limite. Lo sport, in particolare lo sledge hockey (una variante dell’hockey su ghiaccio) gli offre una nuova opportunità di esprimersi. E si scopre un campione. Viene convocato in nazionale, partecipa alle paralimpiadi di Vancouver, vince nel 2011 l'Europeo, poi quelle di Sochi, e ancora agli europei, dove con l'Italia torna a casa con la medaglia d'argento.

 

Klaus Broz – violoncellista roveretano è ideatore, fondatore e direttore artistico del festival “Progetto Opera Rovereto”, nato nel 2011 per avvicinare i giovani alla lirica e alla musica classica. Una manifestazione organizzata esclusivamente da giovani, che in 4 anni cresce e dalla messa in scena del Rigoletto della prima edizione arriva alla creazione di un evento di 4 giorni che lo scorso anno ha portato 1200 persone a Rovereto.

 

Serena Costa – Laureata in psicologia non riesce a trovare lavoro e decide di reagire. Apre il blog “Connettiti alla psicologia” per rendere accessibile la psicologia ai genitori, col quale ottiene sempre maggiori riconoscimenti e dopo un anno arrivano i primi clienti. Ora ha uno studio tutto suo dove svolge consulenze legate all'infanzia, effettua incontri per bambini e genitori e appare su diverse riviste di settore.

 

Massimo Dante - di Avio, all'istituto d'arte disegnava continuamente caschi decorati. Gli costava un po' di note sul registro e qualche voto basso, ma era la sua passione, combinata con le corse coi kart. Comincia a dipingere i caschi nel garage di casa. Massimo trova lavoro da grafico, ma manca qualcosa. Dopo una prima esperienza professionale da dipendente, decide di fare il grande passo e si mette in proprio seguendo la sua passione: personalizzare caschi per piloti di go-kart e Formula. Apre così a Rovereto “Mad56”, con clienti da 26 diverse nazioni.

 

Vittoria Demare – Residente a Canova di Gardolo, dopo un esperienza nell’animazione parrocchiale, si accorge che nel quartiere mancava un centro giovanile che accogliesse anche i tanti ragazzi di origine straniera. Nel 2003 a 19 anni fonda assieme a un gruppo di amici l’associazione “Carpe Diem” con la quale gestisce un centro per bambini rispondendo alle esigenze dei nuovi residenti. Unica rimasta del gruppo fondatore del sodalizio, ora gestisce due centri per bambini a Canova e Spini di Gardolo e nel 2015 ha inaugurato il Forno Sociale di Gardolo.

 

Giacomo Gardumi - Giacomo ha scritto e cantato il suo inno “Mi resto en Bondon”, che in breve tempo diventa virale. È l'inizio dell'impegno di Giacomo anche a livello sociale; dopo il primo successo, compone e interpreta altre canzoni impegnate, per la campagna a favore dell'uso dei mezzi pubblici, contro la ludopatia e altro ancora.

 

Federico Modica - Fiemmese, si avvicina alla fotografia all'età di 17 anni grazie all'incontro con un fotografo professionista della rivista Vogue. Le sue capacità eclettiche lo portano a spaziare in ogni campo della fotografia. Tra il 2010 e il 2015 ottiene diversi riconoscimenti internazionali, apre uno studio personale di fotografia e documenta una spedizione tra gli iceberg in Groenlandia che ottiene un grande successo.

 

Ilaria Pernigotti - 25 anni, originaria di Vicenza e da sempre appassionata di teatro, nel 2009 si iscrive al liceo delle scienze umane a indirizzo spettacolo, teatro, animazione di Belluno e a 19 anni, appena diplomata inizia subito a insegnare nell'istituto. Nel dicembre 2012 fonda l’associazione “Una montagna di teatro” con la quale promuove il territorio provinciale di Belluno. Ora si occupa di organizzare eventi anche teatrali con l’obiettivo, nel lungo periodo, di sviluppare il turismo culturale nel bellunese.

 

 

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