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Il welfare del futuro passa dalla cooperazione sociale

Quello della cooperazione sociale è un sistema solido di imprese (160 milioni di euro di fatturato nel 2016) che offre servizi a 18.000 persone e dà lavoro a 2.600 dipendenti cui si aggiungono 1.800 persone svantaggiate e deboli

Pubblicato il - 11 novembre 2017 - 09:17

TRENTO. "Ridefinire i servizi realmente sociali; regolamentare meglio il mercato del lavoro nel settore; costruire le condizioni per un ruolo attivo delle persone e reti sociali. No alla logica degli appalti al massimo ribasso".

 

La presidente di Consolida Serenella Cipriani sintetizza così le conclusioni di "Impresa al cubo", la settimana organizzata con le 52 cooperative associate e con il patrocinio della Federazione e del Tavolo dell’economia solidale

 

"Per continuare a garantire in Trentino un alto livello di coesione sociale e di benessere economico e culturale collettivo occorre superare i vincoli di norme e impostazioni datate e trovare nuove strade".

Il presidente Ugo Rossi, intervenuto nel corso del pomeriggio di ieri, ha sottolineato la grande importanza del sistema delle imprese sociali in Trentino, sia per le risposte che sono in grado di dare ai molteplici bisogni della comunità, sia anche per il loro essere imprese.

 

"La sfida del futuro si chiama welfare generativo - ha detto Rossi - e la Provincia la accompagnerà concretamente, fin da alcune scelte contenute nella nuova legge di Bilancio, che incoraggia la creazione di start up, anche con concreti sostegni economici".

 

Fra le scelte strategiche elencate da Rossi, la proroga fino al 2020 delle convenzioni, per consentire una ridefinizione del sistema di accreditamento ed evitare derive del massimo ribasso, ed un sì convinto alla co-progettazione.

 

Quello della cooperazione sociale è un sistema solido di imprese (160 milioni di euro di fatturato nel 2016) che offre servizi a 18.000 persone e dà lavoro a 2.600 dipendenti cui si aggiungono 1.800 persone svantaggiate e deboli.

 

Al convegno conclusivo della settimana dedicata alla cooperazione sociale, la presidente di Consolida Cipriani ha rilanciato il ruolo della cooperazione sociale nel “nuovo” welfare, chiedendo alla politica un atto di coraggio.

 

"Abbiamo avviato un processo di ridefinizione del nostro ruolo, innovando strumenti e servizi, oggi chiediamo anche alla politica un atto di coraggio come quelli che hanno sostenuto l'autonomia e che hanno reso il nostro territorio buon esempio per altri".

 

"Troppo spesso il sociale - ha spiegato la presidente - è usato come un'etichetta con cui lavarsi la coscienza o per acquistare reputazione. Noi non siamo interessati a questo. Crediamo si debbano evitare opportunismi individuando precisamente quali sono i servizi sociali e su questa base ridefinire le relazioni tra pubblico e privato".

 

Al convegno anche il presidente della Cooperazione Mauro Fezzi che ha richiamato all’unità del movimento e alla fiducia come elementi per far emergere l’energia e la capacità innovativa, superando le contrapposizioni.

 

“Come cooperazione chiediamo di avere un ruolo maggiore nel segmento che va dall’emergere di un bisogno all’intervento pubblico”. Il presidente ha poi fatto riferimento alla modifica dello Statuto della Federazione che riserva alla cooperazione sociale un ruolo importante

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