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Un giornata di ghiaccio e oggi c'è più neve a Trento che in cima al Calisio, l'esperto ci spiega perché

La perturbazione arrivata in Trentino tra domenica 10 e lunedì 11 dicembre è un evento molto raro. Temperature più alte in montagna rispetto al fondovalle e aumenti in quota tra i 10 e 16 gradi

Di Luca Andreazza - 15 dicembre 2017 - 06:50

TRENTO. Il maltempo che si è scagliato sul Trentino tra domenica 10 e lunedì 11 dicembre scorso oltre a provocare diversi danni in provincia tra smottamenti, allagamenti e infiltrazioni, si configura anche come un evento molto raro

 

"I giorni precedenti alla perturbazione - spiega Giampaolo Rizzonelli, presidente di Meteo Triveneto - sono stati caratterizzati da temperature molto basse, inferiori alla media a tutte le quote".

 

A questo si aggiunge che domenica 10 dicembre in gran parte della Provincia, compreso Trento, le temperature non sono mai salite sopra gli zero gradi nell'arco delle ventiquattro ore. Una giornata che in gergo viene definita di 'ghiaccio'. Nel capoluogo, in particolare, la minima e la massima sono state rispettivamente di -6,8°C e -0,3°C.

 

"Con l’arrivo della perturbazione - dice Rizzonelli - le correnti in quota hanno iniziato a disporsi da ovest, cariche di umidità e anche di calore. In montagna ha iniziato a spirare il libeccio, le temperature hanno iniziato inesorabilmente a salire prima in montagna e poi anche nei fondovalle, ma la Val d’Adige ha tenuto molto bene grazie ad un consistente cuscino di aria fredda".

 

E come evidenziano i dati registrati tra la mezzanotte e del 10 dicembre e le ventiquattro dell'11 dicembre, le temperature sono aumentate in modo repentino e più marcato soprattutto nelle stazioni di montagna: si va dal +10,1°C di Levico Terme ai +13,9°C di Cima Presena, mentre alle Viote si è passato da -11,7°C a +4,2°C, cioè un aumento di 16°C.

(Elaborazioni di Giampaolo Rizzonelli con dati delle proprie stazioni meteo di Levico Terme e Compet e con stazioni meteo della Provincia di Trento – Meteotrentino per le stazioni di Trento, Viote, Passo del Manghen, Paganella e Cima Presena)

"Se invece - aggiunge il presidente di Meteo Triveneto - si considerano i valori minimi registrati il 10 dicembre confrontati con quelli massimi rilevati l’11 dicembre, in molte stazioni le variazioni sono ancora più marcate".

 

Viote sempre in testa con +16,6°C, seguita da +13,9°C di Cima Presena e la tripletta Compet, Levico Terme e Paganella a +13,5°C.

(Elaborazioni di Giampaolo Rizzonelli con dati delle proprie stazioni meteo di Levico Terme e Compet e con stazioni meteo della Provincia di Trento – Meteotrentino per le stazioni di Trento, Viote, Passo del Manghen, Paganella e Cima Presena)

Da questo grafico si evince come a partire dalla mattinata dell’11 dicembre la temperatura alle Viote del Monte Bondone sia sempre stata superiore (fino a quasi 4°C) rispetto a Trento.

 

(Elaborazioni di Giampaolo Rizzonelli con dati delle proprie stazioni meteo di Levico Terme e Compet e con stazioni meteo della Provincia di Trento – Meteotrentino per le stazioni di Trento, Viote, Passo del Manghen, Paganella e Cima Presena)

Qui invece si evidenzia il riscaldamento subito dall’aria in Valsugana rispetto alla Val d’Adige nella seconda parte del pomeriggio di lunedì 11 (+0,5°C a Trento  +7,1°C a Levico).

(Elaborazioni di Giampaolo Rizzonelli con dati delle proprie stazioni meteo di Levico Terme e Compet e con stazioni meteo della Provincia di Trento – Meteotrentino per le stazioni di Trento, Viote, Passo del Manghen, Paganella e Cima Presena)

Da questo grafico si può notare come a partire dalla mattinata dell’11 dicembre la temperatura a Cima Paganella era di poco inferiore a quella in città.

 

(Elaborazioni di Giampaolo Rizzonelli con dati delle proprie stazioni meteo di Levico Terme e Compet e con stazioni meteo della Provincia di Trento – Meteotrentino per le stazioni di Trento, Viote, Passo del Manghen, Paganella e Cima Presena)

 

In pratica in montagna a quote comprese tra i 1.400 e i 1.500 metri la temperatura già prima dell’alba era positiva, mentre in fondovalle le temperature erano ancora intorno ai -2°C. Questo spiega perché al risveglio molti trentini abbiano guardato il termometro e si siano stupiti di veder piovere con -2°C.

 

In quota la neve si trasformava in acqua e scendendo verso il basso andava ad incontrare aria più fredda e si ricongelava sia in aria o in contatto con in terreno o la neve (gelicidio/pioggia congelantesi).

(Elaborazioni di Giampaolo Rizzonelli con dati delle proprie stazioni meteo di Levico Terme e Compet e con stazioni meteo della Provincia di Trento – Meteotrentino per le stazioni di Trento, Viote, Passo del Manghen, Paganella e Cima Presena)

"La sorpresa - prosegue l'esperto - in Valsugana e non solo nella mattina di martedì scorso è stata forte, in pratica la neve caduta è stata sciolta in una notte"

 

Perché? "La colpa è ovviamente della pioggia e delle temperature elevate - conclude Rizzonelli - ma a Trento la neve ha resistito di più e ancora oggi il fondovalle è innevato perché nel capoluogo nella giornata di lunedì e nella notte di martedì è piovuto con temperature anche di 6°C inferiori a quelle registrate a Levico Terme. Nella cittadina termale a mezzanotte di lunedì pioveva con +7,1°C, a Trento con +0,5°C e alle Viote con +4,2°C".

 

Questo spiega perché in montagna la neve si è sciolta di più che non nel fondovalle della Val d’Adige, mentre a Levico si è passati da 24 centimetri a 0 centimetri ancora al suolo in poco tempo.

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