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A cinque anni dalla scomparsa di Margherita Hack: ''Scelse il Trentino per condurre tante battaglie sui diritti civili''

Sono appunto già passati cinque anni dalla sua morte e di certo non mi accontento di osservarla in cielo, mi manca il suo costante impegno nella difesa e promozione dei diritti civili oltre alla divulgazione scientifica

Di Alessandro Giacomini - Fiduciario testamentale di Margherita Hack - 29 giugno 2018 - 16:04

TRENTO. Avendo apprezzato l’ironia e la squisita simpatia di Margherita Hack non me ne vorrà se, parafrasando la famosa metafora della teiera celeste di Bertrand Russell, sarebbe visibile proprio con uno dei suoi potenti telescopi che usava per scrutare il ciel , sarebbe quindi possibile avvistarla a cinque anni luce di distanza.

 

Perché, come la famosa asserzione di Russell, nessuno potrebbe contraddirmi purché avessi la cura di aggiungere che la cara Margherita Hack è troppo piccola per essere rivelata persino dal più potente dei nostri telescopi.

 

Sono appunto già passati cinque anni dalla sua morte e di certo non mi accontento di osservarla in cielo, mi manca il suo costante impegno nella difesa e promozione dei diritti civili oltre alla divulgazione scientifica, che proprio assieme, termine improprio, stavamo collaborando alla stesura di una nuova pubblicazione libraria sui musei della scienza internazionali, tra questi c’era il Muse di Trento che avrebbe dovuto inaugurare il mese successivo alla sua morte.

 

Apprezzava del museo della scienza di Trento (già sua ospite in anni precedenti), oltre agli otto dipartimenti di ricerca, il direttore e i suoi collaboratori per l’assoluta indipendenza da intromissioni politiche e fondamentaliste in ogni campo.

 

Presumo pure che la stima fosse reciproca, in quanto lo stesso museo avrebbe, il giorno stesso dell’inagurazione, reso ufficiale la presidenza onoraria a Margherita Hack.

 

Di "Margherita la trentina" vanno ricordati i suoi innumerevoli viaggi su tutto il territorio provinciale, nell'anno della sua dipartita si era mossa, dalla bellissima casa arroccata sulle colline di Trieste, solo per essere presente agli appuntamenti trentini.

 

Difficile dimenticare le battaglie nella nostra terra per le discriminazioni sessuali, firmò la petizione popolare per una legge contro l'omofobia, spese ogni suo respiro per la legge pilota al cosiddetto testamento biologico, che volle rendere pubblico proprio in Trentino a Pinzolo davanti ad una folla inverosimile.

 

Scelse sempre la nostra regione per festeggiare i suoi 90 anni, presso le Terme di Comano.

 

Fu proprio li che ci invitò la presidenza della Repubblica a pranzo, per il giorno successivo, con il presidente Giorgio Napolitano.

 

Margherita però, anche in quella occasione preferì rimanere in Trentino.

 

Rimane di lei la sua profonda tolleranza anche quando la sua laicità era stata oggetto di forti polemiche e gravi censure proprio nel suo amato Trentino, a Mezzolombardo.

 

"Ogni fede ciascuno deve coltivarla e tenerla per sé, senza mai imporla", quale migliore eredità.

 

Grazie di tutto cara dolce "Marga".

 

di Alessandro Giacomini - Fiduciario testamentale di Margherita Hack

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