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Centro sanitario di Mezzolombardo, l'Apss annuncia l'apertura, ma la Cisl attacca: ''Guardie mediche operative già da un mese''

A regime l'edificio dispone di 12 mila metri quadri disposti su quattro piano fuori terra e due interrati. Nicola Paoli della Cisl medici: "Se solo giovedì 18 ottobre è stato firmato il verbale di consegna anticipata della struttura ci si domanda sotto quale voce erano adibiti i medici di continuità assistenziale che lavorano comunque al piano terra da oltre trenta giorni"

 

Di Luca Andreazza - 19 ottobre 2018 - 21:09

MEZZOLOMBARDO. "Le guardie mediche sono già in attività da oltre un mese", queste le parole di Nicola Paoli, segretario generale Cisl medici del Trentino, che aggiunge: "Se solo giovedì 18 ottobre è stato firmato il verbale di consegna anticipata della struttura ci si domanda sotto quale voce erano adibiti i medici di continuità assistenziale che lavorano comunque al piano terra da oltre trenta giorni".

 

Questa la riposta del sindacato alla comunicazione dell'Azienda provinciale per i servizi sanitari del Centro sanitario San Giovanni di Mezzolombardo, mentre da martedì 23 ottobre sono in previsione i primi traslochi di ambulatori e uffici con il contestuale completamento degli allestimenti necessari all'attivazione di tutte le funzioni sanitarie previste.

 

"Dobbiamo quindi immaginare - prosegue Paoli - che  non non c'erano le autorizzazioni Scia e 81/2008 per la tutela sul posto di lavoro dei professionisti e di questo riteniamo responsabile il direttore generale".

 

A regime l'edificio dispone di 12 mila metri quadri disposti su quattro piano fuori terra e due interrati.

 

"Questi spazi - aggiunge il segretario della Cisl - a disposizione dei medici di famiglia per la Aft della Rotaliana sono solo 3-4 studioli a fronte di 23 medici di medicina generale e quattro medici di continuità assistenziale che dovrebbero turnare ventiquattro ore su ventiquattro. Presumiamo questo, dal momento che sono già state fatte due riunioni con i medici di base della Rotaliana, escludendo non a norma di contratto i medici di medicina generale di Lavis che hanno gli stessi diritti di quelli dell’Altipiano della Paganella, senza far vedere neppure la sala d’attesa o le scale, con il pretesto che l’abitabilità c’era solo per il piano terra delle guardie mediche e non per gli ambulatori dei medici".

 

Il programma è serrato per portare l'edificio alla piena funzionalità. Al termine dei trasferimenti, presumibilmente entro metà novembre, spazio alle attività volte a dare risposta ai bisogni dei pazienti a livello territoriale e provinciale. Nelle intenzioni il San Giovanni è una struttura polivalente e funzionale in grado di fornire l’insieme delle cure primarie, garantire continuità assistenziale e attività di prevenzione e riabilitazione con spazi adeguati anche per ospitare i medici di medicina generale.

 

Il 23 ottobre trovano collocazione definitiva al piano terra dell’edificio l’ambulatorio della continuità assistenziale (ex guardia medica) e quello infermieristico, mentre al piano vengono trasferiti gli ambulatori delle cure domiciliari, dell’Unità valutativa multidisciplinare e del punto unico di accesso (Uvm-Pua).

 
I step successivi sono tra giovedì 25 e venerdì 26 ottobre (spostamento del consultorio dalla attuale collocazione di via Damiano Chiesa), quindi i giorni successivi sono dedicati al trasferimento degli uffici amministrativi – prestazioni, anagrafe, assistenza protesica e scelte mediche – e della postazione locale di Trentino emergenza.

Nel pomeriggio del 30 ottobre inizino le attività propedeutiche al trasferimento del punto prelievi e delle casse, la cui operatività è sospesa durante la giornata di mercoledì 31 ottobre. Per i pagamenti delle prestazioni ambulatoriali è comunque disponibile, nell’attuale Poliambulatorio (palazzina nord), la cassa automatica. I prelievi del sangue e l’operatività delle casse riprendono nei nuovi locali al piano terra il 2 novembre.

Il crono-programma prevede a novembre il trasferimento di ulteriori servizi assistenziali come l’Hospice dell’Apss che, dal presidio sanitario Villa Igea di Trento, quindi via libera agli altri servizi sanitari quali ambulatori specialistici, igiene pubblica, fisioterapia e Centro salute mentale. Al terzo piano vengono inoltre allestiti 12 posti letto per cure intermedie, assoluta novità per l’area della Rotaliana.

 

Insomma, l'avanzamento dei lavori è prestabilito, ma la Cisl, come anticipato, mette in luce il Centro è operativo da circa un mese.

 

"Nella speranza - conclude Paoli - che il giorno prima dell’apertura prevista per martedì 23 ottobre, come è accaduto alcuni mesi fa a Trento, l’assessore non senta l’impellente bisogno di inaugurare l’Aft della medicina generale di Mezzolombardo senza i medici. Sottolineiamo anche che a oggi è pervenuta all’Apss solo una richiesta di ambulatorio secondario per un medico di base dentro tale struttura, ma l’Azienda non ha ancora dato alcuna risposta in merito alla disponibilità di nessuna delle tre stanze. Ricordiamo poi che in base alla delibera provinciale sulle strutture intermedie, nelle stesse non possono lavorare i medici di medicina generale in quanto non contrattualizzati per tale attività: in caso contrario non sono coperti da alcun tipo di assicurazione per danni derivanti a terzi".

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