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Copertina troppo provocante su una rivista di chimica: i ricercatori (tra cui un roveretano) protestano e la direttrice si scusa

Per i firmatari dell'appello allo European Journal of Organic Chemistry la copertina dà "una rappresentazione inadeguata delle donna". In un periodo in cui le donne faticano ad affermarsi in un ambiente dominato da scienziati maschi, la direttrice si scusa per l'immagine "indifendibile" e promette una sostituzione 

Di Cinzia Patruno - 02 agosto 2018 - 20:55

CHICAGO. Si pensa che la scienza si tenga alla larga da certi scivoloni, ma non è sempre così. Capita che riviste scientifiche altamente specializzate, scritte e lette da professionisti del settore, cerchino di 'comprare qualche consenso' sbattendo corpi femminili in copertina. Caricature, per carità, ma pur sempre di corpi femminili si tratta.

 

Forse noi italiani non ci scandalizzeremmo eccessivamente per il disegno di una donna dalle forme provocanti come quella apparsa sulla copertina dello European Journal of Organic Chemistry (rivista europea di chimica organica con sede in Germania). Il motivo è che siamo abituati a vedere ben di peggio. Ma membri della comunità scientifica europea e statunitense non l'hanno affatto gradita e si sono mobilitati.

Anzitutto, se paragoniamo quella dell'ultimo numero alle copertine pubblicate finora, la differenza si vede eccome. Se solitamente appaiono formule chimiche davvero poco allettanti e molto ostiche per il pubblico medio, l'ultimo numero si fa decisamente più ammiccante. La donna fumetto, intenta a scagliare delle formule chimiche in un'ambientazione fantasy, indossa un top ridotto a brandelli attraverso il quale si intravede il reggiseno.

 

A denunciare la poca attinenza della copertina con le finalità della rivista un gruppo di ricercatori, uomini e donne, provenienti da varie parti del mondo. Tra loro anche Cristian Pezzato, trentenne roveretano ricercatore alla Northwestern University di Chicago, che con altri nove colleghi ha voluto puntualizzare la condotta del giornale. "Se l'intento della copertina è quello di riferirsi al mondo magico, perché usare un'immagine femminile provocante anziché degli elementi alternativi?".

 

Il gruppo di studiosi fa riferimento al movimento sviluppatosi recentemente negli Stati Uniti, in seguito alla denuncia di moltissime donne di molestie sessuali ad Hollywood. "Attualmente, stiamo vivendo uno dei più grandi sconvolgimenti del nostro tempo dopo il movimento #MeToo, che ha permesso alle donne in molte arene tra cui la scienza di essere finalmente in grado di parlare di molestie sessuali e misoginia. In questo contesto è inconcepibile che un prodotto editoriale scientifico possa utilizzare una rappresentazione così inadeguata di una donna". L'appello si conclude con una chiara richiesta alla direttrice: "Gradiremmo sapere in quale modo porrete rimedio a tale situazione".

 

La risposta non ha tardato ad arrivare, firmata dalla direttrice dello European Journal of Organic Chemistry e da tutta la redazione. "Sebbene avessimo i nostri dubbi iniziali su come questa immagine potesse essere percepita, abbiamo deciso di dare agli illustratori il beneficio del dubbio, credendo che le loro intenzioni non fossero sessiste".

 

"Tuttavia – prosegue nella sua comunicazione la direttrice della rivista Anne Nijs -, alla luce della vostra risposta, e considerando ulteriormente i nostri dubbi iniziali, abbiamo deciso che non possiamo difendere quest'immagine di copertina". La direttrice ammette che, nonostante le intenzioni non fossero sessiste, il risultato lo è eccome. "Abbiamo contattato gli illustratori in merito a questo problema. Hanno dichiarato che non era loro intento quello di creare un'immagine sessista, e si scusano per qualsiasi offesa causata. Stiamo lavorando per trovare sostituirla al più presto".

 

"Come avete accennato – conclude la comunicazione da parte di EurJoc -, viviamo un momento storico progressista che sta avendo effetti positivi sull'emancipazione delle donne nella scienza. In quanto donna nella scienza, sono pienamente d'accordo con la necessità di un tale movimento e lo sostengo con tutto il cuore!".

 

Il gruppo di ricercatori che hanno firmato l'appello, tra cui Cristian, si dice soddisfatto delle parole della redazione della rivista, ma un sentimento di frustrazione permane. Soprattutto perché episodi simili avvengono su base quotidiana e la posizione delle donne nel mondo della scienza (ma non solo, aggiungiamo) subisce svilimenti continui. "Il primo motivo della mia frustrazione è semplice – spiega la ricercatrice Melissa Dumartin, firmataria dell'appello contro la copertina -: mi chiedo ancora come è potuto accadere. Questa copertina è stata prima approvata dai grafici che l'hanno creata, e poi dal comitato editoriale della rivista. Diverse persone sono state quindi coinvolte nell'approvazione di quest'immagine".

Ma la verità, secondo Melissa e condivisa dai colleghi, è che "la scienza è ancora lontana dall'essere un ambiente equo e inclusivo. La realtà è che le donne nella scienza devono affrontare bullismo e molestie, ma anche migliaia di microaggressioni o commenti sul loro genere che sono banalizzati nella nostra società su base giornaliera. Questo quadro di copertina ne è un ottimo esempio".

 

"Il problema principale – conclude Dumartin - è che in un ambiente dominato da scienziati maschi, il più delle volte nessuno si rende conto dell'impatto che tali pregiudizi di genere potrebbero avere sulle donne isolate che lo soffrono ogni giorno. Tali situazioni, siano esse intenzionali o meno, devono cessare e tutti devono essere responsabili delle loro azioni quando il risultato è l'indebolimento e il degradamento delle donne". Un piccolo passo avanti, quello dei ricercatori della Northwestern, che non può che essere un ottimo esempio per tutti, in qualsiasi ambito, e un monito per chiunque si ostinasse ad usare corpi femminili per qualche dollaro in più.

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