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Donne, disabili e migranti i più odiati su Twitter in Trentino Alto Adige: Bolzano meno omofobica di Trento

Quasi il 60% dei Tweet globali che riguardano il ''gentil sesso'' non lo descrivono in maniera ''gentile'' anzi: ''puttana'', ''cesso'' e ''troia'' sono le parole più usate e spesso si accompagnano a episodi di cronaca nera e femminicidi

A sinistra i tweet dell'odio verso le donne e a destra verso i disabili (Vox)
Di Luca Pianesi - 28 giugno 2018 - 13:25

TRENTO. Ci sono prima di tutto le donne nel mirino degli ''odiatori'' di Twitter e poi cresce l'antisemitismo e la violenza verbale verso i disabili, come cresce la rabbia verso i migranti (anche se a guardare le mappe termiche in Trentino Alto Adige attecchisce meno) mentre cala l'omofobia. Le parole dell'odio usate da quelli che qualcuno chiama ''leoni da tastiera'' ma che bisognerebbe definire con un'altra parola, che con leoni fa rima ma ha un'accezione molto diversa, anche nelle province di Trento e Bolzano spopolano a livelli in alcuni casi piuttosto preoccupanti anche se ben lontani dai picchi rappresentati da Milano, Torino e la zona del padovano.

 

L'analisi è stata realizzata da Vox (Osservatorio Italiano sui Diritti) ed è partita da oltre 6 milioni e mezzo di tweet rilevati tra maggio e novembre 2017 e marzo e maggio 2018 andando a mappare sei parole chiave: donne, omosessuali, immigrati, diversamente abili, ebrei e mussulmani. Il risultato globale vede una crescita importante dei ''cinguettii'' (vogliamo chiamarlo ''gracchiare''?Forse sarebbe più appropriato) contro i migranti: il 36% dei tweet dell'odio (l'anno scorso erano il 32% nonostante nell'ultimo anno il fenomeno dei migranti sia calato sensibilmente) è, infatti, riferito ai cluster che si riguardano xenofobia, islamofobia e antisemitismo, "predittivi - si legge nello studio - quindi di atteggiamenti di forte intolleranza contro migranti e persone considerate aliene''.

 

Le tre parole più usate contro i migranti sono ''negro'', ''zingaro'' e ''terrone'' e si concentrano nelle grandi città: Milano, Torino, Roma, Firenze, Bologna, Napoli. Ma anche il Trentino si colora interamente di verde e l'odio risale l'asse dell'Adige arrivando fino a Bolzano. Intolleranza e paura, in questo senso, sono quasi assenti nelle valli e nelle zone della periferiche dell'Alto Adige. Per la nostra regione la mappa termica è simile per quanto riguarda la paura dell'Islam con parole come "terrorista" e "marocchino" tra le più gettonate. Curioso che i tweet che esprimono odio o discriminazione nei confronti delle persone di fede islamica siano cresciuti dai 22.435 del 2016, ai 64.934 registrati nel 2017/ 2018 e che la paura sia più forte nelle regioni del Sud che risultano essere quelle con una minore presenza di islamici, rispetto ad altre come Lombardia, Emilia Romagna, Veneto, Piemonte, Toscana, come emerge dal Rapporto Ismu.

 

L'odio corre sulla rete

La voce singola, però, che attira più l'odio degli haters è quella delle donne. Quasi il 60% dei Tweet globali che riguardano il ''gentil sesso'' non lo descrivono in maniera ''gentile'' anzi: ''puttana'', ''cesso'' e ''troia'' sono le parole più usate e spesso si accompagnano a episodi di cronaca nera che hanno visto coinvolta una o più donne come i femminicidi. E il Trentino Alto Adige è pienamente coinvolto in questa operazione sessista di odio esplicito (solo qualche giorno fa vi riferivamo di commenti sulla nostra pagina Facebook che auguravano di essere violentate alle ragazze che avevano manifestato contro la chiusura dei porti a Trento) con addirittura delle zone gialle (quindi più forti) nell'area di Bolzano.

 

L'antisemitismo, poi, monta in tutto il Paese e anche nel basso Trentino mostra il suo volto più abbietto (con parole come "rabbino", "ebreo", "sionista") come anche la violenza verso i disabili che ha sempre nella zona del basso Trentino (Busa - Rovereto) i suoi picchi regionali. Cala, invece, il linguaggio omofobico. Anche in questo caso è la zona del basso Trentino a restare più agganciata agli standard (negativi) nazionali. L'Alto Adige è, invece, completamente fuori dalle mappe di calore e il patrocinio dato al Pride di Trento dal presidente Kompatscher, senza se e senza ma, (mentre quello della provincia di Trento ha preferito non darlo) dimostra come la provincia di Bolzano sia, in questo senso, più civile rispetto ai cugini trentini.

 

In generale, comunque, pare essere questa la voce più in calo tra gli odiatori e per la co-fondatrice di Vox, Marilisa D'Amico, ''un tale risultato non può che essere collegato alla storica approvazione della legge sulle unioni civili'' e alla stagione dei diritti che s'è vissuta negli anni scorsi. Ora è tempo di cambiamento. Vedremo come.

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